20 Giugno 2021 - Aggiornato alle 21:33
SPORT
"Mancini e la favola della meritocrazia. Politano fuori Berbardeschi dentro. Definire questo comportamento osceno è un eufemismo" di Giovanni Spinazzola
02 Giugno 2021 17:04 —

Il sogno di Matteo Politano di partecipare all’Europeo è finito prim’ancora di iniziare. All’esterno non è bastata una stagione da protagonista, con nove gol segnati solo in campionato. L’ala azzurra ha chiuso la stagione con 50 presenze totali e 12 reti tra campionato e coppe con cinque assist per un totale di 2.669’ giocati. Numeri che parlano da soli ma evidentemente non sufficienti al CT per includerlo nella rosa allargata. Già, ma chi è stato scelto al suo posto? Bernardeschi della Juventus. Sì, purtroppo avete letto bene, proprio lui, una delle delusioni più tangibili del club bianconero. Ed i numeri, freddi ma eloquenti, lo evidenziano nitidamente. Il bianconero, in questa stagione, ha disputato un totale di 39 presenze (27 in campionato) per la miseria di 1.445’ giocati (media di 37’ a gara), con la bellezza di nessun gol e due assist. La differenza, a chi ha sale in zucca e raziocinio, appare evidente; chiunque avrebbe convocato il napoletano, con il CT che fin da subito si è speso nel credo della meritocrazia. In nazionale solo se giochi. E meno male. Bernardeschi non l’ha quasi mai visto il campo, e quando ha giocato, ha messo insieme prestazioni che definirle oscene è un eufemismo. Le ragioni non sono ancora ben chiare, forse non lo saranno mai perché probabilmente nessuno avrà il coraggio di rendere conto al mister; chiaramente non regge la motivazione del “fare gruppo”, ma, anzi, temiamo che sia valsa la regola del club in cui si gioca, per un fastidioso ritorno alla Gea ed alle convocazioni pilotate. Pagine nere del calcio italiano che a volte ritornano, uniche a spiegare situazioni illogiche. Anche perché Politano è stato scalzato anche da Raspadori, attaccante centrale da sei reti in 28 presenze (e non citiamo nemmeno Belotti, autore di una stagione da incubo). La truppa azzurra, quindi, scende a tre elementi; Meret, Di Lorenzo ed Insigne terranno alto il nome del club partenopeo (proprio non poteva non convocarli), mentre Politano potrà rigenerarsi in vacanza per tornare tirato a lucido in vista della prossima stagione. Sulla panchina azzurra siederà Luciano Spalletti, colui che lo volle all’Inter; un ottimo punto di partenza per l’esterno chiamato ad essere decisivo anche nella prossima annata, quella del riscatto, a tutto tondo. 

02 Giugno 2021 17:04 - Ultimo aggiornamento: 02 Giugno 2021 17:04
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