16 Giugno 2019 - Aggiornato alle 22:32
SPORT
Il Napoli sbatte contro il muro eretto dal Torino
18 Febbraio 2019 00:12 —

Il Napoli non sa più vincere. I partenopei sbattono contro il muro eretto dal Torino e chiudono la gara con i granata sullo 0-0, un risultato gettonato in queste settimane, essendo uscito sulla ruota di Napoli ben tre volte nelle ultime quattro gare di campionato disputate. Il mal di gol inizia a diventare un problema per gli azzurri; è inaccettabile – come affermato da Ancelotti – il produrre una mole impressionante di occasioni senza riuscire a concretizzare nulla, con un pugno di mosche in mano ed il capo chino. Stasera gli azzurri si sono prodotti in un assalto all’arma bianca, spuntati e con le polveri bagnate; ben 26 tiri in porta, numeri eloquenti che non possono non lasciare sgomenti se paragonati al risultato, impietoso con quel zero nella casella reti segnate. Si è disperato dalla panchina Carlo Ancelotti, non credeva ai suoi occhi (sinceramente, nemmeno noi); il tecnico, quasi avvilito, ha inserito nell’ultima porzione di gara il resto dei calciatori offensivi di cui disponeva, creando una sorta di battaglione, sperando in un esito differente dal risultato di Firenze. Ed invece il nulla assoluto, ma solo un altro pareggio che, se da un lato ha messo la parola fine sulle speranze scudetto, dall’altra aumenta i rimpianti su quel che poteva essere e non è stato. La squadra produce un calcio apprezzabile, trame di gioco interessanti che possono essere il preludio al gol; ed è proprio in quest’ultimo passo che nasce il corto circuito. Gli elementi offensivi azzurri non riescono a concretizzare, sono poco cinici e cattivi e rimedi alla malattia, al momento, non si trovano. Una sorta di paziente incurabile è la squadra azzurra, con il dottor Ancelotti – tipino che ne ha viste tante nella sua carriera - alla ricerca del miglior farmaco per mettere fine a questa agonia. Tanta sfortuna, certo, perché Sirigu è stato fenomenale in due occasioni ed il palo ha strozzato l’urlo di Insigne in gola, ma anche tanta imprecisione non più tollerabile.  “Ce la dobbiamo prendere con noi stessi perché in due partite, creando 18 occasioni da gol, non siamo riusciti a segnare” le parole del tecnico in conferenza stampa, ancora incredulo per quanto ha dovuto vedere. Il secondo posto non è certo blindato, perché l’Inter terza è distante sette lunghezze e non può esserci una priorità esclusiva all’Europa League. La coppa è, ormai, diventata l’obiettivo principale, giovedì c’è il ritorno contro lo Zurigo da non sbagliare ma la squadra non può certo mollare il campionato. Serve tornare a far gol, con la produzione offensiva di Mertens, Insigne e Callejon – al momento – che inizia a mancare a questa squadra (Milik, nonostante gli errori, ha comunque realizzato 12 reti in campionato) senza dimenticare Verdi. La rotta deve essere invertita, già a partire da Parma, con gli azzurri impegnati domenica sera alle 18 e reduci dalla sfida di Europa League. Al Tardini mancherà il capitano per squalifica, ma gli alibi sono decisamente finiti, come i bonus ed i jolly. Menzione speciale per il VAR, la tecnologia tanto bistrattata; stasera è riuscita ad evitare una clamorosa ingiustizia (peraltro già assaporata dal Napoli contro il Milan, con il rosso a Fabian Ruiz). L’arbitro Fabbri, erroneamente, aveva ammonito Allan (era il secondo cartellino) per fallo di Belotti con conseguente rosso; una beffa clamorosa, atroce, sventata dal VAR che ha evidenziato come il fallo fosse di Malcuit. Rosso cancellato e giallo al terzino destro francese.

Giovanni Spinazzola

18 Febbraio 2019 00:12 - Ultimo aggiornamento: 18 Febbraio 2019 00:12
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