12 Agosto 2020 - Aggiornato alle 06:21
SPORT
Coppa Italia: "Fabian Ruiz e il Napoli espugnano San Siro. Finisce 1-0 per gli azzurri la partita con l'Inter di Conte" di Giovanni Spinazzola
12 Febbraio 2020 23:56 —

Un successo per scacciare la crisi, una vittoria per aumentare morale ed autostima e per mettersi in una posizione di vantaggio in vista della semifinale di ritorno in programma il prossimo 5 marzo al San Paolo. Il Napoli di coppa non tradisce e centra l’ennesimo risultato di rilievo in una stagione che più pazza non si può. Porta serrata a doppia mandata – nell’era Gattuso è accaduto solo in Coppa Italia – ed un successo fondamentale da assorbire, però, con le dovute proporzioni, perché trattasi sempre del primo tempo di una gara della durata di 180’ tra andata e ritorno. L’1-0 è sicuramente un risultato ottimo perché i partenopei hanno, ora, due risultati su tre al San Paolo ma l’attenzione dovrà essere ugualmente al massimo. Un Napoli non al 100%, infatti, è capace di perdere contro chiunque avversario, e domenica scorsa ne abbiamo avuto una prova tangibile. Una grande vittoria, quindi, che deve solo indicare la retta via alla squadra, in vista dei prossimi impegni a partire da quello di Cagliari, domenica pomeriggio, in un ambiente decisamente ostile. Al Meazza, però, nessun miracolo di San gennaro. L’allenatore ha preparato al meglio la gara, con la sorpresa di un Elmas esterno d’attacco mancino capace di mettere a ferro e fuoco la difesa interista; il macedone è stato a tratti incontenibile e si candida a diventare un titolare fisso del centrocampo azzurro, in luogo, magari, di un Zielinski più intermittente delle lampadine natalizie. Ringhio, tatticamente, ha messo sotto scacco l’amico Conte con un 4-3-3 attento e prudente, fatto di estremo sacrificio da parte di tutta la squadra. Mertens centravanti quasi difensivo, a uomo sul regista avversario e le mezz’ali deputate a far più danni di un uragano quinta categoria. Se, poi, hai Fabian Ruiz in giornata di grazia, tutto è decisamente più semplice. Lo spagnolo, dopo un primo tempo di riposo quasi assoluto, nella ripresa s’è ricordato di essere stato il miglior calciatore dello scorso Europeo U21 e, alla Scala del Calcio, ha sciorinato parte del suo repertorio. Un mancino a giro malefico, più letale di un mamba nero (o, se siete amanti dei nomi scientifici, Deandroaspis) ed una ripresa da dominatore, tatticamente parlando. Sacrificio anche difensivo da parte dell’ex Betis Siviglia, lì dove Demme ha giganteggiato dimostrando di essere fondamentale per il Napoli. Se, però, la squadra ha chiuso senza incassare reti, è stato merito di un’ottima prova dei centrocampisti ma anche della difesa; Manolas e Maksimovic – dopo un inizio difficile, soprattutto da parte del serbo – sono stati quasi perfetti al cospetto di uno degli attacchi più forti d’Europa come raccontano le statistiche. I terzini, poi, sono stati delle molle perfette; attacco e difesa, senza soluzione di continuità, con Di Lorenzo perfino assistman per Fabian Ruiz, con i laterali che avevano spazio libero da Elmas e Callejon abili a convergere al centro del campo vero l’area di rigore. Una prova tattica perfetta, quindi, quella degli azzurri che hanno stasera hanno mostrato una grande qualità a livello individuale e di squadra. Anche l’Inter, dopo Lazio e Juve (senza scomodare il Liverpool nella prima parte di stagione) è stata messa sotto; il Napoli ha solo bisogno di ritrovarsi, di lavorare e di credere nei propri mezzi per provare a salvare il salvabile.

12 Febbraio 2020 23:56 - Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio 2020 23:56
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