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NAPOLI-CHIEVO: Gli azzurri si inceppano contro l'ultima in classifica. Sempre più evidente la mancanza di un bomber di razza
25 Novembre 2018 18:20 —

Il Napoli si ferma contro il Chievo Verona, impatta ancora una volta in casa – la seconda volta nelle ultime tre giornate disputate al San Paolo – ed inizia ad alzare bandiera bianca nella lotta allo scudetto. Per competere con la Juve non si deve sbagliare un colpo, ed invece gli azzurri commettono un altro passo falso, stavolta contro un avversario che più abbordabile non si può. Già, ma com’è possibile pareggiare contro l’ultima in classifica? Com’è possibile non riuscire a segnare nemmeno una rete alla difesa più battuta d’Italia? Domande che, naturalmente, mettono in stato d’accusa la produzione offensiva e l’attacco della squadra. Ed in effetti è proprio quel reparto che non ha funzionato a dovere, che si è inceppato in maniera irrimediabile in 90 minuti che possono aver decretato la chiusura con largo anticipo della nostra Serie A. Agli azzurri manca un bomber, è cosa nota, però è un’assenza che inizia a diventare pesante, pesantissima, perché quasi si è costretti ogni giorno, ad ogni gara, a rimpiangere un centravanti in grado di garantire gol a grappoli e soluzioni di gioco diverse da quelle già prospettate. Ormai si è ai livelli del fidanzatino, al suo primo grande amore, lasciato dalla ragazza; non si ascoltano le canzoni struggenti dei grandi artisti della musica italiana (in questo caso vedere i gol dei bomber del passato su internet), ma qualche tifoso più esagitato potrebbe anche incorrere in ictus oppure in livelli anomali della pressione sanguigna. Lo 0-0 contro il Chievo non è certo una sconfitta, ma può essere definito come risultato negativo, un grave incidente di percorso per una squadra che mira al titolo. Sgombriamo subito il campo dagli equivoci, anche per togliere alibi agli azzurri; la direzione di gara di Chiffi ha lasciato decisamente perplessi, al Napoli manca un rigore – spinta evidente di Obi su Callejon nel primo tempo – ed un altro è quantomeno dubbio (braccio largo di Rossettini su Milik). Errori evidenti, che pongono nuovi dubbi sul VAR a pochi giorni dall’incontro AIA-allenatori sulla tecnologia. Detto ciò, il Napoli non può permettersi il lusso di non segnare. Il palo pieno centrato da Insigne nell’ultimo quarto d’ora di match è stata l’occasione più nitida degli azzurri, la rovesciata di Koulibaly in area la seconda palla gol in una gara che ha visto la squadra calciare un numero imprecisato e quasi illimitato di calci d’angolo, tutti ovviamente, senza alcun fine. È mancato sicuramente Zielinski, un calciatore spento e completamente da ritrovare; il polacco non è più decisivo, gioca a tratti e la sua produzione offensiva è pari allo zero, ma anche Mertens ed Insigne non sono riusciti a dare la svolta alla gara. Palo a parte, il capitano non è riuscito ad essere incisivo dalle parti di Sorrentino, con leziosismi a volte addirittura superflui; stesso dicasi di Dries, con il belga che non ha i movimenti del centravanti vero, al pari di Lorenzo. Attaccare la profondità e l’istinto del killer non sono le qualità migliori dei due “piccoletti”, dovrebbero essere quelle di Milik ma Arek è sembrato un fantasma. Il polacco, inserito per l’ultima mezz’ora di gioco, ha dato centimetri e chili ma solo sulla carta. Non ha dato la scossa ma, soprattutto, non è riuscito ad aiutare la squadra provando a scardinare la difesa clivense, più solida del muro che vorrebbe costruire Trump sul confine USA-Messico. Imbarazzante a tratti la pochezza offensiva del Napoli, così come l’apporto di Zielinski ed è chiaro che, senza i guizzi di Mertens ed Insigne, trattasi di una squadra monca, non all’altezza. I due formano la migliore coppia-gol della Serie A ma è innegabile – era lo stesso problema dello scorso anno – come un bomber capace di buttarla dentro in ogni modo serva eccome; il sogno Cavani ritorna a fasi alterne, ma uno del suo spessore è diventato indispensabile.

Giovanni Spinazzola

25 Novembre 2018 18:20 - Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2018 18:20
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