22 Settembre 2017 - Aggiornato alle 04:45
CULTURA&SPETTACOLO
Caserta: Santa Maria Capua Vetere, gran finale della seconda edizione del Festival della Letteratura nel segno del mito “La memoria degli Elefanti”
25 Maggio 2017 08:27 — Venerdì 26 Maggio - Ore 18 visita all’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere. A seguire la cena biologica con i menù dedicati a Spartaco ed Annibale.

Nell’antica Capua il primo ristorante biologico al mondo in un sito archeologico è tra gli esempi italiani più innovativi della valorizzazione dei siti culturali celebrati in “Un patrimonio italiano” il libro del Presidente del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici che venerdì chiude il Festival della Letteratura nel segno del mito all’Anfiteatro Campano. Catacombe di San Gennaro, Parco sommerso della Gaiola e Museo Civico di Piedimonte Matese gli altri tre esempi eccellenti di valorizzazione in Campania.  “Un progetto culturale organico e complessivo, che racconta un territorio, attraverso i monumenti, gli oggetti, il cibo, le persone”. Così Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, racconta nel suo ultimo libro, “Un patrimonio italiano” (Utet Editore) il caso esemplare del progetto “Arena Spartacus Amico Bio” all’Anfiteatro Campano. E sarà proprio il salotto letterario dell’Arena Spartacus ad ospitarlo venerdì 26 maggio alle 18.30 per il gran finale della seconda edizione del Festival della Letteratura nel segno del mito “La memoria degli Elefanti”. La discussione dedicata al tema “La rivoluzione della nuova valorizzazione dei beni culturali” partirà proprio dai numerosi spunti di riflessione offerti dal volume di Volpe. Un libro che rappresenta un viaggio nell’Italia migliore, un tour ideale tra musei, parchi, monumenti, gestiti “dal basso”: tante soluzioni diverse che, come anticipa Volpe “dimostrano come sia possibile fare dell’eredità culturale un elemento vivo e un fattore di coesione e di crescita di una comunità, grande o piccola che sia”. Dalle Catacombe di San Gennaro al Parco sommerso della Gaiola: su 22 esempi eccellenti di valorizzazione ben 4 sono in Campania.  Il libro di Giuliano Volpe racconta le nuove frontiere del turismo esperienziale in 22 casi esemplari ritrovati in giro per l’Italia: dall’Archeodromo di Poggibonsi al Castello di Squillace. Ben quattro esempi eccellenti si trovano in Campania: le Catacombe di San Gennaro e il Parco sommerso della Gaiola a Napoli, il Museo Civico di Piedimonte Matese e proprio il “caso” del progetto dei servizi aggiuntivi all’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere con il lavoro del consorzio Arte’m e del gruppo Amico Bio. Con l’autore saranno ospiti del salotto letterario, coordinato dal giornalista Roberto Conte, Carlo Rescigno, docente di Archeologia della Magna Grecia all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Antonio Mirra, sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Antonio Emanuele Piedimonte, direttore artistico de “La memoria degli Elefanti”, Pasquale Rossi, coordinatore scientifico del Corso di Alta Formazione in Guida e progettazione di itinerari turistici dell’Università Suor Orsola Benincasa e Laura Valente, direttore artistico del Ravello Festival Danza/Tendenze e Nuovi linguaggi. Testimonianze delle best practices raccontate da Volpe nel libro affidate a Laura Del Verme, per il Museo Civico “Raffaele Marrocco” di Piedimonte, Enzo Porzio, per le Catacombe di San Gennaro, Maurizio Simeone, per il Parco Sommerso della Gaiola e Guido Savarese, per il caso esemplare dei servizi aggiuntivi all’Anfiteatro Campano. La visita all’Anfiteatro e la Cena biologica con i menù tematici. Prima dell’incontro sarà possibile anche visitare l’Anfiteatro Campano e l’intero circuito archeologico dell’Antica Capua Dopo la discussione il salotto letterario dell’Arena Spartacus tornerà ad essere la sala del primo ristorante biologico al mondo in un sito archeologico. E come di consueto occasione del Festival della Letteratura ci saranno menù speciali tematici dedicati alle figure storiche del Festival nel segno del mito, da Annibale a Spartaco. Il caso esemplare dei servizi aggiuntivi all’Anfiteatro Campano. “Ogni area archeologica ed ogni museo dovrebbero sempre rappresentare un luogo vitale, inclusivo, capace di suscitare curiosità, piacere, emozioni. Dovrebbero essere in grado di proporre un racconto, stimolare domande diversificate da parte di ogni categoria di visitatore e suggerire possibili risposte e garantire anche luoghi di ristoro e di pausa adeguati al progetto culturale e comunicativo, perché, ad esempio, anche la qualità del cibo è parte di un progetto culturale di qualità”. Con questo spirito Giuliano Volpe celebra nel suo libro “Un patrimonio italiano” il caso esemplare dei servizi aggiuntivi all’Anfiteatro Campano dove dal 2013 “ha preso forma la prima offerta integrata ‘di identità e valorizzazione sostenibile’ della piana di Capua: servizi di accoglienza, biglietteria, servizi didattici, laboratori teatrali, naturalistici e ambientali, sala di studio e lettura pubblica, wi-fi libero, libreria, artigianato locale, design d’autore e soprattutto un’area di ristorazione di grande eccellenza, con spazi curati e sobri di caffetteria, degustazione, ristorazione biologica, con produzione biodinamica a chilometro zero”. Il progetto è nato a seguito dell’aggiudicazione di una gara europea relativa all’affidamento dei servizi al pubblico condotta dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania. Ed è stato realizzato grazie al lavoro del Consorzio Arte’m che coordina “un efficace sistema integrato di competenze con il laboratorio d’impresa dell’editoria d’arte e dei servizi per i beni culturali di Prismi/Arte’m, il Teatro stabile d’innovazione per ragazzi ‘Le Nuvole’, e l’attività di un’impresa locale, ma di livello ormai internazionale nel campo della produzione agricola e della alimentazione biologica, Amico Bio, che cura il ristorante nella Spartacus Arena, con ristoranti anche in varie città d’Italia, tra cui Napoli e a Londra. Un progetto secondo Volpe che potrebbe tracciare la strada di altri interventi similari in altri luoghi del Paese. “Quello realizzato all’Anfiteatro Campano è un progetto articolato di grande innovazione - racconta Volpe nel libro - che ha cercato di andare oltre la mera riproposizione dei servizi di biglietteria e libreria e che potrebbe indicare la strada di nuovi percorsi di creazione di valore, secondo standard internazionali e valorizzazione delle peculiarità locali. Può essere questo un esempio delle potenzialità culturali ed economiche del cosiddetto ‘patrimonio minore’ del nostro Paese, da troppo tempo abbandonato ad un destino di degrado e di speculazione”.

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