16 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 09:56
SPORT
Napoli: A Torino prova di forza e di orgoglio. Ora occorre il bis
24 Settembre 2018 12:21 —

È iniziata nel migliore dei modi la settimana che porterà a Juventus-Napoli, alla sfida dello Stadium, al big match del campionato. Il Napoli, in attesa di quella bianconera, ha espugnato la Torino granata con una prova di forza, d’orgoglio, mettendo in mostra supremazia e voglia di vincere senza lasciare scampo all’avversario. Un Napoli bello per gli occhi, una squadra finalmente convincente con produzione e regia di Carlo Ancelotti. Il tecnico aveva chiesto sette-otto giornate per vedere il suo primo Napoli; ebbene, ha rispettato le attese, addirittura anticipando i tempi, perché alla quinta si palesò la Grande Bellezza. Azzurri in campo con il 4-2-3-1 e dentro tutte le punte, eccetto Milik tenuto a riposo dopo le fatiche di Champions League ed Ounas affaticato e lasciato a Napoli. Callejon, Mertens e Verdi – rispolverato dopo un debutto poco convincente – alle spalle di Insigne punta, un’altra invenzione di Re Carlo che sta producendo i suoi frutti. Davanti alla difesa, invece, accanto ad Hamsik si è piazzato Rog, con Luperto terzino sinistro al posto di Mario Rui per un turn over costante e mirato, quasi scientifico, per avere tutti gli uomini con lo stesso minutaggio. Nei primi 20’ si è visto un Napoli a tratti spettacolare, con giocate a due tocchi e verticalizzazioni a puntare verso la porta avversaria; al 4’ era già vantaggio con Insigne, al 20’ raddoppio con Verdi – azione da applausi – ed il primo tempo, finito 2-0, poteva chiudersi anche con quattro-cinque reti di scarto. Nella ripresa, poi, la squadra ha gestito abbassando i ritmi e sfruttando il possesso palla, anche orizzontale, per correre il meno possibile e, contestualmente, ridurre lo spreco di energie; il rigurgito d’orgoglio del Torino – in rete con Belotti su rigore, procurato da un fallo di Luperto – è stato spento dalla doppietta personale di Lorenzo il Magnifico il quale, indirettamente, ha spedito un messaggio anche a Mancini. Altro che esterno in un tridente; se il 24 viene sgravato da compiti di copertura può giocare in qualsiasi posizione dell’attacco. Il CT prenda nota e ringrazi Carletto, il primo – con il suo acume tattico – a capirne le potenzialità. La squadra, ora, sbocciata come un fiore a primavera, deve solo limare alcuni dettagli; Ancelotti ne è cosciente e sta lavorando in questa direzione, conscio di come i ragazzi giochino meglio senza regista, in attesa che Hamsik diventi padrone del ruolo; il 4-2-3-1, al momento, dev’essere il modulo di base di una squadra che ormai ha nel suo dna i geni del camaleonte. Non è un caso, infatti, come il Napoli abbia chiuso la gara con il 4-4-2 in cui Callejon si è dimostrato ancora una volta imprescindibile e fondamentale. Se Insigne è stato il man of the match, il mattatore assoluto, non si può non elogiare lo spagnolo ma anche Verdi e Mertens. Il primo si è sbloccato ed ha mostrato di essere utile e pericoloso in proiezione offensiva; deve solo migliorare in copertura, mentre il secondo si è trasformato da bomber in assistman, lavorando a tutto campo con e per i compagni. Piccole menzioni anche per Luperto e Rog; il terzino, al debutto dal 1’ peraltro in un ruolo non suo, se l’è cavata egregiamente. Il fallo da rigore, evitabilissimo, è una pecca d’esperienza, ma è da applausi l’intervento difensivo qualche minuto dopo a salvare un gol già fatto. Il croato, invece, non ha fatto rimpiangere Allan dimostrando di poter essere una valida alternativa, in grado di dare il suo contributo quando chiamato in causa. Torino, però, è già un ricordo; in attesa di ritornare in Piemonte e sfidare stavolta la Juve, c’è il Parma mercoledì al San Paolo. Vincere è fondamentale per arrivare allo scontro diretto con tre punti di distanza e tenere nel mirino i bianconeri. I fucili da cecchino sono già pronti, devono essere solo armati. 

Giovanni Spinazzola 

24 Settembre 2018 12:21 - Ultimo aggiornamento: 24 Settembre 2018 12:21
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