22 Ottobre 2020 - Aggiornato alle 07:57
SPORT
Juventus-Napoli: "Una Lega da ridere" di Giovanni Spinazzola
04 Ottobre 2020 22:05 — Premio di barzellettiere dell’anno alla Juventus. Interviene il CODACONS: "Lega Calcio dimostra ignoranza".

La farsa più incredibile della storia del calcio non è ancora finita, in coda ad una domenica che definire grottesca è quantomeno riduttivo. La Juventus è in campo, insieme agli arbitri, ha aspettato i 45’ canonici per ritornare negli spogliatoi, con l’arbitro Doveri che ha solo annotato l’assenza della squadra ospite, il Napoli. Ben 180 Paesi in tutto il mondo, collegati con lo Stadium di Torino, hanno visto l’ennesimo spettacolo penoso della Serie A, ormai autorevole quanto il torneo delle parrocchie della municipalità. “Pasticcio” ha titolato Marca in Spagna, perché le ultime 24 ore sono state allucinanti, addirittura difficili da comprendere per uno sano di mente, con il Napoli cornuto e mazziato. Proviamo, però, a riavvolgere il nastro.

Il Napoli, ieri sera, in partenza per Torino, viene bloccato poco prima di raggiungere l’aeroporto di Napoli. L’Asl Napoli 2 Nord, di competenza riguardante Zielinski, trasmette i dati all’Asl Napoli 1 che blocca gli azzurri. Non si parte, quarantena fiduciaria per gli azzurri ed obbligo di indicare la dimora della stessa (scelto, poi, l’albergo Holiday Inn di Castelvoltuno a due passi dai campi di allenamento). Il Napoli calcio trasmette documentazione alla Lega Calcio, alla FIGC ed alla Juventus, allegando le comunicazioni dell’Asl.

Ma l’Azienda Sanitaria Locale ha potere decisionale? Assolutamente sì. Addirittura, come affermato nella giornata odierna anche dal Ministro della Salute Roberto Speranza, è l’unica che ha facoltà di decidere su casi di positività da Covid-19. Non doveva chiedere il permesso a nessuno – tantomeno alla Lega Calcio – perché responsabile appieno. E come tale ha agito.

Come se non bastasse, nel pomeriggio, è intervenuto anche il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, spiegando come la gestione sia affidata alle Regioni ed alle Asl. Amen. Storia chiusa? Macché.

La Lega Calcio si sente organo superiore – non si sa bene rispetto a chi o cosa – e decide di andare avanti per la sua strada; il Napoli poteva scendere in campo e doveva farlo, quindi nessun rinvio, gara confermata e quasi sicuramente 3-0 a tavolino per la Juve. Numi. In Serie C, parallelamente, per un caso analogo la Lega Pro decideva di rinviare Palermo-Potenza, dopo stop della Regione Basilicata alla formazione lucana. In pratica quanto accaduto con il Napoli da parte della Regione Campania. Ma in Lega Calcio, evidentemente, vi albergano menti poco sveglie, poco avvezze al ragionamento. D’altronde, nel protocollo a cui fa riferimento la Lega, redatto con Figc e Cts, è chiara la dicitura “Fatti salvi eventuali provvedimenti delle Autorità statali o locali nonché della Federazione Italiana Giuoco Calcio". Di fatto, quanto accaduto in questo caso. Contraddizione pura.

De Laurentiis ha inviato più di una Pec da Roma ma non è valso a nulla, così come non hanno avuto seguito le parole di Ciro Verdoliva, Direttore generale della Asl Napoli 1 che ha espresso a chiare lettere come i calciatori azzurri non potevano allontanarsi dalla città, pena le sanzioni previste dalla legge. Parole poi confermate dall’ennesima nota rivolta al Calcio Napoli in cui si legge distintamente come "Si ritiene non sussistano le condizioni che consentano lo spostamento in piena sicurezza dei contatti stretti”. Già, ma chi sono i contatti stretti? Tutti i calciatori del Napoli e lo staff, tecnico compreso, peraltro indicati a chiare lettere.

Il Napoli, di fatto, è stato costretto a non partire. Se viene violato l’isolamento fiduciario, infatti, si commette una violazione penale e può scattare la denuncia anche per epidemia colposa, dolosa, omicidio o lesioni personali.

La Lega si è arrogata il diritto di scegliere, di sentirsi superiore allo Stato, all’Asl nonostante si sia in periodo di pandemia e di emergenza nazionale. Un atteggiamento stucchevole quello di via Rosellini, a tener il punto e mostrare al mondo la faccia peggiore di sé. Ma d’altronde la vergogna non ha più limiti ed il calcio italiano ha già da tempo raschiato il fondo del barile, con tanto di cratere già formato. In altre Nazioni vi sarebbero dimissioni in massa domani mattina, ma in Italia, ne siamo certi, si andrà avanti come se nulla fosse accaduto. D’altronde gli ippopotami che sguazzano nelle acque fangose si divertono e non sono certo consapevoli di cosa li circonda, proprio come i nostri dirigenti.

Ma ora cosa accadrà? Il Napoli perderà la gara a tavolino, forse avrà un punto di penalizzazione. De Laurentiis a quel punto sarà costretto a presentare ricorso e portare tutti in tribunale (probabilmente anche per danno d’immagine). A quel punto, forse, un Tribunale darà ragione al Napoli. Almeno così dovrebbe essere, ma non ce la sentiamo di assicurarlo trattandosi dell’Italia. D’altronde accade anche questo in Italia, il Paese dove domani non valgono le regole di oggi, la Nazione dalla burocrazia più ingarbugliata del Mondo incapace di redigere un protocollo senza falle. L’Italia, un Paese che va al contrario, come i gamberi.

E la Juve? Il colmo del ridicolo. Consapevole di non giocare, ha per tutto il giorno svolto campagna social sulla gara in questione, pubblicando perfino la lista dei convocati e l’11 di partenza scelto da Pirlo. Il premio di barzellettiere dell’anno se l’è guadagnato l’addetto stampa del club bianconero, lui insieme a tutta la società.

Sulla vicenda è intervenuto in modo durissimo il Codacons contro la Lega Calcio: "Il Napoli non può perdere questa partita d'ufficio poiché siamo in presenza di una causa di forza maggiore, determinato dallo stop imposto alla squadra dalla Asl - spiega il Codacons - In tale circostanza viene meno la possibilità di decretare la sconfitta a tavolino poiché esiste l'ordine di una autorità terza che ha impedito al Napoli di disputare l'incontro. L'ignoranza dimostrata dalla Lega Calcio in questa vicenda è gravissima e dimostra ancora una volta l'esigenza di bloccare il campionato per non realizzare situazioni di caos a danno di squadre e tifosi." 

04 Ottobre 2020 22:05 - Ultimo aggiornamento: 04 Ottobre 2020 22:05
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