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Lazio-Napoli: 1-0. "Un'altra sconfitta facendoci gol da soli" di Giovanni Spinazzola
11 Gennaio 2020 21:49 —

Il Napoli continua a perdere; è arrivato il secondo ko consecutivo, il terzo nelle quattro gare della gestione Gattuso ed il bilancio è già negativo, con soli tre punti in un mese. Bisogna, però, analizzare i ko e diversificare le modalità con cui sono arrivati. Certo, il risultato è l’unica cosa che conta nel calcio, ma se il malato è in terapia intensiva, ogni singolo progresso non può non essere annotato e registrato con un minimo di ottimismo. Sia chiaro, non siamo quelli del partito “sempre e comunque il bicchiere mezzo pieno” ma sarebbe ingeneroso limitarsi ai soli risultati per giudicare il primo mese di Gattuso. Il Napoli visto contro il Parma nel giorno dell’esordio di Ringhio e quello di stasera all’Olimpico, sono due formazioni completamente differenti, pur con qualche aspetto in comune. Uno su tutti; un autolesionismo che sfocia nel masochismo più sadico, fino ad arrivare all’harakiri vero e proprio. Contro il Parma, dicevamo, il Napoli regalò due reti ai Ducali, nelle ultime due gare, quattro su quattro tra scivolate, dormite colossali in difesa e papere che nemmeno sui campi dell’oratorio parrocchiale. Tutto talmente assurdo da indurre i tifosi a chiedersi se trattasi di un brutto sogno oppure una candid camera. Ed invece è tutto tremendamente vero, talmente tanto da augurarsi che possa finire tutto in fretta. A distanza di un mese, dicevamo, abbiamo visto due squadre diverse e l’ultima autorizza a sperare in bene; i partenopei hanno giocato a testa alta ed alla pari contro la formazione più in forma del campionato ed a ranghi completi, a differenza del Napoli arrivato all’Olimpico in totale emergenza difensiva, con Di Lorenzo ancora costretto a giocare centrale. A sprazzi si è vista una buona squadra, con un palleggio ancora approssimativo ma con un’idea di gioco. Certo, Fabian Ruiz non è regista e l’ha dimostrato ancora una volta; Zielinski avrebbe bisogno di tirare il fiato ma potrà farlo solo a partire dalla prossima settimana, quando Demme e Lobotka saranno inseriti in organico. Gioco a due tocchi come chiesto dal tecnico, un Insigne molto in palla e basculante tra la fascia a sinistra e la porzione centrale del campo fino a rinculare difensivamente per una gara di grande sacrificio ed un pressing a tratti altissimo, roba da togliere il fiato. Non sempre un bel vedere, perché spesso il Napoli ha sbagliato l’ultimo passaggio (o Fabian teneva troppo palla tra i piedi) ma le idee di base si sono viste eccome. Manolas in palla ma, forse, un Milik abbandonato a sé stesso, così come un Callejon fin troppo evanescente. I problemi vi sono ancora, inutile negarlo, ma – come ha spiegato il tecnico – si è sulla strada giusta ed i risultati, di questo passo, arriveranno di certo. Un filotto di vittorie per ridare morale e consapevolezza ad un gruppo depresso; Gattuso ha più volte spiegato di non voler parlare di sfortuna, ma consigliamo al tecnico di prendere in considerazione l’ipotesi di una gita a Pompei, rigorosamente a piedi. Un pellegrinaggio doveroso, perché anche a Roma la Dea bendata ha voltato le spalle agli azzurri; l’errore di Ospina è stato clamoroso, ma l’intervento scomposto di Giovanni Di Lorenzo è incredibile e ricorda tanto l’autogol di Koulibaly alla seconda di campionato. Ecco, gira tutto storto, la stagione è nata sotto una cattiva stella ma è doveroso salvare il salvabile.

11 Gennaio 2020 21:49 - Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2020 21:49
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