21 Settembre 2018 - Aggiornato alle 22:20
SPORT
Napoli: "Calciomercato chiuso, tifosi delusi. A Maronn v'accumpagna" di Giovanni Spinazzola
18 Agosto 2018 09:13 — Ferrari in garage per non pagare la benzina.

A Maronn v’’accumpagna. Così il Cardinale Crescenzio Sepe si espresse in quel di Dimaro, nell’ultima domenica di ritiro degli azzurri in Trentino-Alto Adige. Ed effettivamente sarà così, dovrà essere così, perché il Napoli ha chiuso il calciomercato senza colpi, senza top player, senza acuti. Non è arrivato l’attaccante tanto atteso, il colpo da novanta, il classe 1987 che sarebbe servito per disputare una buona Champions League (De Laurentiis dixit). E dunque si dovrà fare di necessità virtù, perché è rimasto il solo Milik centravanti di ruolo e bisognerà accendere solo un cero a San Gennaro e sperare che il Santo Patrono napoletano preservi il polacco anche dai raffreddori; la genialata assoluta è stata cedere Roberto Inglese, l’unica alternativa di ruolo ad Arek, per non ingaggiare nessuno. Il Napoli, dunque, in attacco è rimasto lo stesso dello scorso anno, segnale evidente di come a Castel Volturno e dintorni proprio non si vuole imparare dagli errori commessi. Ancelotti ama l’attaccante classico, prima punta fisica ed il solo ex Ajax ha queste caratteristiche; tutto sulle spalle del classe ’94, quindi, attaccante poderoso ma reduce da due crociati saltati, quindi non proprio il massimo della sicurezza e dell’affidabilità. Fiducia totale nel ragazzo, certo, ma una grande squadra che dovrà lottare su tre fronti, con obiettivi super ambiziosi, ha il dovere di avere alternative di primissimo livello in ogni reparto. I tifosi sognavano Cavani, sarebbe andato bene anche Balotelli, perfino Belotti ma nessuno dei tre ha raggiunto il Vesuvio; addirittura SuperMario costava un’inezia, sarebbe venuto in Campania a piedi ed è stato offerto dal suo agente Mino Raiola a più riprese. Eppure il presidente ha sempre rifiutato, perché non convinto del carattere del ragazzo. “Il top player è Ancelotti”, disse il patron sempre sulle Dolomiti e “il vostro Cavani sono io” in un momento di egocentrismo puro ed assoluto (uno dei tanti a dire la verità). Il tecnico di Reggiolo è sicuramente un lusso per tutta la Serie A, un colpo di livello assoluto ma, ahinoi, non scende in campo; può inventarsi di tutto, ma da bordo campo e comunque deve avere l’ausilio dei giocatori. Acquistare una Ferrari ma tenerla in garage perché non si può pagare la benzina non è mai una mossa molto intelligente ed il paragone calza davvero a pennello. All’ingaggio di Ancelotti andava seguito almeno un to player, un calciatore in grado di dare quel “quid” in più all’interno di un organismo buono, ricco di talento ma evidentemente da rinforzare nonostante i 91 punti della scorsa stagione. Un calciatore gradito al tecnico, uno che potesse anche agevolare i nuovi schemi dell’allenatore che ha dato il suo imprinting alla squadra, in attesa della mentalità vincente, da acquisire un po’ per volta. Mercato a stento sufficiente, quindi; al di là dell’attaccante, infatti, la difesa non è stata rinforzata sulle fasce. È arrivato Malcuit come vice Hysaj, un calciatore molto offensivo ma ancora acerbo dal punto di vista difensivo; il francese è solo destro e, quindi, a sinistra si resterà con il solo Mario Rui, considerato come Ghoulam sarà disponibile solo tra qualche mese. È per questa ragione che è rimasto Sebastiano Luperto, difensore centrale che ben ha figurato sulla corsia mancina. È il gioco degli adattati, in pratica; Mertens falso nueve in caso di necessità, il ragazzo cresciuto nella Primavera a sinistra in caso di emergenza. A centrocampo, invece, partito Jorginho, Ancelotti si è inventato Hamsik in cabina di regia con l’arrivo di Fabian Ruiz, il miglior acquisto estivo insieme a Simone Verdi, lui sì un calciatore capace di dare un po’ di qualità ed incisivo anche sui calci piazzati. Super lusso, invece, in porta; per sostituire Pepe Reina, partito a parametro zero per volontà presidenziale, ne sono arrivati addirittura tre. Alex Meret ed Orestis Karnezis dall’Udinese (il primo dovrà essere il titolare, almeno in campionato ma è attualmente infortunato, mentre il greco fungerà da vice e da chioccia) e David Ospina – in chiusura di mercato – dall’Arsenal. Il colombiano, a questo punto, dovrebbe giocare in Champions League e garantire esperienza internazionale dall’alto delle sue 90 presenze con i Cafeteros. Non può certo bastare, anche perché le avversarie si sono rinforzate con mercati poderosi e di livello assoluto; l’asticella si è alzata ed il Napoli – inevitabilmente – ha perso posizioni nella griglia di partenza della Serie A. In queste condizioni lo scudetto è un’utopia ma sarà complicato anche conquistare la qualificazione alla prossima Champions League ed arrivare quarti. Servirà qualcosa in più di un aiuto divino, magari qualche miracolo. Tutto è ben accetto. 

Giovanni Spinazzola 

18 Agosto 2018 09:13 - Ultimo aggiornamento: 18 Agosto 2018 09:13
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