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CULTURA&SPETTACOLO
“Distanziati ma non distanti”. L’arte d’in... fluire di Elena Tabarro al Palazzo delle Arti di Napoli
07 Maggio 2021 17:58 — Fino al 15 maggio 2021.

Si potrà visitare fino al 15 maggio la mostra personale dell’artista napoletana Elena Tabarro “Distanziati ma non distanti” al Palazzo delle Arti di Napoli. Elena Tabarro, classe 62’, vive e lavora a Napoli.  Aderente al movimento culturale “Esasperatismo - Logos & bidone” che nasce nel 2000 per volontà del professor Adolfo Giuliani, negli anni 90 si dedica al teatro incontrando Pennasilico, Antonio Ferrante, recitando rispettivamente al teatro Cilea, al Mercadante ((nello spettacolo itinerante a favore dei pazienti dell’istituto Leonardo Bianchi “Senza trombe né tamburi” scritto da Peppe Sollazzo con la collaborazione del gruppo MEDIA AETAS diretto da Roberto de Simone).   

“Distanziati ma non distanti”; è questo il concetto che anima la mostra personale dell’artista Elena Tabarro, al Palazzo delle Arti di Napoli, a un anno dall’irruzione dell’epidemia da Coronavirus nel nostro paese che ha cambiato inesorabilmente anche la forma organizzativa degli eventi artistici, che proprio nella fruizione in presenza avevano la loro ragion d’essere. Se tuttavia, negli ultimi tempi, il Covid-19 ci ha costretti a rinchiuderci nelle nostre case, certamente non potrà riuscire a chiuderci al godimento dell’arte stessa e ai principi sui quali l’espressione artistica è fondata. Elena Tabarro, in questa fase tanto drammatica per la storia dell’umanità, con effetti sconvolgenti nelle vite dei singoli individui, non ha rinunciato a comunicare, attraverso il linguaggio dell’arte, quel senso di solidarietà verso le persone più fragili, ma anche nei confronti di noi altri ormai ampiamente provati sul piano psicologico, materiale e soprattutto sociale, per l’isolamento conseguente alle misure restrittive necessariamente adottate per contenere la diffusione del contagio. Per quanto concerne lo specifico della presente esposizione,  Energia in Fluire è un titolo ambivalente per una mostra personale che rimanda, per un verso, alla capacità dei flussi energetici d’influenzare l’animo umano, e, per un altro verso, alle proprietà dinamiche di ogni forma d’energia. La rassegna di Elena Tabarro si suddivide in due sezioni pittoriche più convenzionali che rappresentano anche due opposte modalità dell’energia, l’una positiva, l’altra negativa, in grado d’influire sullo spirito degli uomini, mentre una terza sezione è dedicata alle sculture e alle istallazioni, opere attraverso le quali l’autrice sperimenta i risvolti artistici di materiali e oggetti comuni quali a esempio la lana, i sassi, il rame. In questa articolata esposizione, l’artista ci conduce dunque in un percorso di ravvedimento che si muove dagli usi più deleteri dell’energia, quando è impiegata per i conflitti tra i popoli, per commettere violenza sui soggetti più deboli o su se stessi, come pure per inquinare il nostro pianeta, fino a giungere invece agli utilizzi più nobili e costruttivi, come per le creazioni artistiche, per la coesione tra le persone, per tutte le nostre attività ecosostenibili. E basterebbe pensare all’Energia del vento, e all’Energia del mare, palesemente rappresentate in alcuni suoi lavori così intitolati, ma anche all’energia solare presente in maniera più o meno palese in altre sue opere, e che, insieme, raffigurano quelle che oggi si definiscono energie rinnovabili, a conferma di come la natura rappresenti un fattore ricorrente nell’opera di Elena Tabarro. Nell’opera Energia del vento (e della vela), la sinuosità delle linee si sviluppa in una traiettoria vorticistica per raffigurare l’estremo dinamismo dell’energia eolica, identificando nel segno quello che è anche il significato di fondo della sua produzione artistica, il cui principio si estende all’arte stessa come avviene nell’opera Piazza del Plebiscito (energia dell’arte). Anche in questo lavoro si riscontrano alcuni tratti caratterizzanti dell’artista Elena Tabarro, quali l’inserimento materico, e in questo caso si tratta di lamine di rame con cui costruisce la criniera di un leone, un’icona che nell’intento dell’autrice supera ancora una volta i limiti angusti di una semplice figurazione pittorica per divenire il simbolo dell’arte stessa e della sua forza rigeneratrice capace di far risorgere l’uomo dall’oblio e di ricondurlo a una dimensione più consona al suo essere. Allo stesso modo, le ali che costituiscono la struttura materica dell’opera Angeli, disposte su due file parallele proiettate verso la sfera celeste, ne suggeriscono un’ulteriore esegesi allegorica lasciandoci individuare, nella raffigurazione in oggetto, quello slancio necessario alla riconquista di una libertà perduta, con sorprendenti riferimenti alla realtà contemporanea. Agli osservatori più attenti non dovrà sfuggire il particolare che nell’opera Piazza del Plebiscito l’intera veduta urbana della città partenopea sia calata in un’atmosfera notturna, perché la notte è quella fase in cui il tempo allenta la sua pressione sull’uomo, risucchiato nella spirale frenetica della civiltà moderna, e lo riporta in uno spazio ancestrale in cui i suoi ritmi si coniugano con i tempi della natura. È questo un concetto in qualche modo riconducibile a uno dei punti del Manifesto dell’Esasperatismo, il Movimento Culturale fondato dal Prof. Adolfo Giuliani, al quale Elena Tabarro ha aderito in toto rafforzando le sue convinzioni, e che l’ha vista anche esporre nel febbraio nel 2011 alla Terza Mostra Internazionale tenutasi al Castel dell’Ovo. In ultima analisi, è evidente come nell’opera dell’artista Elena Tabarro sia riconosciuta all’arte stessa, nelle sue diverse manifestazioni, la possibilità d’in... fluire sulle coscienze per un decisivo cambiamento di rotta che dopo la drammatica esperienza pandemica possa portare l’uomo a un più corretto rapporto con il suo simile, non mediato dal solo strumento informatico, educandolo anche a salvaguardare il suo ambiente per sottrarre il genere umano al rischio concreto di un imbarbarimento senza ritorno. Infine va detto che in alcuni casi le opere sono supportate da concetti poetici riscontrabili nel catalogo della mostra, che contiene anche liriche di altri poeti e scrittori napoletani i quali hanno fatto da coro alle interpretazioni pittoriche. (Domenico Raioscrittore e critico d’arte).

L'odierna esposizione gode del Patrocinio Morale del Consolato H. della Repubblica del Nicaragua - Regione Campania, concesso dal Console H. Avv.to Gennaro Danesi. L'artista, dal canto suo, si è resa disponibile ad organizzare delle prossime mostre per la solidarietà con i paesi del centro-america per il comune intendere culturale dei paesi dell'area latina (poesia-pittura-scultura).       

07 Maggio 2021 17:58 - Ultimo aggiornamento: 07 Maggio 2021 17:58
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