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JUVENTUS-NAPOLI: Banti, concittadino di Allegri e Chiellini, condiziona la gara dello Stadium
30 Settembre 2018 11:00 —

“Una gestione superficiale dei cartellini ed in occasione dell’espulsione di Mario Rui”. Questo il commento a fine gara di Carlo Ancelotti, tipo notoriamente pacato che, per manifestare così tutto il suo disappunto, ne avrà avuto davvero fin sopra i capelli. Noi de I Fatti di Napoli avevamo lanciato l’allarme appena due giorni fa; il mancato rosso a Pjanic in Juve-Bologna aveva alzato la guardia ai livelli di allarme e ci aspettavamo qualcosa in più e – soprattutto – di meglio in vista di Juventus-Napoli. Invece il buon Rizzoli ha inviato a Torino Luca Banti di Livorno (guarda caso la stessa città di Allegri e Chiellini, ma vabbè), internazionale dal 2009 ma tutt’altro che il miglior fischietto del nostro calcio. La sua prestazione in campo non ha fatto altro che confermare l’inadeguatezza dell’arbitro. Banti si è esibito in una sorta di “one man show” con una gestione dei cartellini che ha lasciato alquanto perplessi (eufemismo), addirittura sbigottiti. Evidentemente non esiste, quando gioca la Juve, una sorta di “la legge è uguale per tutti” e questo crea disagi anche ai calciatori in campo, soprattutto avversari dei bianconeri. Gialli scientifici ad ogni fallo dei napoletani, ritrovatisi con mezza difesa ammonita già al 40’. Nulla da eccepire se Banti avesse utilizzato lo stesso metro di giudizio, lo stesso pugno duro, anche nei confronti degli avversari. Ed invece Chiellini e Pjanic hanno usufruito di una sorta di immunità permanente, forse per grazia divina o chissà cosa; al 55’ il terzo giallo ad un altro difensore azzurro ed al 59’ il rosso a Mario Rui, chiamato e chiesto dai giocatori della Juve dopo che Banti aveva sorvolato. Il colmo. Da lì in poi, con il Napoli ridotto in 10, è partito il mini contentino dell’arbitro, proprio per mettere a tacere – inutilmente – un occhio di riguardo sfacciato per i padroni di casa. Bonucci, quindi, si è portato a casa un giallo dopo un accenno di testata ad Allan (ma questi episodi non devono essere puniti con il rosso? Mistero!), Cancelo al 69’ ed Alex Sandro all’85’ sono stati ammoniti ai rispettivi terzi falli gravi, dopo aver menato come fabbri in tutta la gara. Ronaldo, invece, è l’unico che in Serie A può calciare il pallone a gioco fermo senza beccarsi il giallo; è accaduto in due occasioni, ma niente. Il povero ragazzo non aveva sentito il fischio dell’arbitro (gli consigliamo vivamente un consulto da Amplifon). Il Napoli, quindi, è stato fermato così, senza dare troppo nell’occhio (almeno questa era l’intenzione) e la Juve può volare via indisturbata. È chiaro che la domanda sorge spontanea; i bianconeri devono realizzare 120 punti in campionato? Se il piano è questo, beh, siete ancora in tempo per mettere al corrente tutti; poi ognuno sceglierà come agire e, soprattutto, si metterà l’anima in pace per il futuro. In caso contrario, si ponga rimedio, perché non è possibile assistere a scempi del genere. A riguardo, ci viene in aiuto una statistica UEFA; i bianconeri, in Champions League, hanno fin qui ricevuto ben 26 cartellini rossi in 181 gare giocate per un record poco invidiabile, alimentato da tre espulsioni nelle ultime tre gare disputate. UEFA brutta e cattiva? No, semplicemente in Europa i bianconeri non hanno la stessa influenza politica che in Serie A ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Il Napoli, per quanto riguarda il campo, deve ripartire dai primi 20’ disputati allo Stadium; abbiamo visto una squadra perfetta, aggressiva, cattiva, con la voglia di azzannare l’avversario come farebbe il Puma disegnato sulle maglie. Un palo dopo pochi minuti di gioco, il gol al 10’ ed un’organizzazione da club di livello superiore. Dopo la rete, incredibilmente, Hamsik e compagni hanno abbassato il baricentro fino a dare campo alla Juve; è su questo che dovrà lavorare Ancelotti, sulla mentalità di una squadra che, piano piano, sta iniziando a mutare. Randellare e giocare di sciabola quando necessario, ma soprattutto colpire di fioretto perché i mezzi tecnici ci sono. I bianconeri erano alle corde e Callejon ha avuto sui piedi la palla del 2-2 in inferiorità numerica, a dimostrazione di come gioco ed organizzazione siano stati acquisiti. Sfortunato ieri il Napoli, ma ancora una volta poco cinico; contro formazioni di caratura importante, ogni palla deve essere capitalizzata al massimo per arrecare il maggior danno possibile all’avversario. Nota positiva sicuramente Ospina; il colombiano si è esibito in almeno tre grandi parate ed ha fermato Cristiano Ronaldo in maniera impeccabile. Sotto tono, invece, i due attaccanti, ma anche Zielinski ed Hamsik; Dries, gol a parte, ha spesso vagato per il campo senza una meta, mentre Lorenzo stavolta è stato per nulla Magnifico. Doveva essere la gara della svolta, in cui mostrare tutta la sua crescita ed invece ha toppato, proprio come il capitano, apparso “leggerino” ed impreciso in mezzo al campo; ci si aspetta di più anche dal polacco, uno in grado di spaccare la partita con la sua qualità. Invece, palo a parte, il numero 20 non è riuscito a dare quel quid in più che sarebbe servito. Ora, però, è già tempo di pensare alla Champions League; mercoledì arriva al San Paolo il Liverpool e c’è bisogno della furia agonistica che Allan e compagni hanno dopo il torto subìto ieri. Nulla è impossibile, soprattutto se si può giocare ad armi pari.

Giovanni Spinazzola

30 Settembre 2018 11:00 - Ultimo aggiornamento: 30 Settembre 2018 11:00
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