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SPORT
Casa Napoli: "Lobotka primo obiettivo del mercato azzurro" di Giovanni Spinazzola
28 Dicembre 2019 19:17 —

Stanislav Lobotka, anche per questioni di costo, è il primo obiettivo di un mercato che più di riparazione non si può in casa Napoli. C’è da sistemare – e molto – ma servirà anche investire tanto per raggiungere gli obiettivi (sullo slovacco si è inserito anche il Milan). Già, ma qual è una soluzione più economica da sfruttare per tenere una squadra sempre ai massimi livelli? È il vivaio, lì dove il Napoli è pesantemente deficitario. La famosa “scugnizzeria”, la versione napoletana della “masia” del Barcellona è rimasta solo nelle idee di un Presidente che fin troppo presto ha messo da parte l’intenzione di creare un vivaio florido per il Napoli. Sarebbe stata anche una forma di sostentamento; esempio lampante ne è l’Atalanta, da anni ai vertici nel settore giovanile. Il Napoli, invece, è molto deficitario in questo campo. La Primavera, tanto per fare un esempio, è ultima nel suo campionato; l’ultimo talento uscito dal vivaio azzurro è Gaetano, lì a marcire in panchina. Prima di lui Luperto e, prima ancora i fratelli Insigne. Decisamente troppo poco. Il Barcellona, avversario del Napoli in Champions League, investe tantissimo nel settore giovanile ma riceve altrettanto; alcuni dei futuri campioni blaugrana li abbiamo visti schiantare l’Inter a San Siro nello scorso 10 dicembre. Nella rosa attuale, invece, Piqué, Busquets e Messi rappresentano la colonna vertebrale della squadra, impreziosita anche da Sergi Roberto, tutti nati e cresciuti in un centro sportivo a loro dedicato. A Napoli, invece, i ragazzini si allenano un po’ qua ed un po’ là; la Primavera gioca le sue gare a Frattamaggiore, le categorie inferiori si allenano e giocano sui campi Kennedy, ai Camaldoli, in città. Come se non bastasse, manca una rete di affiliazioni con le scuole calcio situate a Napoli e provincia, per una sconfitta a tutto tondo, perché i talenti, poi, vanno ad impreziosire le squadre del nord. Due gli ultimi esempi che più chiari non si può; in casa Milan c’è Gianluigi Donnarumma, in quella Inter Sebastiano Esposito. Il primo, portiere anche della Nazionale, è un classe ’99, l’attaccante addirittura un 2002; entrambi di Castellammare di Stabia, circa 30 km da Napoli. Perché gli scout azzurri non scandagliano il territorio, linfa vitale per il calcio italiano da generazioni? Perché non si investe sui giovani? Altro mistero. E chissà se mai avremo una risposta.

28 Dicembre 2019 19:17 - Ultimo aggiornamento: 28 Dicembre 2019 19:17
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