11 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 19:41
SALUTE
Fimp Napoli: Virosi respiratorie e complicanze, le forme simili all'influenza stanno colpendo più del previsto
01 Dicembre 2018 16:12 — Antonio D’Avino: "Pediatri pronti a rispondere all’emergenza ma si deve potenziare il territorio".

«Molte virosi respiratorie e forme simil influenzali», a mettere in guardia da un’epidemia che quest’anno si sta rivelando «più insidiosa del previsto» è Antonio D’Avino (vice presidente nazionale della Federazione italiana dei medici pediatri - Fimp). «Ci aspettavamo un aumento dei casi – spiega – anche perché di questi tempi è fisiologico. Tuttavia stiamo registrando più complicanze di quel che si sarebbe potuto credere in un primo momento» . A parlare sono i numeri: in media ciascun pediatra di famiglia deve reggere un ritmo di circa 50 visite ambulatoriali al giorno. A queste si aggiungono circa decine di chiamate per assistenza da parte di genitori comprensibilmente preoccupati. Un lavoro che i pediatri Fimp sostengono con grande responsabilità ma, certo, anche con grande sacrificio. Torna però centrale l’esigenza di discutere seriamente «su modifiche sostanziali nell’organizzazione del sistema delle cure primarie pediatriche. La risposta - dice D’Avino - è il potenziamento del territorio, di cui si parla da tanti anni, attraverso interventi volti a rendere ancora più efficiente l’organizzazione dei pediatri di famiglia; due possibili azioni, che certamente migliorerebbero la risposta ai bisogni di salute dei cittadini, sono il riconoscimento del collaboratore di studio e dell’infermiere a tutti i pediatri territoriali della regione Campania». La proposta della Fimp Napoli è quella di attivare, anche in fase sperimentale, dei presidi territoriali di continuità dell’assistenza dei bambini, nelle giornate festive e prefestive. «Ambulatori nei quali potrebbero prestare servizio giovani pediatri in attesa di impiego o pediatri territoriali su base volontaria. Ciò consentirebbe di evitare il sovraffollamento dei pronto soccorso ospedalieri attraverso il sistema di filtro che verrebbe garantito dai pediatri di famiglia, aumentando il livello di soddisfazione degli utenti». Dai pediatri di famiglia si rinnova l’invito ai genitori a non precipitarsi in pronto soccorso. «La prima cosa da fare – sottolinea D’Avino – è quella di consultarsi con il pediatra. Sarà lui a stabilire se è il caso di procedere ad un ricovero. Portare un bimbo in ospedale quando non è necessario significa esporlo al rischio di contrarre un batterio o un virus . E questo potrebbe essere anche molto pericoloso».

01 Dicembre 2018 16:12 - Ultimo aggiornamento: 01 Dicembre 2018 16:12
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