19 Gennaio 2020 - Aggiornato alle 17:21
SPORT
Casa Napoli: Intervista esclusiva a Alessandro Renica di Giovanni Spinazzola
19 Dicembre 2019 14:36 —

Il Napoli sta attraversando un momento di profonda crisi; la vittoria – escludendo il 4-0 al Genk in Champions League – non arriva da due mesi e sabato è già cruciale la sfida contro il Sassuolo. La Redazione de “I Fatti di Napoli”, per analizzare la situazione in casa azzurra ha contattato – in esclusiva – l’ex calciatore Alessandro Renica, scudettato con i partenopei nel Napoli di Diego Maradona. “Un allenatore – spiega riferendosi a Gattuso - ha bisogno di un mese per poter lavorare sulle idee, sul suo gioco, sulla situazione già degenerata molto prima”. Spesso capita una scossa al cambio di tecnico. Invece contro il Parma non s’è vista una reazione. “Non è così. La squadra ha reagito, ha avuto diverse occasioni però si son visti contro il Parma i soliti errori. Mi riferisco alle ripartenze concesse ai gialloblu. Se fosse entrato il tiro di Mertens, oggi staremmo parlando d’altro, però”. Gattuso, nella conferenza stampa di presentazione, ha fatto intendere di gradire il 4-3-3. Però in casa Napoli manca un regista in quel ruolo? “Secondo me non manca un regista al Napoli, manca un’incontrista davanti alla difesa. Con Fabian Ruiz e Zielinski i registi più offensivi li hai. Non bisogna fissarsi con i moduli, perché Gattuso ha parlato in un modo ma poi ha cambiato modulo durante la gara sabato scorso, passando al 4-4-2 con l’ingresso di Mertens. Fabian Ruiz e Zielinski hanno giocato al centro in mediana con il belga al lato di Milik davanti. Si continua a parlare del modulo, ma lo stesso Gattuso ha dovuto cambiare. Il modulo è un falso problema”. Il modulo, tra l’altro, dipende anche dai calciatori a disposizione. “Sì, in genere è così. Se, però, non c’è equilibrio nel 4-3-3, si passa al 4-4-2 snaturando qualcuno nelle sue caratteristiche”. Secondo lei perché i risultati non arrivano? “Per un insieme di fattori. Si è creata una situazione a Napoli in cui tutti sono contro tutti. Il Presidente contro i giocatori; questi ultimi sono rimasti male dal comportamento del patron, Ancelotti si è prima schierato con i calciatori e poi con De Laurentiis. Oltre questi, con i ragazzi non tranquilli in campo, si son visti anche dei problemi tattici molto gravi”. Uno dei più responsabili è considerato Insigne. All’attaccante viene imputata anche l’assenza di leadership. Manca un leader in questo Napoli? “È una cosa vergognosa l’accanimento su Insigne, grida vendetta. È assurdo accanirsi contro chi, napoletano, indossa la maglia azzurra. Insigne nel suo ruolo è il più bravo in Italia, i suoi numeri sono eccezionali. Ha dato tantissimo, quest’anno un po’ meno perché è entrato in una spirale negativa. Sul peso della fascia, però, sono d’accordo; io non gliel’avrei data ma non perché non la meritasse, ma perché la sente troppo”. Questo Napoli può riprendersi e recuperare gli 11 punti dal quarto posto? “Ero ottimista all’arrivo di Gattuso, poi ho voltato al pessimismo non per l’arrivo del tecnico calabrese ma per una serie di infortuni che stanno falcidiando la squadra e la condizione precaria di qualcuno. In difesa il dato è il più allarmante. Koulibaly è fuori, Maksimovic è squalificato; Manolas è un soggetto che ha molti guai muscolari, Luperto come riserva non è male ma potrebbe diventare un problema se dovesse essere titolare. Mario Rui è un altro incline agli infortuni, mentre Allan ha costole incrinate e gioca con infiltrazioni. Considerando tutte queste defezioni, credo ci si debba preoccuparsi a Napoli, perché troppi calciatori non sono nelle condizioni ideali. Questo è il vero problema in casa azzurra. Quella partenopea è una squadra che si indebolisce troppo quando i calciatori più importanti non sono al 100%”. Si potrebbe risolvere questo problema attraverso il mercato di gennaio, allungando la rosa in ruoli chiave? “A centrocampo e sulla fascia sinistra – vista l’indisponibilità di Ghoulam – servono assolutamente rinforzi. Ed a questo punto è necessario anche un centrale di difesa importante. Dal reparto arretrato, per me, sono iniziati i problemi seri. A luglio dissi come non fossero complementari Koulibaly e Manolas. Purtroppo abbiamo avuto conferma in questi mesi. Anche dalla difesa nascono problemi, perché tutti gli addetti ai lavori – compreso Ancelotti e Giuntoli – pensavano si potesse difendere bene anche senza il supporto del centrocampo. Questa è un’altra verità. Credo che tutti si debbano assumere le loro responsabilità perché tutti hanno sbagliato. Questa non è un reparto che si può difendere senza l’aiuto della mediana. Adesso è tardi; parlano tutti, ma dov’erano i critici quando mi prendevo gli insulti nell’evidenziare questa situazione?” Purtroppo aveva ragione… “Si purtroppo. Mi dispiace perché ho solo piacere nel vedere il Napoli in alto. Qui, però, bisogna parlare di calcio. Non dobbiamo metterci in mente che Insigne non è buono. I problemi sono quelli che ho evidenziato; c’è una difesa a cui si è data una responsabilità maggiore di quella che avrebbe potuto sopportare, un centrocampo dove si pensava di giocare con elementi molto offensivi ed invece serve un mediano incontrista – come Allan davanti alla difesa contro il Liverpool. L’unico reparto che funziona benino è l’attacco. È a posto se Milik sta bene, ovviamente. I troppi infortuni sono un altro tema fondamentale”. Effettivamente Napoli sfortunato nel non avere a disposizione il polacco per diversi mesi. “Llorente, però, non ha fatto male. Quando chiamato in causa, ha sempre dato il suo contributo. La difesa è sciagurata, perché quando viene attaccate oppure è sotto pressione, cede”. Capitolo Champions League. Sorteggio sfortunato, perché contro il Barcellona servirà un’impresa, un miracolo. È sbagliato affermare come i partenopei siano già fuori? “Il Napoli ha una qualità di giocatori che – come visto anche in Champions League – non sfigura con nessuno. Se ha avuto la forza di sottomettere il Liverpool, credo possa pensare come non sia impossibile avere la meglio sul Barcellona. Il problema è vedere in quali condizioni arriverà a febbraio e mi riferisco ai calciatori chiave. Koulibaly, uno dei calciatori più forti al mondo, Milik, un centravanti spettacolare, Mertens stratosferico, Callejon esterno di livello europeo, Insigne capace di dar fastidio a tutte le avversarie, Fabian Ruiz ed Allan spettacolari. Il Napoli li ha i calciatori. È la situazione creatasi il vero problema, con il Presidente che deve prendersi le sue responsabilità. Sulla vicenda delle multe un patron non si comporta come lui; per me è stato assente. Invece di proteggere i suoi giocatori e di aiutarli nel momento di difficoltà, ha solo messo benzina sul fuoco. Vergognoso non lasciare tranquilli i calciatori”. 

19 Dicembre 2019 14:36 - Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2019 14:36
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