23 Settembre 2019 - Aggiornato alle 06:43
SPORT
Napoli-Arsenal: Usciti dalla coppa per demeriti propri
19 Aprile 2019 00:16 —

Al San Paolo finisce la corsa europea del Napoli – ultima squadra italiana in corsa nelle coppe europee dopo la disfatta della Juve contro l’Ajax - tra i fischi del pubblico, stanco e stufo per quanto visto in campo. Gli azzurri si congedano nel modo peggiore dall’Europa League, con la prima sconfitta interna stagionale, perdendo anche l’imbattibilità casalinga salvata contro Liverpool e PSG. Vince l’Arsenal, anche al ritorno, chiude senza incassare gol e vola in semifinale, con i partenopei che guarderanno seduti comodamente sul divano di casa il prosieguo della competizione. Le premesse per fare bene c’erano tutte; un San Paolo discretamente pieno e caloroso, la concentrazione e la motivazione dei calciatori oltre alla voglia dell’impresa, 30 anni dopo quella firmata dal Napoli di Maradona. Ecco, Diego. Sarebbe servito come il pane stasera, anche in evidente sovrappeso e con i 58 anni attuali. Avrebbe messo ordine a centrocampo, regalato lampi di calcio giocato in una gara che ha visto i partenopei più spreconi del solito. Un dato è incontrovertibile; l’Arsenal – tra andata e ritorno – ha realizzato tre gol totali, tutti regalati da svarioni o errori marchiani della squadra napoletana. All’andata due topiche di Mario Rui e Fabian Ruiz, stasera la grave indecisione di Meret (poi riscattatosi alla grandissima su Aubameyang) in occasione della punizione. Il Napoli non è stato eliminato per evidente superiorità dell’avversario, perché i Gunners sono una formazione composta da ottimi calciatori ma non top player come Barcellona o Real Madrid, ma per demeriti propri. Nell’arco dei 180’ tanti, tantissimi gli errori da parte dei calciatori azzurri, con tutte le recriminazioni possibili del caso considerato quel che poteva essere e non è stato. Anche stasera la squadra ha peccato di personalità in alcuni suoi elementi; certamente non in Koulibaly, vero leader in campo ed autentico muro difensivo ma anche pungente in attacco ed assistman perfetto con quel passaggio succulento per Callejon e poi sprecato dallo spagnolo. Ancelotti ha sorpreso tutti puntando su Chiriches al centro e spostando Maksimovic terzino di destra come nelle notti di Champions; in fase di attacco, la squadra ha difeso a tre davanti a Meret con Ghoulam esterno offensivo altissimo al pari di Callejon per creare maggiore densità sulle fasce eventualmente da sfruttare attraverso i lanci di Chiriches. Una mossa che, però, non ha dato i suoi frutti anche perché a centrocampo la squadra ha sofferto tanto per l’apatia di Zielinski e gli errori di Fabian Ruiz. Insomma non il massimo considerato pure come le poche azioni offensive siano state sprecate tra errori grossolani e fuorigioco fischiati a caso dai pessimi assistenti dell’arbitro. Nella ripresa, poi, con l’arretramento di Callejon terzino destro, la squadra è stata addirittura più equilibrata nell’attaccare gli avversari e più imprevedibile, con minacce provenienti da entrambe le fasce; il centrocampo, però, non ha mai aumentato i giri motore e la manovra è spesso risultata farraginosa, senza il giusto apporto dei mediani. Il risultato è stato occasioni offensive dettate dalla giocata del singolo, poi vanificate da errori che sono stati una costante nelle sfide con l’Arsenal. Ancelotti ha provato a cambiare le carte in tavola imbottendo la squadra di calciatori offensivi, ha tolto Insigne – fischiato ingiustamente, essendo tra i meno colpevoli – ma non è arrivato nemmeno il gol della bandiera, quello che almeno avrebbe evitato la sconfitta. Un’eliminazione, quindi, arrivata proprio per l’incapacità del Napoli di giocare alla pari con l’Arsenal, sicuramente una squadra non superiore, capace di prenderne tre dal Rennes negli ottavi; è tutta in questo aspetto la delusione enorme di Ancelotti e del pubblico del San Paolo che aveva chiesto la coppa e sostenuto i suoi eroi fino al fischio finale. La stagione del Napoli, ora, è praticamente finita; c’è solo da blindare il secondo posto per poi tirare le somme e pensare alla prossima stagione, con l’organico da rinforzare in vista della Serie A e della campagna europea. Ancelotti è stato preso per vincere, De Laurentiis si impegni e lavori per consentirgli di farlo. Napoli non chiede altro. Chiosa finale sull’arbitro ed i suoi assistenti; sia chiaro, i partenopei hanno perso l’occasione della semifinale soprattutto nella gara d’andata, ma il fischietto rumeno, stasera, è apparso quantomeno inadeguato. Due fuorigioco dubbi fischiati agli azzurri, un fallo di Kolasinac su Callejon lanciato a rete ed una melina e costante perdita di tempo dei calciatori inglesi lasciata passare senza prendere provvedimenti. Insomma, non ci è sembrata una gran designazione ed invitiamo il Presidente Ceferin ad introdurre quanto prima la VAR a pieno regime; le prove nei maggiori campionati europei (Serie A, Liga e Bundesliga) sono soddisfacenti, così come la sperimentazione in Champions League. Non si può certo negare l’evidenza; la tecnologia deve essere parte integrante del lavoro degli arbitri nelle coppe. Senza, non si può più andare avanti.

Giovanni Spinazzola

19 Aprile 2019 00:16 - Ultimo aggiornamento: 19 Aprile 2019 00:16
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