26 Giugno 2019 - Aggiornato alle 07:42
SPORT
Napoli: Anche al Dall'Ara "bello e impossibile"
26 Maggio 2019 00:21 —

Il campionato del Napoli termina con una sconfitta e, con essa, svanisce anche la possibilità di chiudere a quota 82, come nel primo anno di Sarri. Niente quota 80, quindi, con i partenopei che si fermano a quota 79 dopo un torneo in cui non sono mancati i passi falsi, dove il rammarico per quel che poteva essere e non è stato è tangibile e forte nelle menti dei tifosi. Anche al Dall’Ara tanti i punti negativi, le situazioni da limare e correggere in vista della prossima stagione, ad iniziare dalla scarsa concretezza sotto porta. Il Napoli produce tanto, tantissimo, ma non riesce a capitalizzare come meriterebbe, tra errori addirittura marchiani e difetto di mira non più tollerabile a questi livelli. Stasera la squadra ha mostrato un gioco davvero apprezzabile in fase di possesso, con un 4-2-3-1 e la batteria formata da Verdi, Younes ed Insigne a supportare l’unica punta Milik; una soluzione che potrà tornare utile anche in vista della prossima annata, magari con qualche interprete differente, ascoltando radio mercato. La mancanza di cinismo, dicevamo, un difetto che accompagna il Napoli da almeno quattro stagioni; bello ed impossibile, quasi dannato, naif all’ultimo atto dopo una produzione offensiva condita da scambi e giocate d’alta scuola, con la tecnica a farla da padrona. E poi? Il buio assoluto, la spina staccata, in una sorta di vorrei ma non posso. Ancelotti dovrà lavorare molto su questo aspetto e sulla copertura difensiva; in questa stagione abbiamo visto errori di distrazione da matita blu, da censura. Marcature saltate, palloni sanguinosi persi a centrocampo ad innescare contropiedi devastanti; oltre il 70% delle reti incassate il Napoli le ha quasi regalate. Una squadra che ha come obiettivo il voler vincere un trofeo importante, non può certo lasciarsi andare in errori del genere. Anche perché diventa una combo allucinante l’unire la svagatezza difensiva e la pochezza offensiva. Non può certo nascere qualcosa di buono. Dovranno crescere alcuni elementi, come Malcuit, Luperto e Younes ed assumersi maggiori responsabilità i big, ad iniziare da Mertens – sempre più leader del Napoli – ed Insigne fino a Milik, apparso in ombra in questo finale di stagione. I presupposti ci sono, a luglio si dovrà iniziare a lavorare seriamente per il grande obiettivo, con una squadra – si spera – più completa di quella attuale attirando, magari, anche un po’ più di fortuna. Eh sì, perché è arrivato l’ennesimo palo, centrato da Zielinski, per un record davvero impressionante nei cinque maggiori campionati europei. Anche questa è una chiave di lettura dell’annata degli azzurri.

Giovanni Spinazzola

26 Maggio 2019 00:21 - Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2019 00:21
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