25 Settembre 2018 - Aggiornato alle 11:48
POLITICA
Elezioni: Novità assolute nel panorama politico italiano
06 Marzo 2018 10:48 —

I risultati conseguenti alle elezioni di domenica scorsa palesano delle novità assolute nel panorama politico italiano. Per la prima volta, forse, le radicate rappresentazioni ideologiche partitiche hanno ceduto il passo ad esigenze differenti, meglio espresse da partiti più comunicativi e di recente formazione o ristrutturazione piuttosto che dai classici raggruppamenti politici ascrivibili alle ben note “sinistra” e “destra”. 
Alcune conseguenze del voto del 4 marzo sono chiare, altre molto più incerte. Indubbiamente, risulta chiaro che i vincitori della tornata elettorale sono i pentastellati ed il partito di Salvini. I primi, triplicando le loro presenze in Parlamento, si sono affermati con forte distacco rispetto ai secondi (il PD con il 18,70% circa delle preferenze) come la prima forza politica della Nazione, con circa il 32% delle preferenze. I secondi, invece, hanno finanche quintuplicato le loro preferenze raggiungendo quasi la soglia del 18 % ed assumendo la guida della coalizione di centrodestra. Altra conclusione chiara concerne la spaccatura dell’Italia nell’ambito di questa distribuzione preferenziale, con un centro destra molto avanti nel centro-nord ed i 5 stelle in assoluta e schiacciante vittoria in tutto il Mezzogiorno. Probabilmente, ad attecchire al Nord sono state le dichiarazioni pro-lavoro e pro-sicurezza di Matteo Salvini, mentre il Sud ha preferito l’assistenzialismo proclamato da Di Maio e dai suoi seguaci. In ogni caso, le altre forze politiche che da più di un ventennio rappresentavano lo sbocco principale della scelta degli elettori sono uscite entrambe sconfitte. Il Partito Democratico, con appena il 19%, ha dimezzato le preferenze ottenute nelle ultime votazioni europee mentre il partito di Berlusconi, con il 14,5, ha per la prima volta perso chiaramente la leadership della propria componente politica. Le cause di tale sconfitta sono molteplici e di natura molto complessa, alcuni l’hanno semplicemente definita la fine del Berlusconismo e dell’antiberlusconismo. 
Ad ogni modo, se da un canto le certezze dei cinque stelle e di Salvini sono indiscusse in termini di successo elettorale e consenso, forti dubbi permangono adesso sulle sorti del paese. Difatti, da ieri potrebbe gradualmente verificarsi una situazione di stallo da cui sia il Presidente della Repubblica Mattarella sia i capi di coalizioni e di partito difficilmente riusciranno a venir fuori. A differenza di Renzi, che ha dichiarato nella conferenza stampa di ieri che le cause di tale stallo sarebbero da individuarsi proprio nella bocciatura del referendum costituzionale, in realtà appare più chiaro che tale ingorgo possa risultare dalla recente riforma elettorale avutasi con il Rosatellum. Era difatti già difficilmente prevedibile il facile raggiungimento della soglia del 40%, ad oggi garanzia di stabilità e governabilità. Tuttavia, i risultati del 4 marzo hanno ulteriormente complicato la situazione palesando un quadro ancor più complesso. Nessuno difatti ha i numeri per governare ma, soprattutto, nessuno sino ad ora ha mostrato segni di apertura verso altri possibili scenari se non il gruppo dei pentastellati, che però lo ha fatto mettendo ben in chiaro le proprie condizioni irremovibili. I programmi devono essere rispettati ed in pratica tutte le parti in gara (Salviniani e 5 stelle) sembrano chiedere un sostegno che ha più il sapore di appoggio esterno ed incondizionato che di concertazione condivisa. Dunque, le quattro ipotesi sinora prefigurabili (centrodestra con appoggio del centrosinistra; governo dei 5stelle con la Lega; governo dei 5 stelle con il centrosinistra e governo dei 5 stelle con le minoranze fuoriuscite dalle altre componenti) sembrano tutte sostanzialmente irrealizzabili. Inutile dire che le conseguenze negative di tale stallo e possibile instabilità si ripercuoteranno unicamente sulla pelle del Paese e dei cittadini, mentre i vincitori e i vinti potranno continuare a discutere nelle loro sedi di palazzo fortemente attaccati alla poltrona appena ricevuta. 

06 Marzo 2018 10:48 - Ultimo aggiornamento: 06 Marzo 2018 12:55
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