23 Settembre 2018 - Aggiornato alle 20:32
SPORT
Il Napoli dell'era Ancelotti sbanca l'Olimpico
19 Agosto 2018 09:36 —

Il Napoli riparte da dove aveva finito, con un successo in rimonta dopo il gol incassato e tre punti conquistati nell’Olimpico biancoceleste, ormai terra di conquista per Albiol e compagni. Gli azzurri ottengono tre punti pesantissimi in avvio di campionato contro una delle formazioni più ostiche della Serie A e rispondono nel migliore dei modi alla Juve, capace di vincere solo in pieno recupero contro il Chievo, non proprio il Barcellona. La Lazio, infatti, è un gruppo ormai consolidato, plasmato da Simone Inzaghi e con gli stessi calciatori da due stagioni ormai, che giocano a memoria; proprio l’opposto del Napoli, quindi, al cambio di pelle ed ancora nella fase di passaggio dal sarrismo agli schemi impartiti da Ancelotti. L’avvio sembrava in salita, la buca in cui cadere dietro l’angolo, ed infatti tutti i presagi nefasti si sono consumati alla rete di Immobile, capace di saltare – con mezza finta – tre calciatori, roba che nemmeno all’oratorio. Non un bel segnale sicuramente, anche perché rimontare all’Olimpico non è mai cosa piacevole ed il pericolo di finire tritati come a Dublino (contro il Liverpool) e Wolfsburg era il pensiero più comune. Ed invece il Napoli, incassato il gol, ha iniziato a macinare gioco, a creare azioni, a conservare il possesso palla mettendo alle corde l’avversario. La rete del pareggio è arrivata con Milik, annullata però dal VAR per fallo di Koulibaly su Radu. È servita, però, soprattutto al polacco, fin lì abulico ed apparso in leggero ritardo di condizione; il numero 99 ha svoltato dal punto di vista psicologico ed ha messo dentro l’1-1 sfruttando una classica giocata azzurra. Cambio campo di Insigne per Callejon, assist al centro dello spagnolo per Arek e rete del pareggio. Nella ripresa, poi, stesso canovaccio tattico e rete capolavoro di Insigne; Lorenzo il Magnifico l’ha messa lì, sotto l’incrocio dei pali dove nessun portiere poteva arrivarci. Un eurogol a riscattare l’errore del primo tempo. Raggiunto il vantaggio, il Napoli ha provato a gestire il risultato attraverso il possesso palla ed abbassando i ritmi; vi è riuscito a metà ed in questo dovrà decisamente migliorare, perché troppi i rischi a cui è stata sottoposta la difesa azzurra. Albiol ha salvato in un paio di occasione, superba parata di Karnezis a mano aperta e soprattutto il palo di Acerbi (ottima la personalità del portiere greco nell’occasione, pronto a farsi sentire con i suoi compagni di reparto) potevano di colpo rovinare un sabato perfetto. Ancelotti ha inserito prima Diawara per Hamsik con lo scopo di dare maggiore copertura alla difesa – mossa azzeccata, perché Amadou ha fatto più filtro – poi disposto la squadra con il 4-4-2 nel finale con Mertens e Milik in attacco e Callejon-Rog esterni a dare una nuova impronta ed un modus operandi ben preciso; la squadra dovrà essere camaleontica, in grado di cambiare modulo anche a gara in corso a seconda delle situazioni di gioco ed adattarsi all’avversario senza, però, snaturarsi. Si chiama mentalità vincente, insita in abbondanza nel tecnico e sconosciuta a gran parte della rosa azzurra; Re Carlo sta lavorando anche su questo per portare a Napoli i trofei solo sfiorati e che mancano da troppo tempo. Gli azzurri, intanto, escono dall’Olimpico con nuove certezze e la consapevolezza di essere sulla strada giusta; sabato prossimo arriverà il Milan degli ex Strinic (a proposito, in bocca al lupo per il croato afflitto da problemi cardiaci) Pepe Reina (ancora molto amato sotto il Vesuvio) ed Higuain, l’uomo più odiato. Sarà il debutto al San Paolo per Ancelotti, una gara con il brivido considerato come il rossonero sia un colore protagonista nella carriera del tecnico napoletano. Saranno 90’ intensissimi, ma i sentimentalismi dovranno sparire al fischio d’inizio della gara; l’obiettivo, infatti, è continuare sulla strada della vittoria.  

Giovanni Spinazzola 

19 Agosto 2018 09:36 - Ultimo aggiornamento: 19 Agosto 2018 09:36
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