25 Agosto 2019 - Aggiornato alle 04:32
CRONACA
Napoli: È bufera sul Cardarelli. Per i furbetti del Cartellino 62 avvisi di garanzia a conclusione delle indagini
18 Luglio 2019 12:36 — Iervolino: "Si conclude un percorso d'indagine avviato quattro anni fa".

Era sotto osservazione da tempo l'orologio marcatempo dell'ospedale Cardarelli con le telecamere nascoste installate dagli uomini della Polizia di Stato del Commissariato Arenella su disposizione della Procura della Repubblica.  Telecamere che hanno immortalato 62 furbetti del cartellino. Tra chi marcava il badge anche un minorenne che, come risultato, operava per conto della madre, dipendente, che in quel momento non era in ospedale. Ora tutti dovranno rispondere di truffa aggravata ai danni dello stato e rischiano di essere licenziati in tronco. Sulla vicenda è intervenuta Anna Iervolino, Commissario dell'Azienda: «Si chiude un percorso d’indagine avviato più di quattro anni fa, ringraziamo la magistratura alla quale questa Azienda assicurerà sempre la massima collaborazione per garantire legalità e trasparenza».«Se ci sono dei comportamenti scorretti è bene che vengano individuati e sanzionati, perché la leggerezza o la mancanza di senso civico di pochi finiscono poi per penalizzare il buon nome e tutta la squadra del Cardarelli, fatta di grandi professionisti e lavoratori instancabili. In questo senso mi sento di ringraziare la magistratura che è sempre, come in questo caso, pronta a raccogliere le segnalazioni che arrivano da questa direzione generale per poi portare luce nelle zone grigie». Gli avvisi di conclusione indagine sono stati notificati in mattinata a 62 dipendenti dell’Azienda ospedaliera per presunte anomalie nell’uso dei vecchi badge marcatempo (già da un anno sostituiti da quelli ad impronte digitali). Si conclude così un percorso di indagini iniziato più di quattro anni fa, sotto la direzione di Ciro Verdoliva (oggi Commissario Straordinario dell’ASL Napoli 1 Centro) e proseguito nel segno di una continuità d’intenti con l’attuale management aziendale. «Il nostro compito come amministratori di questa Azienda – dice Anna Iervolino – èanche quello di vigilare con rigore sul rispetto delle regole e sulla trasparenza di tutto ciò che accade. È quanto ci chiede la nostra coscienza e la nostra professionalità, ed è anche il mandato che con grande forza ci è stato dato dal presidente Vincenzo De Luca». Ed è proprio per dare trasparenza al lavoro dei 3.000 dipendenti del  Cardarelli che a partire dal 2017 il management aziendale ha intrapreso il percorso amministrativo e tecnico per il passaggio ai marcatempo con il rilevamento delle impronte digitali. «Una misura – conclude Iervolino – che è stata accolta di buon grado dalla stragrande maggioranza dei nostri dipendenti, proprio perché consente di eliminare qualsiasi ombra di dubbio sul rigoroso rispetto degli orari di lavoro. Distinguendo chi ci mette l’anima da quanti credono di fare i furbetti». L’Azienda ha già provveduto ad avviare i procedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti coinvolti nell’indagine e si costituirà parte civile nel procedimento penale.

Antonio Pianelli 

18 Luglio 2019 12:36 - Ultimo aggiornamento: 18 Luglio 2019 12:36
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