05 Agosto 2020 - Aggiornato alle 03:06
CULTURA&SPETTACOLO
ESCLUSIVA Intervista a Giulia Molino
21 Maggio 2020 17:35 —

Secondo posto nel circuito canto nell’ultima edizione del talent show “Amici”, una voce incantevole e potente, capace di stregare pubblico ed addetti ai lavori. Una vera “scugnizza”, trascinante e travolgente sul palco. Il suo album “Va tutto bene” ha superato 5 milioni di stream, la sua sensibilità l’ha portata a scrivere, durante la quarantena, “Camice bianco”, un brano realizzato per omaggiare lo straordinario lavoro di infermieri, medici, OSS e volontari impegnati in prima linea nella lotta al Covid-19. Stiamo parlando di Giulia Molino, artista 21enne contattata – in esclusiva – dalla Redazione de “I Fatti di Napoli”.  

Terzo posto ad Amici ed il disco “Va tutto bene” che sta riscuotendo consensi e successo. Ti aspettavi tutto questo?

“Assolutamente non mi aspettavo di essere accolta in questo modo dalle persone che mi hanno ascoltato e sostenuta durante l’intero percorso. È a loro che devo la giusta carica che, da mesi a questa parte, mi dà la forza di non mollare”.

Quanto è stato formativo il tuo percorso nella scuola di Maria De Filippi? Quanto ti hanno aiutato a crescere le critiche che hai ricevuto?

“Ad Amici ho imparato ad essere forte, a non sottovalutarmi, a non eccedere nell’autocritica, ad essere paziente. Lì ho capito che il modus operandi del ‘tutto e subito’ non è formativo. Piuttosto bisogna impegnarsi ogni giorno e raggiungere a piccoli passi i propri obiettivi, senza pretendere troppo da sé stessi, perché la costanza e la determinazione ripagano sempre”.

Ti sei definita più volte “scugnizza”. Quanto influisce su di te e sulla tua musica questo status?

“Probabilmente influisce molto sul mio modo di fare e di pormi. È questo che le persone hanno apprezzato. Caratteristiche come la spontaneità e la verità fanno parte di me, da sempre”.

Nelle tue canzoni tratti anche temi difficili. In Nietzsche racconti dei tuoi problemi con l’anoressia. È stata una liberazione poterlo cantare?

“È stato liberatorio quanto difficile. Non credevo che l’anoressia e i disturbi alimentari fossero una piaga sociale così presente. Mentre, purtroppo, lo sono. E molte persone, ancora oggi, mi ringraziano per averne parlato e per essermi esposta così tanto in un tema delicato e doloroso. Sono felice di essermi messa a nudo. Bisogna parlarne”.

Ti consideri un esempio per tutte le ragazze affette da questo problema?

“Non mi considero un esempio. Mi auguro, piuttosto, di rappresentare una speranza per tutte le persone che ne soffrono. Io, grazie alla musica, ce l’ho fatta. Le passioni, ragazzi, ci salvano la vita. Non mi stancherò mai di ripeterlo”.

Quando canti in napoletano sembri avere una marcia in più. Considererai mai un disco tutto in lingua napoletana?

“Sarebbe una buona idea, non precludo niente. La musica è musica, sempre e comunque!”.

Sei una ragazza solare e che ama il contatto con il pubblico. Quanto ti è costato dover rinunciare a tutto questo per il Covid?

“Mi è costato molto, forse è la ferita più profonda che mi ha lasciato questo terribile periodo storico che stiamo affrontando. Il calore di un abbraccio non potrà mai essere sostituito da una piattaforma social. È per questo che non vedo l’ora di riprendere il percorso lì dove si è interrotto, e cioè da instore e concerti”.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

 “Scrivere, creare, studiare, imparare. Poi tutto verrà da sé”.

Giovanni Spinazzola

21 Maggio 2020 17:35 - Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2020 17:35
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