20 Novembre 2018 - Aggiornato alle 17:02
CRONACA
Marina Militare: Conclusa l'esercitazione di soccorso sommergibili Rising Star 2018
29 Ottobre 2018 20:07 — L’evento addestrativo annuale ha coinvolto diverse unità navali e subacquee italiane ed israeliane.

Dal 21 al 25 ottobre si è svolta l’annuale esercitazione bilaterale Rising Star, tra la Marina Militare italiana e la Marina israeliana. L’attività, effettuata nelle acque del Golfo di Taranto, si pone l’obiettivo di incrementare l’interoperabilità e la cooperazione nel campo del soccorso subacqueo, mantenendo elevati gli standard addestrativi degli equipaggi delle unità navali e dei sommergibili italiani ed israeliani coinvolti. Quest’anno, per la prima volta, l’evento addestrativo ha incluso anche interazioni tra unità navali, con l’obiettivo di costruire un legame solido nel campo delle operazioni marittime. 

In questo contesto, la fregata Zeffiro, il sommergibile Romeo Romei, la corvetta Lahav ed il pattugliatore missilistico Keshet, hanno simulato scenari di difesa aerea e di superficie, nonché di lotta agli incendi e alle falle,  verificando inoltre le procedure comuni per l’intervento sanitario d’urgenza a favore di militari feriti o eventuali naufraghi trovati in mare. Alla profondità di 35 metri, i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei e la “nave soccorso sommergibili” Anteo, sono s tati impegnati nella simulazione di soccorso al sommergibile israeliano Leviathan della classe Dolphin. Attraverso la campana McCann, conosciuta in ambito NATO come Submersible Rescue Chamber, è stato possibile evacuare dieci membri d’equipaggio dal battello sinistrato, verificando quindi l’efficacia dei sistemi di soccorso nazionali e la loro interoperabilità con i sommergibili israeliani.

La Marina Militare considera l’elemento umano quale pilastro centrale nell’azione dello strumento militare, ed è essenziale mantenere nel tempo un’elevata qualità professionale, partendo in primis dalla formazione e l’addestramento. Anche grazie all’esercitazione Rising Star 2018, la Forza Armata continua a realizzare un sistema addestrativo che si basa su un elevato livello di aderenza alla realtà d’impiego. L’intrinseca flessibilità operativa della Marina Militare è uno strumento importante non solo per la Difesa ma per l’intero Paese, poiché consente di impiegare i propri uomini e mezzi anche in una gamma di attività e operazioni che spaziano dal sociale, all'umanitario, all'ambientale, allo scientifico e in tutti i settori d'interesse della collettività. 

Nave Anteo, consegnata alla Marina Militare il 31 luglio 1980, è la terza Unità che porta il nome di un’invincibile gigante della mitologia greca, figlio di Nettuno e della Terra. L’unità è dotata di sofisticati equipaggiamenti e specifiche apparecchiature che consentono di svolgere lavorazioni subacquee di ogni genere, anche a notevoli profondità, nonché il soccorso e salvataggio a favore degli equipaggi dei sommergibili in avaria.

Tale Unità allarga notevolmente lo spettro di impiego dei Palombari della Marina permettendo loro di raggiungere, grazie all’utilizzo delle tecniche di immersione in intervento ed in saturazione, profondità operative superiori ai 250 metri, o di operare con apparecchiature e mezzi tecnologicamente avanzatissimi, quali il minisommergibile SRV-300 (Submarine Rescue Vehicle) e lo scafandro rigido articolato ADS (Atmospheric Diving System), una sofisticata armatura antropomorfa che permette all’operatore al suo interno di muoversi sott’acqua e lavorare fino a 300 mt di profondità.

Gruppo Operativo Subacquei. Tutte le attività condotte negli ultimi anni dalla Marina Militare confermano il valore inestimabile della componente subacquea di Comsubin, vero ed indiscusso centro di eccellenza per lo studio, la ricerca, la formazione e lo sviluppo delle capacità operative nel settore dell’immersione subacquea a quote più o meno profonde.

Con la tecnica delle immersioni in saturazione la Marina Militare può raggiungere la profondità di 250 metri, con escursioni fino a 300 metri, ma soprattutto può effettuare lavorazioni che richiedano tempi prolungati di esecuzione. 

Di seguito alcune tra le molteplici attività condotte di recente a favore della collettività ed al servizio del Paese, dai Palombari della Marina e da nave Anteo:

  • neutralizzazione di oltre 22.000 pericolosi ordigni esplosivi residuati bellici durante il 2017 e ben oltre 27.000 nei primi dieci mesi del 2018,  rinvenuti nei mari, laghi e fiumi italiani;

  • ricerca dei dispersi sul relitto del peschereccio Rosinella a oltre 60 metri di profondità a largo di Gaeta;

  • ispezione al relitto del sommergibile Millo, affondato il 14 marzo del 1942, e giacente a 72 metri di profondità al largo delle coste calabre;

  • chiusura degli accessi al relitto del “Laura C” al largo delle coste calabre;

  • numerosi interventi a favore del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) e del Ministero dello Sviluppo Economico per la sorveglianza e la tutela del patrimonio culturale sommerso e il controllo antinquinamento delle condotte sottomarine e delle piattaforme petrolifere.

  • recupero del relitto di un peschereccio a oltre 370 metri di profondità affondato al largo della Libia nell’aprile del 2015;

  • individuazione ed il recupero della scatola nera dell’Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare, impattato di fronte a Terracina nel 2017;

  • riattivazione della banchina principale del porto Nuovo di Pantelleria, conclusasi a maggio 2018;

  • recupero archeologico subacqueo, condotto a favore della Soprintendenza Archeologica della Liguria mediante un immersione in saturazione nel luglio 2018.

Immagini Copyright Marina Militare

29 Ottobre 2018 20:07 - Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2018 20:07
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