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Milan-Napoli: 0-1. "Magica notte a San Siro" di Giovanni Spinazzola
19 Dicembre 2021 23:59 —

Il Napoli rialza la testa e lo fa nella serata più difficile e più delicata di questo girone di andata e forse dell’intero campionato. Reduce da due sconfitte consecutive ed un pareggio gli azzurri erano chiamati ad una prova quasi d’appello sul campo del Milan, autorevole candidata alla conquista dello scudetto, e lo fa con una prova tutto cuore, grinta e determinazione. Sui social i tifosi chiedevano di vedere in campo undici leoni e gli azzurri li hanno accontentati spremendosi fino all’ultima goccia di sudore. Spalletti è stato costretto a fare ancora una volta buon viso a cattiva sorte. Recupera Lobotka ma perde Insigne, che non ce la fa a recuperare e Mario Rui, e con Manolas che all’improvviso ha deciso di scappare via più che di andarsene, è costretto a rivoluzionare la difesa spostando Di Lorenzo, che ormai si è rassegnato a giocare dappertutto, sulla sinistra e schierando a centrocampo Anguissa, Demme e Zielinski. In attacco sorpresa! A destra Lozano a sinistra quindi ci va Elmas ma al centro tutti si aspettano Mertens ed invece sbuca Petagna. Il Napoli parte a razzo e al 4’ va in vantaggio. Elmas di testa anticipa tutti i difensori del Milan su calcio d’angolo battuto da Zielinski ed infila il portiere milanista. Nei primi 20’ la squadra di Spalletti domina giocando a meraviglia e il Milan non ci capisce nulla. Costruisce altre due occasioni che potevano essere sfruttate meglio; poi Pioli indica ai suoi di pressare sui portatori palla e la scena cambia. Sono i padroni di casa a spingere, gli azzurri arretrano e si affidano al cuore alla grinta e al sacrificio. I rossoneri hanno il pallino del gioco si installano nella metà campo dei partenopei ma se vogliamo sono solo due le occasioni in cui si rendono pericolosi con un colpo di testa di Ibrahimovic e con un gran tiro da fuori di Florenzi che sfiora il palo. Il Napoli spezza l’assedio solo negli ultimi cinque minuti costringendo gli avversari a coprirsi. Si va in vantaggio su quel goal di Elmas ma si ha la sensazione che nella ripresa sarà ancora sofferenza ed infatti al 49’ Ibrahimovic, sempre lui, si libera in area e sferra un gran tiro ma Ospina devia in angolo. C’è da dire che al di là di quest’azione così come quella già detta creata nel primo tempo sono state le uniche due volte che lo svedese è riuscire ad eludere l’impeccabile marcatura di uno strepitoso Rrahmani. Il kosovaro insieme ad un sontuoso Juan Jesus dietro formano un muro invalicabile. Ma è il Napoli che quattro minuti dopo ha un’occasionissima per raddoppiare. Petagna viene cercato bene, s’insinua da solo nell’area ma sull’uscita di Maignan ha un’incertezza e Tomori alla disperata gli toglie il pallone dal piede. A questo punto ci sembra doveroso aprire una parentesi sulla sua prestazione. Generosissimo nella fascia centrale del campo quando dà una mano preziosa nel catturare i palloni e facendo partire le azioni di attacco ma perde efficacia proprio nell’area avversaria dove, a parte la situazione di cui sopra, si procura un'altra occasione ma spara in cielo oltre la traversa. Da questo momento in poi ricomincia l’assalto dei padroni di casa. Per dare più ordine al centrocampo il tecnico azzurro al 53’ fa uscire Demme che ancora non ha ritrovato se stesso distinguendosi più per i falli commessi, tanto da beccarsi anche un ammonizione, che per la qualità di gioco che gli si riconosce ed inserisce Lobotka. Lo slovacco ripresosi dall’infortunio muscolare dà sfoggio della sua classe sventagliando palloni a destra e a sinistra dando respiro alla manovra azzurra, davvero sontuosa la sua partita insieme a quella di uno straordinario Zielinski che però comincia ad avvertire un po' di stanchezza. Spalletti lo toglie al 76’ con Ounas così come fa uscire Lozano e Petagna inserendo Mertens e Politano. Attacco e centrocampo completamente nuovi evidente l’intenzione di colpire il Milan con più velocità e freschezza cercando il raddoppio. Ma i tre nuovi entrati anziché dare brio e velocità si lasciano inghiottire dall’arrembaggio dei rossoneri. Lobotka da solo cerca di rompere l’assedio cercando di capovolgere il fronte ma trova scarsa risposta proprio dai nuovi entrati in particolare Politano che non riesce a superare il diretto avversario e la spinta su quella fascia viene a svanire. Stesso discorso dall’altra parte, Ounas non si vede e i rossoneri prevaricano. Mertens sappiamo che è inafferrabile quando parte o quando manda in tilt i difensori nell’area, ed infatti all’88’ è l’unica volta in cui fa girare la testa a Romagnoli e compagni che con affanno evitano la capitolazione, ma non ha la struttura fisica di Petagna e quando Rrahmani e compagni rilanciano non riesce a catturare i palloni rilanciando l’azione. Insomma dal 75’ in poi la partita del Napoli diventa un’autentica sofferenza con tanto cuore e grinta a difendere quella preziosissima rete. I sogni di portare via i tre punti sembrano crollare quando all’89’ quando in una rocambolesca azione in area azzurra Kessie si trova solo e batte a rete infilando Ospina. Il Var però richiama l’attenzione dell’arbitro che va a rivedere l’azione sul monitor. Rete annullata per fuorigioco passivo. I minuti passano con il cuore in gola e al triplice fischio esplode la gioia di Spalletti ed i suoi allievi. La Scala del calcio è espugnata il Napoli spezza il brutto incantesimo e si ristalla nuovamente al secondo posto alle spalle dell’Inter. 

19 Dicembre 2021 23:59 - Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2021 23:59
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