12 Dicembre 2019 - Aggiornato alle 14:55
SPORT
Napoli-Bologna: 1-2. "Che brutta fine" di Giovanni Spinazzola
01 Dicembre 2019 23:02 —

Al San Paolo è finita tra i fischi, anche sonori del pubblico. Il Napoli non è guarito, anzi, è un malato sempre più grave, in stato comatoso quasi irreversibile. La gara contro il Bologna doveva essere quella delle conferme dopo Liverpool, la prima di un filotto di successi da conquistare per risalire la china in classifica e raggiungere quei bonus concordati con il presidente per mitigare le multe. Ed invece Insigne e compagni hanno collezionato un’altra figura barbina in un campionato stregato ed allucinante. La zona Champions League si allontana sempre più, con la squadra sprofondata a metà classifica e la situazione sta diventando drammatica. Al campionario delle prove allucinanti si è aggiunta, stavolta, quella del vantaggio con tanto di rimonta subita; un inedito che non poteva certo mancare nella galleria degli orrori cui la squadra sta sottoponendo i tifosi giornata dopo giornata. Crisi nera, nerissima per gli azzurri che hanno dimenticato come si vince e come si gioca a calcio. Tutti sulla graticola, ad iniziare dal tecnico. Non hanno convinto alcune sue scelte; la sostituzione di Elmas dopo un’ora di gioco è sembrata ai più affrettata, perché ha tolto al Napoli l’unico calciatore – in assenza di Allan – in grado di dare un po’ di equilibrio al centrocampo. Da lì in poi sono rimasti al centro solo Zielinski e Fabian Ruiz, tutto fuorché recuperatori di palloni, per una linea mediana squilibrata ed offensiva, considerata la presenza di Lozano ed Insigne sugli esterni. In pratica il Napoli ha consegnato la zona nevralgica del campo al Bologna, con il gioco diventato sempre più latitante fin quasi a scomparire. Una prova amorfa, un gioco farraginoso e prevedibile, spesso incentrato sull’orizzontale anziché sul verticale, con qualche tempo di gioco di troppo soprattutto quando la palla passa ai centrocampisti. Spesso, quindi, si è puntato tutto sulla giocata personale, la più utilizzata soprattutto da Insigne, molto egoista in più di un’occasione. Eppure il capitano è stato tra i migliori, insieme a Koulibaly e Llorente, con il Navarro che ha segnato due gol (uno annullato per fuorigioco) e lottato contro tutta la difesa bolognese. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum dicevano gli antichi latini ed il Napoli sta ormai perseverando da troppo tempo, da oltre un mese. Anche la bolognese è finita sullo stomaco dei tifosi azzurri in una domenica pomeriggio le cui premesse erano bel altre; tutti sulla graticola, ora, dirigenza, allenatore e squadra e siamo già da un po’ all’ultima spiaggia. Sabato contro l’Udinese ed in Champions League contro il Genk potrebbe esserci il classico punto di non ritorno.

01 Dicembre 2019 23:02 - Ultimo aggiornamento: 01 Dicembre 2019 23:02
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