21 Gennaio 2020 - Aggiornato alle 07:57
SPORT
Casa Napoli: "E' gghiuta 'a carte e musica 'mmane 'e cecate!...." di Giovanni Spinazzola
11 Dicembre 2019 09:55 — Tatto zero nei confronti del miglior allenatore italiano in attività, tra i migliori al mondo nella storia del calcio.

Carlo Ancelotti non è più l’allenatore del Napoli. È stato esonerato, e già questo assume i contorni della bestemmia. È stato sollevato dal suo incarico la sera stessa di un trionfo, del 4-0 rifilato al Genk che ha portato gli azzurri agli ottavi di finale di Champions League per la terza volta appena nella storia del club. Una mancanza di tatto evidente, di riconoscenza nei confronti del miglior allenatore italiano in attività, tra i migliori al mondo nella storia del calcio, non proprio il primo dei pivelli. Ha pagato, Re Carlo, il protagonismo assoluto del Presidente ed una gestione di una società di calcio di Serie A come l’ultima delle formazioni parrocchiali. In casa azzurra manca un direttore generale dai tempi di Pierpaolo Marino ed Edoardo De Laurentiis, il figlio del patron nonché vicepresidente del club, fa più danni che altro, come dimostra la sera dell’ammutinamento, con alcuni comportamenti di Edo che diedero il via alla ribellione. Ha dovuto allenare una squadra con evidenti carenze in alcuni ruoli chiave; aveva chiesto, in estate, un regista offensivo (James Rodriguez), l’unico calciatore realmente desiderato da un tecnico che più aziendalista non si può. Sono stati ingaggiati altri tipi di calciatori, lasciando a Re Carlo una squadra incompleta, carente, con alcuni senatori in scadenza di contratto e con il tecnico che ha provato a coprire le falle alla meglio, con toppe e rappezzi qua e là. Come se non bastasse, qualche settimana fa, ha dovuto anche mediare tra i calciatori e la proprietà, con Allan e compagni in evidente contrasto con la proprietà. L’unico errore dell’allenatore? Accettare la scommessa azzurra e farsi abbindolare dal Presidente un anno e mezzo fa, come capitò in precedenza a Rafael Benitez, poi scappato da Napoli alla volta di Madrid. Ad oggi, la squadra partenopea non può permettersi un tecnico di caratura internazionale perché le strutture ed il contorno non lo sono di certo e chissà se mai lo saranno con questa proprietà. Con ogni probabilità arriverà Gennaro Gattuso sulla panchina azzurra; il calabrese è un “figlioccio” di Ancelotti e – ne siamo certi – avrà già chiesto consigli al suo mentore, con Re Carlo – forse – anche felice di essere sostituito da un uomo che stima moltissimo, considerato un fratello (ipse dixit). Il tecnico di Reggiolo è pronto a volare a Londra, all’Arsenal per sostituire Emery esonerato qualche settimana fa, Gattuso – allenatore bravo, giovane e preparato – accetterà questa scommessa. Ma un grande rammarico resta; il Napoli ha avuto in panchina il miglior allenatore italiano, tra i migliori al mondo e non l’ha saputo sfruttare. E' gghiuta 'a carte e musica 'mmane 'e cecate!.... mai detto fu più azzeccato.  

11 Dicembre 2019 09:55 - Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2019 09:55
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