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SPORT
Napoli-Roma: Un'occasione persa
28 Ottobre 2018 23:52 —

Due punti persi oppure uno guadagnato? È senza dubbio la domanda che deve attanagliare il tifoso ma anche lo stesso Carlo Ancelotti al termine di Napoli-Roma, una sfida terminata 1-1 con le reti di El Shaarawy e Mertens. Ebbene, considerato l’andamento del match, non abbiamo dubbi; si tratta di due punti buttati, un’occasione persa dal Napoli per rispondere presente all’appello della Juve e restare a -4 nonostante l’impegno più difficile. I giallorossi sono ormai una sorta di tabù per la squadra azzurra; almeno, rispetto alle ultime due stagioni, non è arrivata una sconfitta, evitata al 90’ da Dries Mertens, ad una rete da Antonio Careca nella classifica dei marcatori all-time della storia azzurra. Una gara strana, quella del San Paolo, con una sorta di dominio totale degli uomini di Carlo Ancelotti, imprecisi e spreconi più del solito negli ultimi 16 metri. Tanti, tantissimi gli errori sotto porta, in una partita che poteva confermare i passi in avanti della formazione napoletana compiuti nelle ultime settimane; ed invece sembra essere tornati indietro di qualche settimana, se non mese, con Insigne e compagni incapaci di bucare una difesa sì forte, ma di certo non un bunker impenetrabile. Calci d’angolo come se piovesse, una miriade di fuorigioco da parte degli avanti azzurri ed un Lorenzo Insigne mai così abulico dall’arrivo di Re Carlo in panchina; un campionario davvero variegato che ha sicuramente mandato fuori di testa anche il più pacato dei tifosi. Il gol incassato, poi, è stato un gentile omaggio di benvenuto da un reparto difensivo decisamente molto più somigliante ad un presepe natalizio che a quello della formazione seconda in classifica in Serie A; e meno male che Albiol era lì sulla linea a mo’ di ultimo baluardo, salvando i suoi da un doppio svantaggio quasi inconcepibile. Tanto possesso palla, reazione veemente, quasi furibonda al gol subìto con il pallottoliere a contare le numerose occasioni da rete create e, al contempo, mandate alle ortiche. Un Milik ritardatario più della metropolitana collinare di Napoli, capace di arrivare sempre un pelo dopo su ogni pallone proveniente da destra, sinistra o centro, ed un Insigne sprecone hanno mandato di traverso la cena a molti tifosi ed elevato Olsen e Manolas – un portiere mediocre ed un difensore appena discreto – a baluardi insormontabili, manco fossero le mura di Troia. È stato necessario il cavallo Dries, mandato in campo da un Ancelotti in versione Ulisse per evitare almeno la sconfitta, quella si ingenerosa ed immeritata. Il belga ha infilzato lo svedese e la Roma con una cannonata mandando in visibilio il San Paolo accreditato di 30mila tifosi. Il tempo, però, a quel punto, ha giocato un brutto scherzo agli azzurri, che pure avevano segnato in precedenza altre due reti, entrambe annullate per fuorigioco, giusto. Un po’ meno corretta è apparsa la decisione di non fischiare il rigore per gli azzurri su un fallo che a molti ha ricordato lo scontro Bennacer-Dybala di sabato; inutile ricordare com’è finita ad Empoli, ma a Fuorigrotta non è stato adottato lo stesso metro di giudizio. Chissà, forse la VAR, inizialmente out, poi ripristinata all’11’ di gioco, avrà funzionato ad intermittenza, con l’arbitro Massa che ha lasciato perplessi in alcune sue decisioni a dir poco opinabili. Inutile, però, piangere sul latto versato; la squadra non è riuscita ad esprimere il suo calcio, bello ed efficace, con alcuni uomini chiave apparsi sottotono, Koulibaly ed Allan su tutti, fino a Lorenzo, un po’ meno Magnifico stavolta. Ancelotti, ora, avrà quasi una settimana intera per preparare la sfida di venerdì; ci sarà al San Paolo l’Empoli di Andreazzoli, reduce da un’ottima partita contro la Juve ma da zero punti guadagnati. Non si potrà più sbagliare, perché il -6 dalla testa della classifica è già un fardello pesante da non aggravare ulteriormente; il campionato, ora, regala qualche gara un po’ più semplice per gli azzurri ed impegni più complessi per i bianconeri. Bisognerà approfittare di ogni passo falso, senza, chiaramente, commetterne; solo così gli azzurri potranno sperare di lottare per qualcosa d’importante. Empoli, poi il PSG sempre a Fuorigrotta; il futuro del Napoli passa dalle mura amiche del San Paolo, quelle che non tradiscono.  

Giovanni Spinazzola 

28 Ottobre 2018 23:52 - Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre 2018 23:52
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