26 Gennaio 2022 - Aggiornato alle 11:33
SPORT
Napoli-Spezia: 0-1. "Corto circuito al Maradona" di Giovanni Spinazzola
22 Dicembre 2021 23:24 —

Dr. Jekyll e Mr. Hide. O, se preferite la mitologia greca, Penelope, figlia di Icario nell’Odissea. Il Napoli fa e disfa, proprio come l’amata di Ulisse con la sua tela, è una squadra bipolare che ha smarrito la continuità della prima parte di stagione. Vive di grandi nottate, come quella di Milano appena tre giorni fa (non sei mesi) ma anche di tonfi improbabili contro le candidate alla retrocessione della Serie A. Terza sconfitta consecutiva in casa, seconda contro una formazione largamente più debole, contro una delle cosiddette “piccole” e non ci sono certo scusanti per quanto visto al Maradona. La sfortuna di un autogol, certo, quella della traversa nel finale, vero, ma anche una serie infinita di errori, assolutamente inaccettabili per una formazione che sogna lo scudetto. Con queste premesse, è bene cancellare il tutto con un colpo di spugna, riporre nel cassetto i voli pindarici e concentrarsi sull’obiettivo minimo stagionale, il quarto posto che è ampiamente alla portata del gruppo azzurro. In 90’ gettato tutto nella pattumiera quanto di bello e buono eseguito a Milano; le assenze nella rosa azzurra non sono certo giustificabili, anche perché la formazione scesa in campo era ampiamente in grado di poter fare un solo boccone dello Spezia. Squadra, quella ligure, al quartultimo posto, arrivata al Maradona con due punti conquistati nelle precedenti quattro gare ed un Thiago Motta ad un passo dall’esonero. Ed invece il Napoli, in versione Babbo Natale, ha pensato bene di elargire questo dono inaspettato, mandando di traverso ai tanti milioni di napoletani nel mondo vongole ed insalata di rinforzo, capitone e struffoli, fino ai roccocò. Un vero e proprio scempio quello visto nell’impianto di Fuorigrotta, con nessun leader a caricarsi la squadra sulle spalle. Un primo tempo ben al di sotto delle aspettative quello del Napoli, confusionario ed approssimativo, con una manovra inaspettatamente farraginosa e poca lucidità; una ripresa vissuta di fiammate, di ottimi 20’ iniziali e poi di azioni individuali, con Lozano che a porta vuota ha incredibilmente buttato via il gol del pareggio. Sì, proprio lui, il calciatore che ambisce ai “top club” ma offre prestazioni da Serie B. Inaccettabile, così come l’essere a sette punti dall’Inter, quando fino al Verona le sette lunghezze di vantaggio erano degli azzurri. La sosta natalizia arriva, forse, nel momento opportuno, anche se gennaio priverà Spalletti di Koulibaly, Anguissa, Ounas ed Osimhen per l’insensata idea della Coppa d’Africa da disputare nel continente con il minor numero percentuale di vaccinati in piena pandemia. Il tecnico dovrà lavorare – e bene – sulla squadra, a partire dalla mentalità; gli azzurri avevano illuso tutti con l’avvio sprint di inizio stagione, ma il gruppo è ben lontano da quella mentalità vincente tanto agognata quanto necessaria. Il lavoro quotidiano e certosino è la madre di tutti i problemi, sia mentale che fisico, perché alla ripresa, nel giorno dell’Epifania, si volerà a Torino a sfidare la Juve. Servirà iniziare il 2022 con il piede giusto, perché il tempo dei doni è già finito.

22 Dicembre 2021 23:24 - Ultimo aggiornamento: 22 Dicembre 2021 23:24
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