22 Novembre 2017 - Aggiornato alle 02:59
CRONACA
Ancona: Truffe agli anziani. Arrestati due napoletani
10 Novembre 2017 11:27 —

Carabinieri della Compagnia di Osimo (AN) hanno perseguito e arrestato due fratelli napoletani, ricostruendo le loro mosse fraudolente in tutta Italia, localizzando le trasferte e la loro presenza in importanti città, dove i pericolosi soggetti, dalla forte caratura delinquenziale, camuffando la loro identità in qualità di “finti carabinieri e finti avvocati” individuavano povere vittime anziane, ponendo sistematicamente in atto una serie continua di odiosi reati, scoperti dopo il raggiro subito. Difatti i fratelli della truffa telefonavano e raccontavano alle loro vittime  di brutte vicende accadute ai propri congiunti, paventando gravi conseguenze, riuscendo a condizionarli e ad indurli a consegnare denaro contante e monili in oro, quale corrispettivo per la riparazione di un danno immaginario, nelle mani di un terzo complice che si presentava presso l’abitazione del truffato. Tale modus operandi continuato, aggravato dalla crudeltà, reiterato nel tempo, ha consentito ai carabinieri del Nucleo Operativo osimano di procedere alla ricostruzione completa dei fatti/reati e delineare la gravissima accusa del delitto di Associazione per Delinquere finalizzata all’estorsione ed alla truffa continuata aggravata in concorso, autori di nr. 20 “colpi” commessi su tutto il territorio del centro nord Italia in solo 15 giorni. Si  tratta di due fratelli pluripregiudicati e noti truffatori napoletani, abitanti in popolari quartieri di Napoli, ovvero “Forcella e Ponticelli” scoperti grazie ad alcune segnalazioni, giunte ai militari del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Osimo nelle prime ore della mattinata del 28 marzo c.a., quando due anziane nonne ricevevano la telefonata da parte del finto “Maresciallo dei Carabinieri”: “Pronto?... Buongiorno signora, sono il Maresciallo dei Carabinieri di Ancona... non si allarmi, la chiamo perché suo nipote è rimasto coinvolto in un incidente stradale... sta bene, ma l’abbiamo trattenuto in caserma... ci sarebbe una somma da pagare per risarcire il danno e farlo tornare a casa senza problemi giudiziari”.Così gettavano nel panico le loro vittime per convincerle, con l’inganno, a sborsare e dunque ad estorcere cifre che potevano arrivare anche a 6mila euro  due delinquenti professionisti e specializzati nel raggiro, riuscivano così a creare forte preoccupazione e angoscia nelle persone anziane e vittime della ben orchestrata truffa, le quali rimaste condizionate, imbarazzate e coinvolte dall’affetto per i propri congiunti cadevano nella rete degli impostori. Cosicché la truffa aggravata con la conseguente estorsione si realizzava approfittando della vulnerabilità delle persone anziane, nonché dalla falsa prospettiva ideata e consistita nella fiducia riposta nella divisa sbandierata dall’autore della telefonata e dall’abilità dei truffatori, che inventavano di sana pianta ruoli e circostanze e, come quei cartomanti delle tv locali, riuscivano a farsi dire nel corso della telefonata il nome del nipote («Sì, proprio lui...») e indirizzo della truffata, dove recarsi per ritirare denaro contante e monili in oro per compensare la somma pattuita per telefono Difatti, per chiudere il cerchio, si aggiunge, infine, la prontezza dei complici e soprattutto del telefonista nel mantenere occupata la linea di casa, mantenendo in tensione la vittima e agevolando in tempi strettissimi l’arrivo a casa dell’anziana vittima, da cui si facevano consegnare contanti e gioielli allontanandosi rapidamente e solo successivamente, nel ritornare nei loro quartieri malfamati, provvedevano a reinvestire i proventi illeciti in acquisti vari e utili all’organizzazione oppure li investivano in bonifici postali e/o bancari o li scambiavano nei famosi negozi «Compro Oro». «Un successo dovuto all’impegno di pattuglie di Carabinieri sul territorio nella repressione e soprattutto nella prevenzione» si rallegra il Maggiore Raffaele Conforti. E aggiunge: «Giriamo il territorio per incontrare gli anziani e invitarli a denunciare. Alcuni hanno paura ma devono essere tranquilli perché è grazie al coraggio di chi l’ha fatto che abbiamo compiuto questa operazione».

 

10 Novembre 2017 11:27 - Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2017 11:27
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