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SPORT
Barcellona-Napoli: 3-1. "Sconfitta amara, forse neanche meritata" di Giovanni Spinazzola
08 Agosto 2020 23:59 —

Il Napoli alza bandiera bianca al Camp Nou e chiude la stagione stasera; un’annata particolare, per i partenopei ed il mondo intero, conclusasi contro un Barcellona battibile che aumenta solo i rimpianti per quel che poteva essere e non è stato. Una sconfitta amara, forse nemmeno meritata, perché in fin dei conti il Napoli ha staccato la spina 20’. È successo tutto dal 10’ alla mezz’ora, con i catalani che ne hanno approfittato per mettere la qualificazione in ghiaccio. Errore imperdonabile, quello del Napoli perché – pur se in difficoltà ed in emergenza – i blaugrana hanno una squadra davvero incredibile, pazzesca. Il gol del vantaggio, però, è stato un regalo arbitrale che, in tempo di Var, proprio fatichiamo a capire. Un bambino di tre anni, rivedendo le immagini, avrebbe annullato per fallo evidente. Lenglet, prima di segnare, spintona vistosamente Demme che abbatte Koulibaly. Il turco Cakir – con un occhio di riguardo per i padroni di casa mostrato in tutto l’arco dei 90’ – convalida inspiegabilmente, senza nemmeno andare al monitor. Cos’avranno visto il Var e l’Avar davanti al monitor? Probabilmente un film, una soap opera, i cartoni animati ma non certo la partita. È stato il secondo sliding doors della partita, perché il primo era arrivato dopo un minuto e mezzo di partita, con il palo clamoroso di Mertens. Ed i rimpianti non possono che aumentare, con il senno del poi. “Un Everest da scalare” aveva detto Gattuso in conferenza stampa. La qualità nei singoli, manco a dirlo, è abissale, ma il Napoli ha giocato a viso aperto e, soprattutto, non ha sfigurato. Il possesso palla è stato di marca azzurra nella casa dei tiki taka e questo non può che essere motivo d’orgoglio per Gattuso, autore di un ottimo lavoro fin qui; pressing asfissiante, fino sui piedi di Ter Stegen e non è certo roba da tutti i giorni vederlo contro il Barcellona. Il Napoli ha pagato, come dicevamo, 20’ del primo tempo e soprattutto gli errori dei singoli. Koulibaly, stasera, non ha certo brillanto, anzi; a centrocampo, poi, troppi i palloni persi per appoggi sbagliati ed impostazione lenta. La voglia di strafare insita in alcuni giocatori è stata pagata carissima ed è mancata la cattiveria giusta sotto porta, con il Barcellona arroccato in difesa a difendere il prezioso risultato. Una squadra arrembante e volitiva ma poco concreta, che ha visto in Insigne il migliore in campo. Recuperato a tempo di record, il capitano ha mostrato spirito di sacrificio ed abnegazione, aiutando i compagni in fase passiva, recuperando il pallone e rilanciando l’azione. Di più proprio non poteva fare, anche perché il calcio si gioca in 11. Non è bastato nemmeno il cambio di modulo di Gattuso, con un 4-4-2 iper offensivo per provare a creare più pericoli ai catalani. Il Napoli è tornato a casa, ma con la consapevolezza di dover migliorare soprattutto in cattiveria e cinismo, limitando al minimo le sbavature. L’anno prossimo non ci sarà la Champions League, ma la rosa azzurra dovrà quantomeno provare ad arrivare fino in fondo all’Europa League e lottare per il campionato. 

08 Agosto 2020 23:59 - Ultimo aggiornamento: 08 Agosto 2020 23:59
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