21 Maggio 2018 - Aggiornato alle 18:52
SPORT
I tifosi viola a Genova: “abbiamo un sogno nel cuore, Napoli usa il sapone”. Naturalmente ignorano che il bidet fu portato in Italia dalla Regina di Napoli Maria Carolina d’Asburgo-Lorena nella metà del Settecento
07 Maggio 2018 19:05 —

“Abbiamo un sogno nel cuore, Napoli usa il sapone”. È il nuovo coro ascoltato ieri, per la prima volta, a Genova, a Marassi, durante Genoa-Fiorentina. Si tratta di una modifica al “abbiamo un sogno nel cuore, Napoli torna campione” cantato nelle ultime settimane dai tifosi partenopei, per caricare ed incitare la squadra a conquistare lo scudetto. A “regalare” questa nuova versione ci ha pensato la tifoseria della Fiorentina, proprio quella che dovrebbe essere ancora sconvolta e toccata dalla scomparsa del suo capitano, Davide Astori, morto due mesi fa a Udine. La dipartita del giovane difensore doveva essere un punto d’inizio per un nuovo calcio, dettato all’insegna del fair play, degli sfottò ma sempre con gusto e nel pieno rispetto degli avversari. Invece la stonatura, la lezione inversa è arrivata proprio da Firenze, da un popolo che, evidentemente, ha già dimenticato il numero 13. Eh sì perché, ne siamo certi, da lassù Davide sicuramente non avrà gradito, in quanto campione dentro e – soprattutto – fuori dal campo, con una compagna napoletana e, quindi, con una figlia metà partenopea. Insomma, proprio non un gran gesto da parte di una tifoseria che, all’apparenza, non ha alcuna rivalità con quella napoletana, né ostracismo verso una squadra ed un popolo che, semplicemente, ignora quello toscano. È, quindi, anche difficile provare a spiegare la situazione, considerato come la squadra viola fosse in campo a giocarsi speranze europee. In situazioni analoghe è lecito aspettarsi un sostegno accanito da parte del tifo ma evidentemente i fiorentini avevano più a cuore l’igiene dei napoletani che le sorti della propria squadra. Il tifo viola, però, non è il primo né sarà l’unico ad “invitare” i partenopei a lavarsi, ad usare il sapone oppure ad esortare il Vesuvio in eruzioni vulcaniche più o meno letali e disastrose. Milano (entrambe le sponde), Torino (sponda Juve), Udine, Verona, Bologna, Firenze, perfino Roma (entrambe le sponde) e Cagliari le città e le tifoserie protagoniste di cori riprovevoli nei confronti del popolo napoletano; evidentemente per le altre tifoserie è più importante insultare un’intera città, augurarsi disastri che incitare i propri beniamini. La situazione più incredibile è che i partenopei, allo stadio, sono solamente concentrati sul match ed al fianco dei propri beniamini, come dovrebbe essere nella normalità. Ma la FIGC e la Lega Calcio cosa fanno? Praticamente nulla. La chiusura dei settori dello stadio per discriminazione territoriale non esiste più e le squadre se la cavano solo con una pena pecuniaria ed irrisoria. Un’intera tifoseria non può pagare per i soliti stupidi, si dice, ma la madre degli imbecilli è sempre incinta e, come se non bastasse, si riproduce come i blattoidei. Garibaldi ha unito l’Italia e si starà rivoltando nella tomba, perché la nazione è più divisa che mai e lo si nota anche in queste piccole situazioni. Nella cara e vecchia Partenope, intanto, in molti rimpiangono il Regno di Napoli e le bandiere con lo stemma della casata reale borbonica sono sempre più numerose al San Paolo. Tanto per essere chiari – ed a onor di storia – è bene ricordare come il bidet, uno degli strumenti per l’igiene personale, fu portato in Italia dalla Regina di Napoli Maria Carolina d’Asburgo-Lorena che, nella metà del Settecento, lo volle nel suo bagno personale alla Reggia di Caserta.

Giovanni Spinazzola

07 Maggio 2018 19:05 - Ultimo aggiornamento: 07 Maggio 2018 19:05
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