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SPORT
NAPOLI-JUVENTUS: Scudetto, messa la parola fine
03 Marzo 2019 23:06 —

Napoli-Juventus finisce con la vittoria dei bianconeri che mette la parola fine sulla questione scudetto. La partita, però, deve essere analizzata al di là del risultato, decisamente bugiardo. In campo, infatti, si è visto un Napoli coriaceo, a tratti dominatore assoluto, con la Juventus rintanata quasi al limite della sua area di rigore a proteggere il vantaggio. Se, dunque, il risultato penalizza oltremodo la squadra di Carlo Ancelotti, non si può non essere contenti per quanto visto stasera, con il pubblico del San Paolo che, infatti, ha applaudito i ragazzi in azzurro a fine gara, rispolverando “un giorno all’improvviso”. Certo, poteva finire diversamente, se solo Insigne avesse segnato il rigore concesso da Rocchi – dopo consulto VAR - per evidente fallo di mani di Alex Sandro, poi ammonito; ed invece il capitano ha centrato il palo, il terzo legno di una serata maledetta e stregata, iniziata con il rosso a Meret per fallo (forse) su Ronaldo lanciato a rete. L’arbitro non ha avuto dubbi; espulsione per il portierino azzurro e punizione poi segnata da Pjanic. Doppia beffa, anche perché – dopo aver rivisto mille volte le immagini – non siamo ancora sicuri se il portoghese abbia fatto simulazione. Il tutto, però, è nato da un retropassaggio suicida di Malcuit verso il suo portiere; una delle amnesie del terzino francese che provocano danni irreparabili. Anche a Parma gli è capitato, con il tocco da rigore poi non concesso per un fallo precedente su Callejon; stavolta gli è andata male, a lui ed al Napoli. Dovrà migliorare decisamente su quest’aspetto, perché i partenopei hanno bisogno di un cursore di fascia affidabile al 100%. Eppure anche sotto di un uomo, il Napoli ha reagito, centrando subito il palo con Zielinski; stavolta San Gennaro e San Paolo non hanno certo aiutato la squadra di casa, arrivata a 20 legni stagionali, un record in Europa. Juve fortunata e ridotta alla più classica delle provinciali nella ripresa; rimasta in 10 per il rosso a Pjanic, la squadra bianconera si è chiusa davanti al suo portiere, quasi a voler ammettere la supremazia azzurra. Fabian Ruiz ha giganteggiato a centrocampo, Zielinski ha alzato i giri del suo motore ed Allan ha iniziato a correre ovunque, in ogni centimetro quadrato del rettangolo di verde; il San Paolo si è infiammato, Callejon ha accorciato le distanze e Fuorigrotta è diventata un catino bollente. Davvero un bello spettacolo, che sarebbe dovuto finire con il premio di un punto almeno; ed invece nessuna gioia per una formazione che – stasera – ha completamente annullato l’attuale gap in classifica. Se l’è giocata alla pari il Napoli, ha messo sotto l’avversario (Ronaldo chi?) ed ha dimostrato di poter chiudere al secondo posto a mani basse questo campionato per poi dare l’assalto al prossimo. I grandi nomi sono buoni solo per la carta, perché questa squadra ha il collettivo ed il gioco dalla sua; con il maestro Ancelotti in panchina l’Europa League deve essere un obiettivo più che concreto, perché decisamente alla portata. Giovedì arriverà al San Paolo il Salisburgo; subito un ostacolo da superare senza problemi per rispondere subito alla sfortuna di stasera; bisognerà vincere ed ipotecare il passaggio del turno. Missione possibile.

Giovanni Spinazzola

03 Marzo 2019 23:06 - Ultimo aggiornamento: 03 Marzo 2019 23:06
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