23 Settembre 2019 - Aggiornato alle 19:25
POLITICA
La paura di andare a votare. Le urne le vogliono veramente solo Salvini e Zingaretti. Ma il Segretario DEM paradossalmente non detta la linea ai parlamentari che fanno riferimento a Renzi e temono di perdere la poltrona
22 Agosto 2019 18:19 —

Quattordici giorni di crisi e il risultato, probabilmente a meno di ulteriori colpi di scena, sarà solo un inciucio M5S-PD in nome del popolo Italiano che invece vuole andare alle urne. Si in nome del popolo Italiano, per salvarlo dall'aumento dell'IVA e dall'esercizio provvisorio. Almeno così dicono tutti i no voto. Inutile dire che ci sarebbe tutto il tempo, anche andando a votare a novembre, di evitare sia l'aumento dell'Iva che l'esercizio provvisorio. La verità vera è che tutti hanno paura di andare al voto. E come non capirli i grillini, Leu, + Europa e i parlamentari PD che fanno riferimento solo a Renzi pur essendo Zingaretti il Segretario del partito che, invece, insieme a Salvini è l'unico che ha compreso che la via maestra per uscire dalla crisi attuale sono solo le elezioni e non incanalare il PD in scelte scellerate che non verrebbero comprese dagli elettori e che porterebbero solo ad una crisi politica ed elettorale ancora più dirompente? Come non comprenderli, dicevamo, se l'ultimo sondaggio di oggi  diffuso da Agorà su Rai Tre, si legga bene non dalle TV di Berlusconi, dà la Lega al 38%, il PD al 23% dei consensi e il partito guidato da Luigi Di Maio al 16,5%.?  Gli uomini di Di Maio dimezzati, il PD rinnovato nei nomi scelti dal vero Segretario e, quindi, fuori Renzi e LEU e +Europa cancellati. E allora? Non c'è nessun problema ad ammettere che non si vuole andare a votare per non perdere la poltrona. Ognuno ha famiglia, a proposito 200 parlamentari, secondo alcuni organi di stampa, hanno acceso mutui alla Banca del Parlamento che in caso di elezioni anticipate non tutti potranno più sostenere. Così va il mondo, così va la politica in Italia. Si può dire tutto ed il contrario di tutto. Tanto gli italiani, si pensa, sono superficiali. Giravolte, doppie e triple capriole, quello che dico oggi non vale domani. Basta andare sulla rete, si proprio la rete che ha ha dato i natali al movimento dei grillini per vedere un Di Maio esclamare con orgoglio "io con il partito di Bibbiano non voglio avere niente a che fare" oppure "mai con il PD" o ancora "mai con Renzi" oppure "il PD è il simbolo del voto di scambio e del malaffare".  Probabilmente ha cambiato idea. E ci potrebbe anche stare, quello che proprio, invece, non va giù è quando dichiarara con una bella dose di faccia tosta di "non aver paura delle elezioni" pur sapendo che non si potrebbe ricandidare, che il M5S perderebbe la metà dei parlamentari e che "il tutto si fa, in nome e per il bene del popolo Italiano" ed, infine, l'ipocrisia di affidarsi a Mattarella. Alla fine fanno pure un sacrificio. A questo punto ci vorrebbe solo Totò con un bel "Ma ci faccia il piacere....". 

Antonio Pianelli 

 

22 Agosto 2019 18:19 - Ultimo aggiornamento: 22 Agosto 2019 18:19
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