28 Maggio 2022 - Aggiornato alle 15:44
SPORT
Empoli-Napoli: 3-2. "Persa faccia e dignità non ci resta che piangere" di Giovanni Spinazzola
24 Aprile 2022 19:46 — Questa squadra √® un incubo per i tifosi.

È il minuto 80 ed il Napoli sta conducendo in porto la gara contro l’Empoli senza nemmeno troppa fatica; su un campo pesante come quello del Castellani, due gol di vantaggio contro una formazione che non vince dal 12 dicembre scorso, di fatto, dal successo di Napoli dell’andata. Non sta nemmeno giocando bene la squadra azzurra ma tanto basta contro i toscani, salvi da un pezzo e con la pancia piena, senza nemmeno troppe pretese. Una domenica pomeriggio grigia ma almeno con la consapevolezza di chiudere anche il discorso qualificazione alla Champions, con la fiammella dello scudetto da tenere ancora accesa. Da lì in poi, però, accade l’imponderabile. L’Empoli – non il Manchester City, tantomeno il Liverpool oppure il Real Madrid – in sette minuti ne rifila tre al Napoli, attonito, incapace di opporre anche una timida reazione. Gettare la croce addosso a Malcuit e Meret sarebbe di certo ingeneroso, ma il difensore è responsabile del primo e del terzo gol dei toscani mentre il portiere ha semplicemente regalato il 2-2 ai padroni di casa. Errori – anzi, orrori – che nemmeno nei tornei Intersociali o nelle parrocchie avevamo visto in tanti anni di calcio. Il Napoli è andato oltre il concetto di sconfitta; gli azzurri in un attimo hanno perso la dignità e la faccia, ed è bene che qualche tesserato si esponga in prima persona per spiegare il perché dello scempio a cui sono stati costretti ad assistere i tifosi, quelli che hanno sfidato anche il meteo per essere presenti al Castellani e quelli davanti alla tv a sentire una telecronaca di fede empolese (a Dazn, quando funziona naturalmente, peraltro, accade spesso di trovare un telecronista che parteggi per l’avversario degli azzurri). Non il tecnico, perché Spalletti non ha sbagliato nulla e urlato a squarciagola per una partita intera, ma un calciatore protagonista sul campo da gioco. E se è facile prendersi la responsabilità, è decisamente più difficile spiegare – appunto – il “perché”. Di certo c’è che la squadra andrà in ritiro permanente a partire da martedì; una comunicazione ufficiale arrivata proprio pochi minuti fa dalla società. Un primo gesto, durissimo, considerato come l’ultimo sia accaduto con Gattuso nel 2020 ma probabilmente necessario dopo le tre sconfitte consecutive. Gli azzurri si sono sciolti come neve al sole proprio sul più bello, quando il sogno scudetto era stato accarezzato, quasi avvicinato. Un limite psicologico da parte della squadra, oltre che tecnico in alcuni suoi calciatori che hanno calpestato la passione di una tifoseria intera che mai ha fatto mancare il suo apporto alla squadra, anche perché perdere ad Empoli con due reti di vantaggio vuol dire aver varcato la soglia della decenza abbondantemente. Oggi si salva Mertens, che ha meritato ancora una volta sul campo il rinnovo, pochissimi altri sfiorano la sufficienza; varrà poi la pena di realizzare un vero esame di coscienza, approfondito, una resa dei conti se necessaria, che però non risparmi nessuno. 

24 Aprile 2022 19:46 - Ultimo aggiornamento: 24 Aprile 2022 19:46
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