05 Dicembre 2020 - Aggiornato alle 01:06
SPORT
Buon compleanno Diego!  
30 Ottobre 2020 16:47 —

Il 30 ottobre, per chi è napoletano, è una data cerchiata di rosso, festiva, con un significato ben preciso, unico e solo. E' il giorno del compleanno di Diego Armando Maradona. Il Pibe de Oro, il calciatore più forte di tutti i tempi, semplicemente D10S, il Dio del calcio. Ed è un anniversario speciale quello di oggi, perché Diego compie 60 anni. Un traguardo importante, forse inimmaginabile considerato come sia stato vicino alla morte per overdose in due occasioni, ma l'argentino è un supereroe e di certo non è abituato a perdere. Maradona è nato a Villa Fiorita, uno dei barrio più poveri di Baires, in Argentina ed ha portato l'Albiceleste alla conquista del Mondiale nel 1986. Ma è napoletano, scugnizzo, uno di quei pochi casi dove certamente non conta il luogo di nascita. Perché la città di Partenope è casa sua e lui l'ha più volte sostenuto. Diego è il Re di Napoli e lo sarà in eterno perché in sette anni ha regalato alla città più di chiunque altro. E' sbarcato all'ombra del Vesuvio nel 1984, proprio desideroso di vestire l'azzurro e lasciare Barcellona; fu un autentico capolavoro di Ferlaino - allora presidente del club - che lo pagò 10 miliardi di lire. Due scudetti ed una Coppa Uefa, soprattutto, con Napoli portata sul trono d'Italia e dell'Europa, come mai prima di allora (e, purtroppo, nemmeno dopo). Lui, Diego da Baires, cittadinanza argentina e napoletana. In azzurro ha spiegato il termine fedeltà, ma anche quello di "attaccamento alla maglia" rifiutando un assegno in bianco di Agnelli, disposto a qualsiasi cosa pur di portarlo alla Juve. Maradona non si è mai schierato dalla parte del più forte, ha sempre difeso i deboli, l'orgoglio del popolo (basti vedere le sue amicizie con Fidel Castro e Hugo Chavez), risultando un Masaniello 2.0. Ha regalato ai napoletani l'orgoglio della rivincita, del riscatto, con il Sud che batte il Nord, finalmente rispettato, finalmente capace di guardare alla pari chi l'aveva maltrattato fino ad allora. "Io sono napoletano" ha più volte esclamato e non era certo una fase di fatto, perché lui si è sempre sentito napoletano, fin dal suo arrivo a Capodichino. Una città così simile alla sua Baires, all'amata Buenos Aires; una mentalità uguale a quella degli argentini, l'ospitalità e la venerazione non potevano passare inosservate agli occhi del più grande di tutti i tempi. Il "gol del secolo" è il suo (slalom a dribblare mezza Inghiltera, portiere compreso, al Mondiale 1986, vinto da protagonista con la sua Argentina); al San Paolo, poi, ha regalato davvero grande calcio ed una punizione - toh, alla Juve - che ha sfidato e battuto tutte le leggi della fisica. E paragonare lui con altri calciatori è addirittura provocatorio, se non una bestemmia. Mai nessuno sarà come Maradona; se vi parlano di Messi o Ronaldo, diffidate. In quel caso due le possibili soluzioni; o la persona in questione capisce poco di calcio e non ha mai visto Diego, nemmeno su Youtube, oppure è semplicemente invidiosa. Perché il Dio del Calcio ha illuminato Napoli ed i napoletani, oltre che la sua Argentina. Le sue due patrie, i suoi due amori, cosciente di come nella città partenopea vi siano ancora murales ed altarini a lui dedicati. E allora, Buon compleanno Diego.  

Giovanni Spinazzola

30 Ottobre 2020 16:47 - Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2020 16:47
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