11 Dicembre 2019 - Aggiornato alle 09:32
SPORT
Casa Napoli: "Atteggiamenti volti solo a gettare benzina sul fuoco" di Giovanni Spinazzola
11 Novembre 2019 15:48 —

Lo spogliatoio del Napoli è una polveriera. Volano gli stracci in casa azzurra ed è, ormai, una sorta di tutti contro tutti. I senatori sono furenti con De Laurentiis (padre e figlio) ed a causa di un atteggiamento – forse – sopra le righe del vicepresidente azzurro si è consumato l’ammutinamento della squadra martedì sera. Da allora è passata una settimana; i giocatori sono stati contestati dal pubblico che, per la prima volta in 15 anni, sono schierati al fianco del Presidente. Non sanno – forse – tutta la verità (ma nessuno la conosce, se non i diretti interessati, ndr), fatto sta che la contestazione è stata aspra soprattutto mercoledì, nel giorno dell’allenamento allo stadio a porte aperte, che sabato durante la partita. Fin qui, nulla di sconvolgente, perché il tifoso – se lo ritiene opportuno – può eccome fischiare la sua squadra. Diventa inaccettabile, però, la serie di rapine nei confronti dei calciatori del Napoli. I ladri sono entrati in casa di Allan, con moglie e figli del brasiliano presenti nell’appartamento, poi anche Zielinski è stato vittima di un furto. La Digos indaga, ma si è passato decisamente il limite, con ADL che ha raggiunto il punto più basso della sua presidenza. Sono, questi, atteggiamenti volti solo a gettare benzina sul fuoco, con il punto di non ritorno davvero ad un passo (sempre che non sia stato già varcato, ma ce ne accorgeremo nelle prossime settimane). A farne le spese, ovviamente, i supporters, costretti a vedere i loro giocatori, i loro idoli mettere in scena farse da Premio Oscar, scempi come in Roma-Napoli e Napoli-Genoa, con la squadra svogliata in campo. I punti vanno via, lo scudetto è già irraggiungibile a novembre e, di questo passo, anche il quarto posto rischia di diventare una chimera. Cosa fare? Trovare soluzioni è più difficile che risolvere il cubo di Rubik, anche perché sono molteplici le cause e le parti in gioco. Innanzitutto il Presidente potrebbe risolvere – una volta per tutte – la questione rinnovi; devono firmare il prolungamento Zielinski e Milik, ma anche Callejon e Mertens, in scadenza in estate. Ogni giorno sembra quello giusto per la firma ma, intanto, è passato più di un anno dall’apertura delle negoziazioni. È chiaro che un calciatore non possa giocare con la mente libera da altri pensieri se il suo futuro è un’incognita; è umano e pienamente comprensibile. Esonerare Ancelotti può essere una soluzione? Assolutamente no, anzi. Sarebbe un errore da non commettere. Il tecnico, infatti, ne ha viste tante nella sua carriera ed è l’unico che può rimettere a posto i cocci. Serve unità d’intenti e raccogliere le macerie dopo l’uragano passato sopra Castel Volturno; ebbene, Re Carlo ha l’esperienza necessaria per superare indenne la tempesta e riportare la nave in acque tranquille. Sul mercato, poi, non vi sono tecnici in grado di poter gestire una situazione del genere; Allegri e Spalletti, gli unici di rilievo (non consideriamo neppure Mourinho e Wenger), difficilmente accetterebbero di sedersi su una panchina bollente come quella partenopea e, comunque, costerebbero troppo. Il tecnico ha, ora, due settimane per provare a mediare. Già, ma cosa potrebbe fare? Re Carlo dovrà capire chi ancora, nella rosa azzurra, sia ancora motivato a lottare e combattere per la maglia; puntare, quindi, solo su quei ragazzi, anche a costo di scelte difficili, lasciando qualche big in panchina o tribuna.  

11 Novembre 2019 15:48 - Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2019 15:48
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