21 Aprile 2021 - Aggiornato alle 10:09
CULTURA&SPETTACOLO
Educare alla qualità della vita
02 Aprile 2021 21:10 —

Per definire il processo di educazione diremo che esso implica la costruzione, nella mente di un individuo, di una coscienza adeguata al principio di qualità della vita. Ciò include la consapevolezza dei capisaldi della fisiologia del benessere e l’acquisizione di un modello comportamentale conforme all’ambiente esterno, che abbia come fondamento il principio di miglioramento dell’esistente col fine di tutelare la propria vita e salvaguardare la specie. Ogni cosa va fatta al meglio nel rispetto di sé stessi e degli altri. Le emozioni, i sentimenti, le idee e i concetti astratti sono importanti tanto quanto il raziocinio e le capacità analitiche derivanti dalle nostre facoltà cognitive superiori. L’educazione dell’ideologia della qualità della vita si basa su un principio di mediazione tra gratificazione e disapprovazione in cui la coercizione, fonte di restrizione e dolore piuttosto che di piacere, deve essere ridotta al minimo, ma esercitata nei modi e nei tempi giusti. Tale principio è funzionale al benessere di sé stessi e di tutto il gruppo di appartenenza. Ogni persona inizia la propria vita all’interno di un nucleo familiare e durante il processo di crescita impara a relazionarsi con i membri del suo gruppo, partecipa alle attività produttive dello stesso nei limiti delle sue facoltà psicomotorie in via di sviluppo, impara i costumi e le regole che il gruppo si è dato contribuendo a migliorarle, adeguandole al suo periodo storico nel rispetto della tradizione costruitasi lentamente in base alla relazione coscienza-paesaggio. Nell’ambito di questo processo il bambino costruisce la propria coscienza, attraversando tutte le fasi dello sviluppo biologico e scoprendo tutti i sentimenti che lo aiuteranno a formare una coscienza matura, con una relazione equilibrata con il mondo esterno nel rispetto della propria libertà e di quella altrui. Svilupperà, dunque, la capacità di manifestare i propri sentimenti, attraverso il piacere, la gioia, la felicità, la gratificazione, la soddisfazione, la tristezza, il dolore, la rabbia, l’indifferenza, il sacrificio, la punizione, la sottomissione, la disapprovazione, l’emotività, la razionalità e così via. In questo modo imparerà a misurarsi con il mondo conoscendo sé stesso, divenendo indipendente, imparando ad essere obiettivo, a sapersi misurare nelle scelte e nei modi di essere appropriati alla particolare esperienza e a saper mediare per raggiungere i propri scopi. Scopo ultimo di questo approccio è la costruzione di una coscienza che renda l’educando consapevole delle proprie azioni, dandogli modo di scoprire e ricostruire dentro di sé le cause e i principi utili al proprio benessere, strettamente connesso a quello del suo gruppo di appartenenza e più in generale a quello della sua specie e di tutti gli ecosistemi con cui interagisce.

Domenico Esposito

02 Aprile 2021 21:10 - Ultimo aggiornamento: 02 Aprile 2021 21:10
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