16 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 01:03
SPORT
NAPOLI-CHIEVO: L'editoriale di Giovanni Spinazzola
08 Aprile 2018 21:02 —

Al minuto 88 le speranze scudetto si erano definitivamente – o quasi – chiuse, il Napoli aveva abdicato ed a Torino avevano già messo in ghiaccio le bottiglie di spumante (a quelle latitudini ci piace immaginare un Millesimato d’Antan 2015) per il settimo titolo consecutivo. Azzurri in versione Babbo Natale, beneficenza a tutti e quindi punti regalati prima al Sassuolo e poi al Chievo. Le partite, però, terminano quando arbitro fischia, prendendo in prestito e modificando leggermente un vecchio detto dell’indimenticato Vujadin Boskov. I partenopei, quindi, si son dati una regolata, hanno caricato a testa bassa spingendo a più non posso sull’acceleratore, anche ribellandosi ad un risultato che proprio non poteva essere accettato. E così gli ultimi cinque minuti di gara si sono trasformati in una corrida, passando dalle stalle alle stelle per un’apoteosi finale più che meritata. Un finale thrilling in cui è stato determinante Arek Milik, il calciatore mancato alla stregua di Ghoulam in questa stagione. L’attaccante polacco – proprio come a Reggio Emilia – ha spaccato la partita, messo a soqquadro la difesa clivense, mandata letteralmente a ferro e fuoco l’area di rigore avversaria; un gol, quello dell’1-1 momentaneo all’89’, una traversa ed una voglia matta di tornare ad essere decisivo sul campo da calcio, motivo per cui il Napoli l’ha prelevato dall’Ajax e portato all’ombra del Vesuvio quasi due stagioni fa. L’eroe del pomeriggio, però, è un altro ragazzo, capace di prendersi le copertine e dividerle con Arek; stiamo parlando di Amadou Diawara, centrocampista classe ’97 rispolverato dalla naftalina dopo un lungo interregno di Jorginho in quella zona di campo. Il ragazzo ex Bologna, dopo una gara vissuta anche in difficoltà, con qualche passaggio errato di troppo, al 93’ ha estratto il coniglio dal cilindro. Calcio d’angolo, spizzata verso il 42 libero in area; stop e tiro a giro a scavalcare Sorrentino – fin lì capace di prendere anche le mosche ed il rigore calciato da Mertens - per un gol fantastico e pesantissimo, il primo della sua carriera in Serie A. Una rete pesantissima, che ha regalato i tre punti al Napoli e tenuto aperto il campionato per la lotta scudetto. Insomma, ha scelto proprio il momento più adatto per regalarsi la gioia della rete. La vittoria, però, non può certo cancellare tutti gli aspetti negativi messi in mostra dalla squadra. In primis i troppi errori sotto porta; il calcio è un gioco semplice. Vince, infatti, chi realizza più gol. Ebbene, se il Napoli continua a sbagliare miliardi di occasioni sotto porta – stavolta addirittura un rigore – difficilmente, poi, si può ipotizzare di conquistare il bottino pieno. Gli errori, poi, sono anche in fase di costruzione del gioco; passaggi sbagliati, amnesie evitabili con una manovra lenta e prevedibile e la sofferenza più che prevedibile derivante dall’affrontare squadre chiuse ermeticamente in difesa. Insomma, si tratta di situazione da migliorare, perché ormai il campionato è in dirittura d’arrivo e sono sette le gare che mancano al termine. La sfida con la Juve è ormai alle porte, ed i bianconeri non regalano tante occasioni per poter far gol; una piccola contromisura potrebbe essere l’utilizzo dal 1’ di Milik, l’uomo più in forma del Napoli. E’ arrivato il momento che Arek trascini la squadra; ha già dimostrato di saperlo fare, non resta che dargli fiducia.

08 Aprile 2018 21:02 - Ultimo aggiornamento: 08 Aprile 2018 21:02
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