19 Novembre 2018 - Aggiornato alle 19:20
SPORT
FIORENTINA-NAPOLI: L'editoriale di Giovanni Spinazzola
29 Aprile 2018 23:34 —

I giochi sono finiti. E stavolta definitivamente. Il Napoli ha perso testa e scudetto in quel di Firenze, al Franchi, contro una squadra che – in teoria – avrebbe dovuto scansarsi perché animata dalla rivalità con la Juventus. Ed invece i viola hanno dimostrato come il calcio sia una cosa seria, dando una lezione ai detrattori e, soprattutto, a quei club che in passato hanno adottato la tecnica dello “scansarsi”. I partenopei sono scesi in campo scarichi, con la testa svuotata e le gambe molli; atteggiamento sbagliato, il contrario di quanto avrebbero dovuto fare. I partenopei non hanno avuto la grinta necessaria per rispondere alla Juventus, non hanno avuto la solidità mentale e nervosa per riportarsi nuovamente a -1 e tenere vivo il campionato, per un finale emozionante e carico di speranze. Invece la squadra azzurra è caduta dinnanzi ai viola ed al primo episodio negativo si è sciolta come neve al sole; l’eroe di Torino, Koulibaly, stavolta ha condannato i suoi, con un fallo all’8’ che gli è costato l’espulsione. Lì, forse, probabilmente, l’errore di Sarri; dentro Tonelli, un difensore, e fuori Jorginho, il regista della squadra. Scelta condivisibile, sia chiaro, con Callejon ed Insigne bassi a formare gli esterni in un centrocampo a quattro; con il senno del poi, però, era forse più saggio sostituire lo spagnolo. Gli azzurri, infatti, senza il loro faro, non hanno prodotto gioco, si sono snaturati, addirittura giocando con i lanci lunghi, davvero un inedito per la squadra regina del gioco palla a terra e veloce, con tocchi di prima. La Fiorentina ne ha approfittato ed ha colpito con Simeone addirittura tre volte – l’ultima, però, in pieno recupero – mandando al tappeto l’unica squadra ancora imbattuta del torneo in trasferta. Un solo tiro nello specchio della porta da parte dei napoletani, con Sarri che le ha provate tutte, fino ad inserire Zielinski e Milik per tentare, invano, una scossa. Male, malissimo tutta la squadra, con i soli Allan e Pepe Reina a strappare ben oltre la sufficienza perché ultimi a mollare, a crederci fino all’ultimo secondo all’interno di una squadra fin troppo nervosa, con qualche ammonizione di troppo per proteste e conscia di aver avuto tra le mani un’opportunità più unica che rara ma scivolata via. “La peggior prestazione stagionale, di bassissimo livello”, ha così commentato il tecnico azzurro, poi, in conferenza stampa, prima di chiedere scusa ai tifosi accorsi in massa anche al Franchi per un sogno che è svanito, stavolta irrimediabilmente. Il Napoli, ora, deve smaltire la delusione e chiudere il campionato a testa altissima, anche perché lo scudetto è stato possibile fino a ieri sera. L’amarezza resta, ma la squadra ha lottato, contro tutto e tutti.

Giovanni Spinazzola

29 Aprile 2018 23:34 - Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2018 23:34
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