27 Febbraio 2020 - Aggiornato alle 18:03
SPORT
Napoli-Lecce: 2-3. Gli azzurri non girano ma l'arbitro è da squalificare
09 Febbraio 2020 18:32 — Rimonta la polemica sulle regole del Var. La Società: "Non possiamo accettare questi comportamenti".

Il Napoli ripiomba nel suo incubo, nei suoi errori e nel passato che sembrava alle spalle e, quindi, cancellato. La terza vittoria consecutiva resta una chimera in questo campionato per i partenopei che non riescono proprio a tirarsi fuori dai problemi di un’annata nera e da dimenticare, sperando solo che possa finire il più presto possibile, nonostante si sia appena a febbraio. Il quarto posto, oggi, è definitivamente sfumato; era una gara fondamentale quella contro il Lecce, da vincere a tutti i costi per tenere il passo dell’Atalanta ed accorciare sulla Roma ad una settimana dallo scontro diretto tra orobici e giallorossi. Ed invece gli azzurri restano lì nel guado, perché il freno a mano è stato alzato nuovamente. Una brutta prestazione, proprio quando era necessario mettere il piede sull’acceleratore a tavoletta, per mettere paura agli avversari e gridare all’Italia intera di essere ritornati. Invece si è vista una squadra molle, in difficoltà fisicamente contro gli avversari che correvano il doppio e, soprattutto, vincevano quasi ogni contrasto a centrocampo, vista anche la poca solidità di Zielinski, sempre più discontinuo. Gli errori hanno pesato tantissimo, perché la squadra ha anche creato un gioco apprezzabile, chiudendo per larghi tratti del match il Lecce nella sua area, ma senza concretizzare, come da atavico problema. Milik ha segnato ma ha sbagliato tre occasioni nitide, Insigne ha spesso giocato in solitaria ed ha sulla coscienza il tiro sparato su Vigorito del possibile 2-1. Se in attacco, quindi, si sono visti errori da matita blu, in difesa è andato in scena il festival dell’orrore. I primi due gol salentini sono stati letteralmente regalati dagli azzurri, in crescente rossiniano di topiche ed incertezze. La prima di Koulibaly dopo l’infortunio non è stata certa fortunata, perché il senegalese con Mario Rui ed Ospina (corta la sua respinta) hanno sulla coscienza il primo gol degli avversari ed il portiere è apparso in ritardo sul raddoppio di Lapadula, marcato malissimo da D Lorenzo, tornato nel suo ruolo. Il pacchetto centrale, quindi, decisamente deludente, come tutta la squadra per almeno due passi indietro rispetto alle ultime uscite. Ora c’è solo la possibilità di riscattarsi contro l’Inter nella semifinale d’andata di Coppa Italia e riprendere a marciare in campionato già dal prossimo turno, con il Napoli di scena a Cagliari; se la Champions League è, infatti, utopia, che almeno si conquisti l’Europa League. Chiusura doverosa, però, dedicata all’arbitro Giua. Ci piacerebbe tanto sapere cos’ha visto in occasione della simulazione fischiata a Milik. L’attaccante polacco è agganciato nettamente in area, cade a terra e viene ammonito. Il consulto al VAR è lungo, probabilmente gli viene spiegato come vi sia il tocco; il fischietto, però, errando vistosamente, è rimasto sulle sue posizioni negando un rigore solare agli azzurri, sul risultato di 2-1. Non è certo la prima volta per gli azzurri in stagione, per una situazione che ha decisamente stancato. Rizzoli, il designatore, vieta agli arbitri di spiegare le decisioni in campo ma questa di Giua resterà un vero e proprio mistero. Un rigore negato e la punizione che poi Mancosu trasforma nel 3-1 da non assegnare per evidente fallo ai danni di due calciatori azzurri nell’altra metà campo. Il Napoli ha meritato di perdere, ma gli episodi decidono le partite e stasera Giua ha decisamente toppato. Sicuramente non sarà malafede, ma allora resta l’incapacità come altra opzione….. 

09 Febbraio 2020 18:32 - Ultimo aggiornamento: 09 Febbraio 2020 18:32
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