27 Settembre 2021 - Aggiornato alle 08:13
SPORT
ESCLUSIVA "Intervista al Presidente del Napoli femminile Raffaele Carlino" di Giovanni Spinazzola
28 Maggio 2021 13:22 —

Il Napoli femminile ha tenuto tutti i tifosi con il fiato sospeso per una salvezza arrivata solo all’ultima giornata. Insperata, se vogliamo, soprattutto agli occhi dei detrattori che vedevano la squadra già retrocessa dopo il girone d’andata. La Redazione de “I Fatti di Napoli” ha contattato, in esclusiva, il Presidente Raffaele Carlino per commentare proprio la stagione appena finita.

“Grande impresa? Diciamo un mezzo miracolo ma non impresa perché gli obiettivi non erano questi – ci spiega subito il Presidente. Per come si era messa, però, lo è certamente. Speriamo di parlare di altro il prossimo anno in tema di grandi imprese”.

Quanti sono i meriti del tecnico Pistolesi in questa salvezza?

“Alessandro è stato capace di fare 13 punti a fronte dell’unico conquistato nel girone d’andata. Questo la dice lunga su quanto abbia inciso il tecnico su questa squadra. Ha ricompattato l’ambiente, ha portato serenità tra le ragazze, lì dove regnava nervosismo. Al nostro primo incontro mi ha detto di credere nella rosa affermando come il 23 maggio – che poi è diventato il 22 – la squadra sarebbe rimasta in Serie A. È stato il primo a crederci ed ha trasmesso questa positività a tutti gli addetti ai lavori, ai soci ed al presidente”.

Qual è stata la svolta che ha regalato l’impulso decisivo alle ragazze?

“Pistolesi ha trovato uno spogliatoio diviso e molto demoralizzato ed è stato eccellente nel ricompattarlo. Tatticamente parlando, è stato bravissimo ad inventarsi Goldoni a centrocampo e Nocchi falso nueve, due pedine che con il precedente tecnico non avevano quasi mai giocato. È stato bravo non solo moralmente ma anche ad inquadrare le undici titolari, con i rincalzi che hanno dato il loro contributo fino all’ultimo. Quando ha preso in mano la squadra, aveva le idee chiare di come far giocare le ragazze”.

Nel corso della stagione, però, il Napoli è anche stato penalizzato dal Covid e dagli infortuni che hanno colpito le giocatrici.

“Non parlo di sfortuna, però sicuramente non siamo stati fortunati. Covid a parte, non dimentichiamoci dell’assenza della Deppy (Chatzinikolaou, ndr) arrivata praticamente subito; la nostra punta di diamante, nazionale greca, che ha subìto l’infortunio del crociato. Abbiamo pagato anche tantissimi rigori contro per il quale spesso mi sono lamentato, ma fa parte del gioco. Certo, nove contro solo nel girone d’andata fanno male, perché perdevamo le partite per 0-1. Episodi anche di disorganizzazione nostra, a livello di segreteria, come quel punto perso contro l’Inter che ci poteva costare tantissimo dopo il pareggio ottenuto sul campo, per colpa della compilazione sbagliata della lista. È poi arrivato Nicola Crisano, il nostro Direttore generale che ha inquadrato bene le misure e l’organigramma. Oggi siamo una società da Serie A dal punto di vista strutturale e dobbiamo quindi formare anche una squadra da Serie A, che sia competitiva. Stiamo già lavorando a questo; proprio oggi abbiamo messo le basi riconfermando il tecnico Pistolesi ed abbiamo un progetto sicuramente più ambizioso”.

Il blocco delle “titolarissime” sarà confermato per la prossima stagione?

“Il blocco sarà confermato. Ho dato carta bianca a Crisano ed all’allenatore nell’allestire una squadra molto competitiva; non entro nel merito tecnico, decideranno loro a partire da stasera riguardo il nuovo organico, considerato come Pistolesi abbia firmato proprio ora. L’intenzione è fortificarci non poco”.

Quanto è mancato l’affetto dei tifosi sugli spalti? Abbiamo ancora nella mente le immagini dei supporters fuori ai balconi che affacciano sul terreno da gioco.

“Quel balcone contro la Roma ha fatto la differenza, perché perdevamo 0-2; quel piccolo pubblico su quel balcone, ormai diventato iconico del nostro calcio femminile, è stato commovente. Erano in maggioranza genitori o parenti delle calciatrici o nostri amici e credo che con ‘I Caduti di Brema’ al completo noi riusciremo a portare allo stadio 2-3.000 spettatori caldi in grado di fare la differenza nel prossimo campionato. Di questo ne sono sicuro. Vorrei proprio che fosse un fortino nella prossima stagione; quest’anno in tanti sono passati sul nostro campo e mi piacerebbe diventasse uno dei nostri punti di forza nel 2021/2022, considerato anche come abbia uno scenario da Napoli antica che a me piace tantissimo. È in un quartiere popolare che ci ha subito adottato; i residenti hanno creduto in questo progetto femminile ed hanno coccolato tantissimo le mie ragazze”.

Possiamo affermare, anche alla luce dei festeggiamenti pubblicati sui canali social del club, come sia un tutt’uno squadra, quartiere e Napoli tutta.

“Forse anche per la delusione derivata dalla mancata qualificazione alla prossima Champions League da parte del Napoli maschile, in tanti mi stanno scrivendo pronti ad avvicinarsi al calcio femminile, più sano, con più valori. È stato anche il mio pensiero quando ho iniziato 14 anni fa quest’avventura; lo abbiamo visto anche nell’ultima giornata di campionato, con quale intensità abbia giocato la Roma contro di noi e la Fiorentina contro il San Marino, perché nel femminile si gioca in maniera pulita ed onesta fino all’ultima partita. È il calcio bello che purtroppo non riconosco più nel maschile”.

Speriamo resti sempre così, anche con l’avvento del professionismo.

“Io l’ho detto sempre; quando il calcio femminile non sarà più così, abbandonerò e me ne andrò. Sono un uomo di sport, leale ed onesto, con rispetto dei valori e per l’avversario. È quanto dovrebbe accadere anche nel maschile, perché non è ammissibile come in un periodo pandemico i calciatori abbiano stipendi così alti. Invece qui parliamo ancora di rimborso spese, di stipendio di un onesto lavoratore. Le ragazze lavorano tantissimo, anche più degli uomini perché svolgono due allenamenti, vanno in ritiro. Non sono professioniste ma hanno tutti gli obblighi come se lo fossero. Speriamo che il prossimo anno questo professionismo arrivi per dare soddisfazione alle società. Noi invece dobbiamo far crescere tutto il settore giovanile ed il movimento femminile a Napoli ma siamo focalizzati anche sul centrare grandi traguardi per attirare gli sponsor. Siamo l’unica società in Serie A femminile a vivere con azionariato popolare diffuso, non è da tutti gestirlo”.  

Qual è l’obiettivo per la prossima stagione?

“Io sono ambizioso. L’obiettivo è sempre dare il massimo e quindi concludere tra le prime posizioni. Il campo è quello che deciderà. L’ho fatto anche l’anno scorso e qualcuno mi ha accusato di essere troppo inesperto o ambizioso, addirittura buffone nel mettere il premio scudetto e non quello per la salvezza. Anche per la prossima stagione sarà così perché Napoli è un brand che deve stare dall’altra parte della classifica. Devo essere il presidente di un club ambizioso, altrimenti mi faccio da parte”. 

“Di errori ne sono stati commessi tanti, ma le persone che facevano parte di quel progetto non ci sono più. Oggi ci affidiamo totalmente a Nicola Crisano, a Pistolesi, al nostro delegato Gigi Panza che hanno carta bianca per far sì che il Napoli quest’anno abbia più qualità”.

I “Caduti di Brema” si spera possa diventare un fortino per il Napoli nella prossima stagione, il quartiere ha adottato la squadra. Ma le azzurre non meritano un palcoscenico più importante? In città c’è un altro stadio oltre al Maradona.

“È un mio pallino, una battaglia che sto conducendo da anni con tutte le associazioni sportive sul Collana perché era giusto che rimanessero le società che già erano lì da anni. Purtroppo perdemmo quel bando, dopo averlo vinto, per un cavillo burocratico e ci è costato tantissimo. Abbiamo poi visto come nulla sia stato fatto dal vincitore del bando. Il Collana sarebbe sicuramente per me la vittoria di Napoli, del calcio femminile; stiamo lavorando ma è molto complicato adesso. Dalla Regione è passato al Comune, dal Comune alla Regione e questo bando devono di nuovo gestirlo e capire come agire. A Napoli bisogna dare questi impianti ai privati; è inutile che se ne occupi il Comune con le casse vuote o la Regione. Abbiamo perso un’occasione unica con le Universiadi; se non abbiamo sfruttato questa opportunità, non capisco come potremo farlo dopo. Ben vengano i privati disposti ad investire non solo sul Collana; ve ne sono tanti di impianti, non solo di calcio, ma anche di basket e di nuoto, fatiscenti o addirittura chiusi. Stesso dicasi per le piscine. È invece fondamentale agire in questo campo per lo sport ma anche per lavorare molto nel sociale; c’è necessità di riaprire gli impianti anche nei quartieri difficili, perché i giovani devono fare sport in un tessuto complicato come quello napoletano”.

Ha ricevuto i complimenti dalle istituzioni cittadine e dal suo collega De Laurentiis per la permanenza in A?

“De Laurentiis assolutamente no, dal Comune di Napoli sì. Dall’assessore Borriello alla Clemente fino al sindaco De Magistris che è stato al nostro fianco come l’intera giunta. Siamo sempre stati vicino alle istituzioni, non dimentichiamoci come la conferenza stampa sia stata svolta al Comune di Napoli. ‘I Caduti di Brema’ è stata una loro bellissima idea e così ci siamo ritrovati questo stadio omologato. In città, peraltro, c’è anche questo problema, perché di impianti dove poter giocare la domenica che rispettino i requisiti chiesti dalla FIGC ve ne sono pochissimi”.

28 Maggio 2021 13:22 - Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2021 13:22
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