02 Dicembre 2020 - Aggiornato alle 00:57
SPORT
Atalanta-Napoli: 2-0. "Il peggior Napoli dell'era post Covid" di Giovanni Spinazzola
02 Luglio 2020 21:56 — Lozano, il migliore degli azzurri.

Il peggior Napoli dell'era post Covid nella gara più importante. Servivano obbligatoriamente i tre punti, invece i partenopei hanno offerto una prova brutta, come non si vedeva dalla sfida interna con il Lecce e dicono addio definitivamente ai sogni di Champions League e quarto posto. Non eravamo più abituati ad un Napoli a tratti confusionario, con troppi errori in appoggio e nell'ultimo passaggio, quello decisivo per andare in porta. Di fronte una squadra solida, ordinata e poco più, non certo irresistibile. Insomma, sarebbe bastato il Napoli ammirato nelle ultime settimane per uscire da Bergamo con un altro risultato di prestigio, ed invece la squadra si è sciolta come neve al sole, alzando bandiera bianca fin troppo presto. Errori in uscita, dicevamo, come quello di Fabian Ruiz costato lo 0-1 ma anche in fase offensiva, con nessun pallone pulito arrivato sui piedi di Mertens; il belga isolato, Insigne e Politano assenti non giustificati, al pari dei centrocampisti. Regalare la mediana agli orobici non è mai cosa saggia e stasera la squadra ne ha pagato le conseguenze. Poco gioco dalle mezz'ali, nessun inserimento e conclusioni verso la porta di Gollini soltanto da lontano; troppo poco per vincere. Demme a guardare gli inserimenti tra le linee ha funzionato a metà e la difesa, negli errori individuali, è crollata, con la diga franata soprattutto sui terzini, con Di Lorenzo e Mario Rui le brutte copie di loro stessi. Lì è caduto tutto, la breccia aperta è diventato uno squarcio e la nave è affondata. Nessuna sufficienza, o quasi, con la panchina che ha cambiato solo parzialmente la storia della partita. Lozano è stato il più incisivo; il messicano è entrato benissimo in partita e con la sua velocità ha messo a ferro e fuoco la difesa orobica, creando di più in una manciata di minuti rispetto a tutta la squadra nell'ora di gioco precedente. E forse c'è il rammarico, in Gattuso, nel non averlo schierato dal 1' in una sfida dove la sua velocità poteva essere un'arma letale. Il tecnico si fida di Insigne, da lui è ripartito per il nuovo corso, ma possibile non si sia accorto della forma fisica del capitano? Forse un turno di riposo gli sarebbe giovato, pur in una gara importante come quella di Bergamo, considerato come in panchina vi sia anche Younes, calciatore comunque abituato a giocare in copertura. Certo, a parlare dopo siam tutti bravi però è evidente come qualcosa non abbia funzionato stasera, in una gara giocata a viso aperto e chiusa con il dominio nel possesso palla. Già, la sfera tra i piedi; bisogna saperla giocare però. Ora è necessario archiviare in fretta il ko e pensare già a domenica, quando al San Paolo arriverà la Roma di Fonseca. Non varrà la Champions League, ma è pur sempre una sfida di prestigio. Di brutte figure, d'altronde, ne sono state già fatte troppe, nonostante la Coppa Italia in bacheca. 

02 Luglio 2020 21:56 - Ultimo aggiornamento: 02 Luglio 2020 21:56
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