15 Luglio 2020 - Aggiornato alle 04:38
CRONACA
Coronavirus: Confesercenti Campania, "Provvedimenti inadeguati e due imprese su tre, più della metà teme di non riaprire più" 
23 Marzo 2020 15:38 — Schiavo: "Liquidità immediata alle aziende e stop ai pagamenti altrimenti a fine marzo centinaia di fallimenti".

Vibra alto e potente il grido d’allarme di Confesercenti Campania e Molise. Il presidente Vincenzo Schiavo ribadisce con forza: «Abbiamo bisogno che il Governo intervenga in modo immediato, sospendendo i pagamenti e dando liquidità alle imprese. Le nostre oltre 500mila aziende campane hanno urgente bisogno di non pagare mutui, rate e impegni bancari vari in questo momento di emergenza Coronavirus. E questo deve valere per tutto il periodo di inattività. Senza lo stop ai pagamenti e senza liquidità avremo già a fine marzo il fallimento di centinaia e centinaia di imprese della Campania». 

Del resto i dati Nazionali sono chiari, come emerge da un sondaggio condotto da SWG per Confesercenti su un campione di piccoli e medi imprenditori tra il 19 ed il 23 marzo.

Le misure varate dal governo per fronteggiare l’emergenza coronavirus non sufficienti per le imprese del commercio e del turismo: il 67% degli imprenditori ritiene che i provvedimenti presi siano poco o per niente adeguati, mentre solo il 32% ritiene che siano efficaci. A preoccupare le imprese è soprattutto l’impatto dello stop prolungato sulla propria attività e sull’economia in generale. Il 44% degli intervistati non esclude la possibilità di non riaprire più, mentre un ulteriore 34% ritiene di essere a rischio se la sospensione dell’attività dovesse durare ancora a lungo. Il 50% si dice spaventato soprattutto da una possibile recessione economica, una quota praticamente identica a chi è preoccupato maggiormente dall’emergenza sanitaria (49%).

La sensazione di un pericolo potenziale per la propria impresa è dunque ampia: meno di 1 imprenditore su 5 dichiara di sentirsi sicuro delle sue prospettive. Dati che possono risentire della gravità della situazione attuale, ma che comunque segnalano con chiarezza la richiesta di una forte attenzione al settore. Tra le imprese, infatti, sembra prevalere l’opinione che vi sia una percezione di limitata comprensione della gravità delle condizioni economiche.

Il sondaggio conferma l’allarme che abbiamo lanciato ormai da tempo: così com’è, il decreto Cura Italia è insufficiente per le imprese. Si deve fare di più, molto di più. Ci sono migliaia di imprese che, senza sostegni adeguati, rischiano di non riaprire dopo lo stop”, commenta Patrizia De Luise, Presidente nazionale Confesercenti.

23 Marzo 2020 15:38 - Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2020 15:38
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