31 Ottobre 2020 - Aggiornato alle 17:57
SPORT
Casa Napoli: " Il Covid-19 non esiste per il calcio italiano" di Giovanni Spinazzola
15 Ottobre 2020 10:24 —

Una decisione politica, una “lezione” perché il calcio deve andare avanti sempre e comunque, a costo di ammalarsi tutti. È questa la linea di Lega e FIGC che, pur non commentando, esprimono soddisfazione per la decisione. Insomma, se la suonano e se la cantano in un momento storico drammatico per l’Italia, con record di contagiati in un giorno dall’inizio della pandemia. Eppure il Covid-19 non esiste per il calcio italiano. Chissà, forse in via Rossellini alberga una gran quantità di negazionisti. Serviva un capro espiatorio ed il Napoli era perfetto; i partenopei, infatti, avevano “osato” seguire la legge, rispettare l’Asl – ente supremo in tema Covid – e lasciato la Juve sola soletta nello Stadium, con i calciatori a guardarsi in faccia nella farsa più clamorosa che la storia ricordi. I bianconeri non potevano certo essere trattati così; sono la squadra più potente d’Italia ed “esigevano” il 3-0. Accontentati. Una decisione “politica”, dicevamo, con ministri e virologi sbugiardati e Costituzione stracciata e ridotta a carta per pulire i vetri. Ecco perché difficilmente la Corte d’Appello potrà sovvertire la sentenza ma è più logico aspettarsi risultati congrui e giusti dal Collegio di Garanzia del Coni o dal Tar, con la società pronta ad arrivare fino al Consiglio di Stato. Si mettano comodi i tifosi; ci sarà da aspettare mesi, perché il giudice sportivo ha ammesso come “la comunicazione dell'ASL era un 'ordine dell'Autorità' a cui non ci si poteva sottrarre, ma aggiunge che quando è arrivata il Napoli aveva già deciso di non giocare”. Roba da tso. Premio, quindi, alla Juve che rispetta la Lega calcio e se la tiene buona buonina e dietro la lavagna gli azzurri. E sui social arrivati anche sfottò di cattivo gusto da parte di uno degli sponsor dei bianconeri, la socios.com che su Twitter ha pubblicato un’immagine di Napoli con il -1°. D’altronde, chi si somiglia, si piglia recitava un vecchio detto.

I calciatori ed il tecnico, intanto, avrebbero accolto la notizia con rabbia e dispiacere, proprio per la voglia di giocare quella gara. E la reazione è pronta. Gattuso ne ha viste tante nella sua carriera di calciatore e – seppur breve – di allenatore ed è cosciente come in questo momento sia fondamentale compattare il gruppo e cementare l’unità dello spogliatoio. Solo uniti si vince e contro l’Atalanta sabato servirà una reazione esemplare, da grande squadra quale il Napoli ha dimostrato di essere. Gettare il cuore oltre l’ostacolo, soprassedere a qualche “svista” arbitrale che potrebbe anche arrivare, considerato come i partenopei si siano messi di traverso alla Lega, permalosa e vanitosa, e tirare dritto per la strada dei giusti. L’obiettivo dev’essere ben chiaro, gli incidenti di percorso renderanno solo più bello il raggiungimento del traguardo.

15 Ottobre 2020 10:24 - Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre 2020 10:24
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