19 Gennaio 2018 - Aggiornato alle 20:10
CRONACA
Napoli: Barano d’Ischia, sequestrati per abusi alcune strutture balneari ai Maronti
11 Gennaio 2018 15:06 —

In data odierna, Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Ischia, in esecuzione di decreti di sequestro preventivo emessi dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica, hanno proceduto al sequestro di quattro strutture balneari in località Maronti – Comune di Barano d’Ischia. Altri provvedimenti di sequestro erano stati eseguiti per altre similari strutture nello scorso mese di Novembre. I reati per cui si procede sono quelli relativi all’innovazione ed occupazione abusiva di demanio marittimo. Le indagini, espletate dalla Guardia Costiera e coordinate dalla V^ Sezione reati ambientali della Procura di Napoli sulle strutture balneari site nella Baia dei Maronti, hanno consentito di accertare che le strutture, come evidentemente realizzatasi negli anni, si discostavano ampiamente dai progetti originari che prevedevano la temporanea realizzazione di “bouvette” interamente smontabili, stagionali ed a carattere provvisorio. Le strutture, invece, realizzate con elementi di difficile rimozione, in assenza dei titoli previsti, non venivano smontate al termine della stagione balneare e non presentavano più il carattere della provvisorietà con palese pregiudizio anche per la visuale panoramica della Baia dei Maronti (veniva infatti accertata anche la mancanza dei previsti Nulla-osta della Sovrintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici della Campania nonché dei titoli necessari per il mantenimento delle opere anche nel periodo invernale). Le verifiche hanno consentito di accertate l’occupazione abusiva ed arbitraria di aree appartenenti al demanio marittimo in difformità rispetto a quanto riportato nelle planimetrie delle concessione demaniali marittime rilasciate dal Comune di Barano d’Ischia. I sequestri preventivi si sono resi necessari per evitare che la libera disponibilità dei manufatti e delle aree occupate, potessero consentire la prosecuzione e l’aggravamento delle conseguenze dei reati contestati. Ulteriori accertamenti sono in corso a cura della Guardia Costiera.

11 Gennaio 2018 15:06 - Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2018 15:06
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