23 Maggio 2018 - Aggiornato alle 20:38
CRONACA
Napoli: A Scampia un’economia di (R)esistenza. Incontro dibattito al Dipartimento di Economia della Federico II 
02 Maggio 2018 23:38 —

Oggi pomeriggio è stata una voce diversa dal solito a riempire le aule del Dipartimento di Economia della Federico II, quella di Ciro Corona, socio e fondatore della Cooperativa Sociale (R)esistenza, che dal 2008 si muove a Scampia per la riappropriazione del territorio. L’incontro è stato organizzato nell’ambito dei laboratori NEXT (Nuova Economia X Tutti) e LEMIC (Laboratorio di Economia e Management delle Imprese Criminali) coordinati rispettivamente dai docenti Renato Briganti e Roberto Vona. Una testimonianza che permette di allargare lo sguardo verso nuovi fronti dell’economia, non solo diversi, ma abbastanza solidi e forti da opporsi ad altre economie illegali. Ciro ci racconta che “se nasci a Scampia o prendi il passaporto dell’onestà e te ne parti, o ti adegui alle dinamiche del territorio.” Ma forse una terza strada c’è e la sua cooperativa ne è una dimostrazione. (R)esistenza al giorno d’oggi è un movimento conosciuto e sostenuto sia al Sud che a livello nazionale. Forse alcuni ricorderanno le foto che hanno fatto il giro del web, con il “battesimo” delle tombe scavate con l’intento di inibire le attività virtuose sul territorio, ma la strada è stata lunga, e come si può immaginare, non semplice, una strada di vera e propria Resistenza. Ciro ed altri volontari si sono mossi per lungo tempo sul territorio con un progetto di recupero, prendendo e trascinando a scuola ragazzini, figli di carcerati. Così, in un quartiere che ancora oggi registra un tasso di disoccupazione pari al 75%, gli stessi ragazzini hanno cominciato ad aspettarli con lo zaino in spalla, restituendo una speranza ai genitori. Nel 2012, trasformandosi da Associazione a Cooperativa, hanno cominciato a gestire un terreno tra Scampia e Chiaiano, il Fondo Rustico Amato Lamberti, confiscato nel 2001 e rimasto inattivo per più di dieci anni. Seguendo principi dell’agricoltura sociale, ovvero impiegando la manodopera di detenuti con contratti regolari, il fondo oggi produce miele, confetture, birra artigianale e vino, una Falanghina Doc dei Campi Flegrei (primo vino nato da un bene confiscato) e la produzione si allargherà anche ai pomodori. Difronte a minacce, intimidazioni, danni economici, la posizione di (R)esistenza è stata irremovibile, un vero e proprio fronte battagliero.I cancelli sono stati aperti, più di 500 persone sono state accolte per una Pasquetta gratuita con brace e vino, una volta sottratte le attrezzature con più di 50000 euro di danni sono state utilizzate persino le forbici da cartoleria pur di continuare a lavorare, fino alla risposta più forte: le foto che hanno fatto il giro del web. Nonostante la paura avesse preso il sopravvento, non ci si poteva tirare indietro dopo il protocollo siglato con il Dipartimento di Giustizia Minorile e la speranza offerta ai ragazzi di un futuro diverso. Una testimonianza di forza e coraggio, ma anche di un’economia diversa, volano di sviluppo, ache risolleva il territorio e le sorti di chi lo abita. Come afferma Ciro “La collaborazione dei contadini nei dintorni è la dimostrazione che si è creato un circolo virtuoso dalla parte del giusto.”

Lea Cicellyn

02 Maggio 2018 23:38 - Ultimo aggiornamento: 02 Maggio 2018 23:38
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