01 Marzo 2021 - Aggiornato alle 10:38
SALUTE
"Approccio diagnostico SARS-Cov-2" di Salvatore Cortese
12 Febbraio 2021 19:09 —

Il SARS-CoV-2 è un virus ad acido ribonucleico a filamento singolo (RNA) a senso positivo di grandi dimensioni, composto da quattro proteine strutturali, ovvero proteina nucleocapsidica (NP) che contiene l'RNA virale, proteina spike (SP), proteina dell'involucro (EP) e proteina della membrana (MP), che creano l'involucro virale.

I test diagnostici attualmente utilizzati in Italia per evidenziare la positività al Covid-19, si basano sulla metodica molecolare detta PCR.

Con il tampone “si prende un po’ di muco dal naso e dalla faringe e si esegue l’amplificazione genomica per identificare la presenza del virus. Tuttavia il test non sembra infallibile, infatti ci sono segnalazioni che la ricerca dell’RNA virale con metodica PCR ha dato falsi negativi fino a due settimane. La ragione di risultati falsi negativi potrebbe essere dovuta a diversi fattori:

1.   se la carica virale è bassa e non rilevabile, materiale cellulare insufficiente per la rilevazione;

2.   un uso improprio dell’estrazione di acido nucleico da materiali clinici;

3.   esecuzione non corretta del tampone da parte dell’operatore;

4.   se la localizzazione dell'infezione è prevalente nelle basse vie respiratorie rispetto alle alte vie dove si preleva il materiale biologico.

2. Test Rapidi - metodo immunocromatografico mediante card

I test rapidi basati sull’identificazione di anticorpi IgM e IgG specifici per la diagnosi di infezione da Sars-Cov-2, sono tecnicamente “immunodosaggi a flusso laterale” (LFIA) dove una goccia di sangue o di siero è fatta scorrere su una piccola lastra contenente proteine virali coniugate con particelle colorate e con anticorpi contro le IgM e IgG umane attaccate su due linee. Questi test hanno una certa percentuale di errore insita nel metodo utilizzato, soprattutto per i dosaggi non marcatamente positivi o negativi.

Se l’individuo è in una fase precoce dell’infezione quando ancora l’organismo non ha prodotto gli anticorpi (cosiddetto “periodo finestra”), non possiamo escludere che gli anticorpi nel sangue ci siano ma il test non li ha evidenziati, in tal caso si parla di “falsi negativi”. È evidente che in queste due ultime circostanze (finestra sierologica e falsi negativi) le persone potrebbero essere infette ed anche contagiose pur in presenza di un test negativo.

Diversamente, è possibile che il test diventi positivo in presenza di anticorpi diretti verso proteine non appartenenti al SARS-COV-2 e che segnali quindi erroneamente la presenza di infezione in soggetti sani, cosiddetti “falsi positivi”.

Tuttavia possono essere utilizzati per la facilità di utilizzo e il costo basso, come controllo periodico una volta definito il profilo anticorpale eseguito con i test sierologici.

3. Test Sierologici Quantitativi nello screening di massa -                         Ricerca degli Anticorpi SARS-CoV-2 IgG - iGM

L'obiettivo di questi esami è determinare in modo quantitativo i due anticorpi specifici SARS-CoV-2 IgM e SARS-CoV-2 IgG, per la valutazione dell’andamento anticorpale a seguito di una infezione da Covid-19 o anche a seguito della somministrazione del vaccino.

Per una corretta valutazione è necessario eseguire il dosaggio con test immunometrici quantitativi che rilevano la quantità precisa di anticorpi SARS-CoV-2 IgG  secondo l’unità di misura interazione per ml di campione.

Mentre per il monitoraggio degli anticorpi specifici SARS-CoV-2 IgM vengono utilizzati test cosiddetti semi-quantitativi. Semplificando diciamo che mente per gli anticorpi IgG è necessario sapere “la quantità di anticorpi sviluppati” per gli anticorpi IgM è necessario sapere solo “se sono presenti o assenti”.

I metodi più attendibili e maggiormente utilizzati per la rilevazione di questi due anticorpi sono: chemiluminescente ed il metodo ELISA. Ogni laboratorio è tenuto a riportare nel referto il metodo utilizzato con le relative unità di misura e le scale di valutazione.

Gli anticorpi IgG anti-SARS-CoV-2 specifici sono rilevabili nei pazienti affetti da COVID-19 sia asintomatici che sintomatici.

La persistenza degli anticorpi IgG consente di identificare gli individui che hanno contratto l'infezione in passato, sono guariti dalla malattia e ne sono verosimilmente diventati immuni, nonché a seguito della somministrazione del vaccino. Resta da verificare nel tempo l’andamento della risposta anticorpale.

Gli anticorpi IgM anti-SARS-CoV-2 sono la manifestazione della prima risposta del sistema immunitario, compaiono normalmente non prima di 5 giorni dopo che il virus viene contratto e tendono a negativizzarsi dopo qualche settimana.

TAMPONE RAPIDO - Test antigenico

Analogamente al test molecolare, il test antigienico rapido si esegue a seguito del    tampone naso-faringeo, per la ricerca nei campioni respiratori, di proteine virali, denominati antigeni. I tempi di risposta molto brevi (circa 15 minuti), conferiscono a questo test una buona diffusione ed una efficacia nella screening di massa.

Tuttavia, la sensibilità e specificità di questo test, sembrano inferiori a quelle del test molecolare, che comporta la possibilità di risultati falso-negativi dovuti alla presenza di una bassa carica virale, non rilevabile dal test, oppure ancor più significativo, il “periodo finestra”, ovvero il tempo che passa fra il momento dell’esposizione a rischio e la comparsa della positività.

Eventuali risultati positivi al test antigenico devono essere confermati con il test molecolare, per escludere eventuali interferenze aspecifiche di proteine simili a quelle direttamente correlate al SARS-CoV-2.

12 Febbraio 2021 19:09 - Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio 2021 19:09
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