23 Agosto 2019 - Aggiornato alle 17:13
SPORT
Ibrahimovic a Ancelotti: “Se hai bisogno di me a Napoli, vengo di corsa”
04 Giugno 2019 15:18 —

“Se hai bisogno di me a Napoli, vengo di corsa”. Chiaro e conciso, esplicito com’è nella sua caratteristica. È Zlatan Ibrahimovic, uomo che non ha certo bisogno di presentazione, autore dell’ennesimo gol da cineteca appena due giorni fa, con una rovesciata che ha fatto impazzire gli Stati Uniti e l’MLS. Il destinatario è Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli al lavoro per rinforzare ila sua squadra in vista della prossima stagione. Un videomessaggio che ha mandato in fibrillazione un’intera città, perché stiamo parlando di uno dei calciatori più forti in attività, nonostante le 37 primavere. Classe ’81, Ibra è ormai lontano dal calcio che conta da due stagioni, da quando veste la maglia dei Los Angeles Galaxy. Uno spreco bello e buono, quasi un’eresia, un delitto vedere un calciatore come lo svedese relegato in un campionato minore. Ecco perché, evidentemente stufo della California, si sarebbe proposto al Napoli. Non è la prima volta che Zlatan strizza l’occhio alla maglia azzurra; il club di Aurelio De Laurentiis è un pallino di Ibra, sempre pronto a nuove sfide ed abituato a vincerle. Lo scudetto a Napoli manca da circa 30 anni ed Ibra è ben consapevole di quello che potrebbe accadere in caso riuscisse a riportare il titolo alle pendici del Vesuvio; venerazione totale da parte di un popolo intero, immortalità garantita. In pratica il massimo per uno che nemmeno conosce i termini sobrietà ed umiltà. Altarini e murales, Zlatan siederebbe alla destra solo di Diego Maradona e la sua statua verrebbe portata in processione. Lo svedese non chiede altro. Vuole solo essere il capopopolo ed i napoletani non aspettano altro che un nuovo Messia, un nuovo Masaniello da poter incensare. Mino Raiola, origini campane, ed agente del campione scandinavo gli ha più volte parlato della passionalità dei partenopei, riscontrata sulla sua pelle nelle numerose sfide contro gli azzurri. Giocare al San Paolo, nello stadio che fu di Diego – idolo di sempre di Zlatan - e difendere la “sua” maglia sarebbe il miglior modo per un epilogo di carriera glorioso, con Ibra conscio di essere in grado di fare la differenza, in Italia ed Europa. Dal sogno alla realtà, però, è davvero fattibile un approdo di Ibra? Beh, tante variabili sono sul tavolo. L’età del calciatore di certo gli rema contro, perché De Laurentiis è sempre poco propenso ad ingaggiare calciatori oltre la trentina; Ibrahimovic, però, è il miglior investimento per rapporto qualità/prezzo. Il cartellino del calciatore costerebbe un’inezia e lo svedese – attualmente – guadagna a Los Angeles 1,2 milioni di euro. Praticamente come una riserva azzurra. Un contratto a cifre più elevate – considerando la tassazione favorevole in Italia – con la possibilità di bonus non andrebbe ad aggravare il bilancio azzurro. Aspetto da non sottovalutare, poi, è il ritorno di immagine; Ibra, mediaticamente, è pari a Ronaldo e Messi. Gli sponsor farebbero la fila per accostare il proprio nome allo svedese ed al club azzurro, considerato come Zlatan raccolga fan in ogni Continente, dall’America alla Cina. Potrebbe essere usato, al pari di Ancelotti, come uomo immagine del club per un vero e proprio boom nel settore del merchandising. Nemmeno è in discussione, infine, il valore del calciatore; nonostante l’età, Ibra è uno degli attaccanti più prolifici e completi, dotato di tecnica e qualità, in grado di giostrare su tutto il fronte d’attacco. Un cannoniere con i piedi da numero 10 racchiusi in 195 cm.

Giovanni Spinazzola

04 Giugno 2019 15:18 - Ultimo aggiornamento: 04 Giugno 2019 15:18
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