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SPORT
Cagliari-Napoli: 1-1. "La peggior gara del campionato" di Giovanni Spinazzola
21 Febbraio 2022 21:47 —

Due punti persi. Un’altra occasione gettata al vento, e stavolta era davvero ghiotta. Il Napoli non ne approfitta dei passi falsi di tutte le big ma, anzi, si accoda all’andazzo di giornata disputando la peggior gara del campionato. Gli assenti hanno sempre ragione, ma Spalletti non cerca mai alibi per la sua squadra ed anche noi ci accodiamo alla sua linea. E quindi c’è da registrare una squadra, pur con qualche elemento di troppo indisponibile, pur in quasi emergenza tanto da costringere il tecnico a cambiare modulo, che non è stata in grado di battere la terz’ultima della Serie A. I due punti persi stasera si aggiungono ai tre con Empoli e Spezia ed il bilancio inizia a diventare pesante, troppo per poter avere ambizioni da scudetto. Ci si aspettava una squadra famelica, in grado di azzannare l’avversario e mostrare la voglia di riprendersi la vetta, di dimostrare di essere la più forte ed invece il vero Napoli è rimasto a Castel Volturno, oppure a Capodichino, fate voi. Mai in grado di pungere, un gioco organizzato senza costrutto, tantomeno nerbo, spesso in balìa dell’avversario, la squadra sembrava spaesata, perfino colpita dall’aggressività dei padroni di casa che l’hanno buttata sul pressing alto, sfruttando la maggior freschezza atletica. I due deputati a far saltare il banco agendo tra le linee, Elmas e Mertens, sono stati inoffensivi, con il centrocampo mai in grado di prendere le redini della gara. Il migliore tra gli azzurri è stato per distacco Mario Rui, spesso ingenerosamente criticato. “Il professore”, però, da solo ha potuto poco, anche perché non è certo Messi. E come se non bastasse, anche stavolta siamo passati all’harakiri, pratica che sembra davvero conosciuta bene in casa azzurra. E così bella frittata di Ospina – poi riscattatosi, ma solo parzialmente, su Deiola e Marin – e vantaggio dei sardi. Roba da non credere, perché tra gli uomini azzurri nessuno è mai riuscito a regalare la svolta. Mertens era la brutta copia di sé stesso ed Elmas addirittura sembra vivere una involuzione che lascia basiti, con Petagna lasciato troppo solo per poter pungere. E così ci ha pensato Osimhen a salvare i suoi, non al meglio e lasciato inizialmente in partita. Il nigeriano, abulico a Barcellona, a Cagliari è entrato con lo spirito giusto; agguerrito e cattivo, con la “cazzimma” che sarebbe servita per aggredire il Cagliari. Uno stacco imperioso, un’esultanza rabbiosa, la voglia di chi non si voleva arrendere. Magari tutti i calciatori azzurri scesi in campo avessero avuto l’anima di Victor, forse l’unico a credere veramente alla possibilità del primo posto. Troppo poco per poter puntare in alto, ancora meno per avere ambizioni di scudetto. La squadra ha dimostrato di non essere matura, ancora una volta, di cadere nelle sue paure ed incertezze. Forse, anche quest’anno, è meglio guardarsi le spalle e rallegrarsi per il punto guadagnato sull’Atalanta in ottica quarto posto. Per lo scudetto, “il sogno nel cuore” dei tifosi napoletani, se ne dovrà riparlare in futuro. Ora, quindi, testa alla gara di ritorno contro il Barcellona prima di affrontare in rapida successione Lazio e Milan in campionato. Tre gare da far tremare i polsi, in cui cercare riscatto anche se, forse, tardivo.

21 Febbraio 2022 21:47 - Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio 2022 21:47
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