11 Dicembre 2019 - Aggiornato alle 10:39
SALUTE
A Napoli anche i malati di tumore si devono pagare le analisi. Le testimonianze
19 Novembre 2019 10:44 —

"Mio marito, malato di cancro, abbiamo dovuto pagare perfino l'intervento necessario per la biopsia, poiché i tempi negli ospedali erano biblici e il cancro non aspetta". E' uno dei primi commenti postati sulla pagina Facebook de I Fatti di Napoli alla campagna di sensibilizzazione de ifattidiNapoli contro la Sanità a singhiozzi a Napoli e cioè due mesi di assistenza si e l'altro no. Pubblicheremo un articolo ed i relativi commenti ogni giorno affinchè la Regione Campania riveda il disastroso sistema della trimestralizzazione dei tetti di spesa e della diversa ripartizione dei fondi per le province che, in uno con il sistema dei consorzi, è divenuto un vero e propio caos sortendo l'effetto che nella stessa città c'è chi può prendere le ricette in convenzione e chi no a seconda del luogo in cui è ubicato il Consorzio e quale Asl, quindi, debba rimborsare il convenzionato. E' questo l'effetto devastante della scelta scellerata di palazzo Santa Lucia della trimestralizzazione dei tetti di spesa in uno alla costituzione dei consorzi aggregatori, un copione che si ripete ormai da un anno. E così succede che i cittadini sono costretti a rinunciare alla possibilità di eseguire le prestazioni in convenzione ogni due mesi e, quindi, non resta che pagare di tasca propria. Disagi gravissimi per tutti gli utenti e soprattutto per le fasce deboli, i malati cronici e di tumore che devono eseguire esami continuamente e spesso con prelievi a domicilio, servizio che a Napoli l'Asl non eroga. Non ci si può affidare al pubblico in quanto ci si scontra con liste d’attesa lunghissime e chi ha necessità di fare esami “salvavita” di particolare urgenza e non può permettersi di pagarsi le analisi, rischia spesso di arrivare troppo tardi alla diagnosi o alla prognosi fondamentale per combattere l’incalzare della malattia. L’unica strada resta quella di lasciarsi morire e non ci meravigliamo, poi, se sono più di 12 milioni gli italiani che non si curano perché non possono, secondo il 7° Rapporto di Censis e Rbm Assicurazione Salute, intitolato “La sanità italiana al tempo dell’universalismo selettivo” e presentato a Roma nel corso del "Welfare Day già nel 2017". Il Rapporto evidenzia che più di un italiano su quattro non sa come far fronte alle spese necessarie per curarsi e subisce danni economici per pagare di tasca propria le spese sanitarie. Siamo al borderline della costituzionalità ciò nonostante si respira aria di rassegnazione. A Napoli, già dal 31 ottobre scorso sono esauriti i fondi e, quindi, per due mesi interi e cioè fino al 31 dicembre prossimo gli esami di laboratorio, di cardiologia e diabetologia sono a pagamento. Non è un caso se Napoli oggi è terzultima per qualità della vita nella classifica stilata dal quotidiano economico-giuridico e politico Italia Oggi insieme all'Università La Sapienza di Roma in collaborazione con Cattolica Assicurazioni e presentata in questi giorni. Uno dei fattori di cui si tiene conto è appunto la qualità dei servizi sanitari offerti ai cittadini.

Antonio Pianelli

19 Novembre 2019 10:44 - Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2019 10:44
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