16 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 10:32
CULTURA&SPETTACOLO
Napoli: Capri, presentata la seconda stagione de I Bastardi di Pizzofalcone
26 Settembre 2018 17:39 — Dopo il successo dello scorso anno, la serie tv prodotta da Rai Fiction con Clemart tratta dai romanzi della serie de I Bastardi di Pizzofalcone di Maurizio de Giovanni editi da Einaudi Stile Libero torna a essere protagonista dell’autunno di Raiuno.

Presentata oggi a Capri nell’ambito del Prix d’ItaliaI Bastardi di Pizzofalcone seconda stagione andrà in onda in prima visione a partire da lunedì 8 ottobre alle 21.25, per 6 serate. La prima puntata sarà in anteprima su Rai Play il 1°ottobre. 

A presentare il nuovo appuntamento di Raiuno, sono arrivati a Capri il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta con il suo vice Francesco Nardella, i produttori Gabriella Buontempo e Massimo Martino di Clemart, il regista Alessandro D’Alatri, l’autore dei romanzi Maurizio de Giovanni, lo sceneggiatore Dido Castelli e il protagonista Alessandro Gassmann, insieme ai colleghi Carolina Crescentini, Tosca d’Aquino, Antonio Folletto, Gianfelice Imparato, Simona Tabasco, Gennaro Silvestro, Gioia Spaziani e Serena Iansiti.

Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction: “I Bastardi di Pizzofalcone appartiene a quello che è il patrimonio più importante e prestigioso di Rai Fiction: quello di una serialità che si fonda su una qualità diffusa, dalla scrittura alla realizzazione, dal lavoro di regia, alla confezione e alla musica. Questa qualità parte da un grande scrittore, che è Maurizio de Giovanni: il suo modo di scrivere ci affascina, ci coinvolge, ci porta dentro i misteri e le incognite di una città bella ed enigmatica come Napoli, e all’interno di psicologie e caratteri che attirano il lettore e quindi lo spettatore, in modo coinvolgente. Oltre ciò, c’è una scrittura ricca e stratificata che il regista Alessandro D’Alatri ha saputo mettere in scena interpretando questo mondo e scavando all’interno dei personaggi e degli ambienti in un modo che valorizza quello che è il dato di partenza della scrittura. E poi c’è una squadra di fuoriclasse: Alessandro Gassmann e Carolina Crescentini e tutti gli attori scelti sono di altissima qualità, così come i personaggi di puntata, che appartengono alla tradizione del teatro napoletano e valorizzano la qualità del prodotto. E poi, ovviamente, c’è anche il dato produttivo: una produzione che si cimenta sulla seconda serie rinnovando e rilanciando il progetto in termini produttivi. Ai personaggi, si aggiunge l’elemento della solidarietà. Ognuno di questi, ed è la grandezza alla quale assistiamo, è un personnaggio fallibile, che ha una mancanza, una lacuna e un bisogno di trovare comprensione negli altri. L’ultimo personaggio di questa storia è Napoli, ne sono orgogliosa, e questo è grazie a Maurizio de Giovanni prima di tutto ma anche al modo in cui la regia l’ha restituita. Usciamo dai luoghi comuni, raccontiamo una città che ha una sua unicità. Un giorno proprio de Giovanni mi disse che per scrivere un giallo che riesca a entrare nell’interesse dello spettatore è necessario che lo scrittore conosca bene la città stessa, che riesca a rendere l’unicità di quello che accade nei vicoli, nelle strade, con i suoi odori, profumi e colori”.

Maurizio de Giovanni, autore: “Sono fortunatissimo perché chiunque scriva vuole condividere con il maggior numero di persone possibili le sue storie. Io ho avuto la fortuna di avere questa trasposizione, in grado di portare le storie a un pubblico più largo di quello che, purtroppo, è il ristretto numero di lettori. I Bastardi sono rotti, fratturati, hanno delle ferite sanguinanti. Ce le hanno di fronte a se stessi e di fronte agli altri. Ho avuto la fortuna di poter disporre di un grandissimo amico, uno straordiario professionista che è Dido Castelli, che ha saputo accompagnare queste storie da un territorio all’altro, perché è una traduzione, lasciando intatta tutta la partecipazione emotiva e l’affetto che ho nei confronti dei miei personaggi. Non negherò, e lo dico ad alta voce, che sono fierissimo e felice del prodotto che è venuto fuori. Questa seconda serie fa un passo importante e dopo la prima, che aveva mostrato la conoscenza dei personaggi, ce li fa diventare molto cari. Fa diventare cara la città, che come diceva Tinni, è una città molto complicata da raccontare ma è anche una città protagonista, non sta mai dietro le quinte, non fa mai da fondale, decide sempre di dire la sua, e allora va assecondata. Il regista e gli attori hanno spettacolarmente assecondato questa storia e questa città. Ed io oggi sono qui innanzitutto per esprimere la mia gratitudine assoluta, nei confronti di questo bellissimo regalo che mi hanno fatto”.
 

Gabriella Buontempo, produttrice: “Come dei buoni padri di famiglia, è stato come veder nascere un nostro figliolo. E quando abbiamo visto che, grazie al successo della prima serie, era in buona salute, il pensiero è stato preoccuparsi del suo futuro, farlo camminare, trovargli una buona scuola e fargli continuare il suo cammino. Siamo stati molto contenti di cominciare questa seconda serie con Alessandro D’Alatri, inizialmente abbiamo fatto dei lunghi discorsi, a cominciare dalla scrittura con Dido. L’ottimo rapporto nato con Maurizio è stato la base fondamentale delle sceneggiature. Alessandro ha voluto vivere Napoli e conoscerla nelle sue viscere per poterla raccontare e per noi è stato importantissimo accompagnarlo in questo cammino. Ha creato un database di 800 attori, incontrandoli uno ad uno. È stata una sfida che doveva solamente portare a migliorare. E ne siamo soddisfattissimi: in questa serie viene fuori la vera Napoli, coi suoi chiari e scuri”.

Dido Castelli, Head Writer: “Maurizio de Giovanni ha un talento mostruoso e una capacità di lavoro altrettanto mostruosa che ti mette in difficoltà perché è uno stakanovista. Lavora con una rapidità e un meccanismo creativo straordinario. In eredità avevamo una serie di grande successo quindi dovevamo muoverci con cautela. Abbiamo quindi cercato di approfondire, raccontando non soltanto la città ma anche i personaggi, tutti con il loro passato e le loro ferite. Non sono mai eroi perfetti e questo credo sia quello che li avvicina di più a tutti noi”.

Alessandro D’Alatri, regista: “Lavorare con una squadra così prestigiosa, in una città che amo profondamente, mi ha fatto sentire adottato e io l’ho adottata in qualche modo. Con l’opportunità di aggiungere un cast di alta qualità lavorando sul territorio, facendo una ricerca veramente capillare sul grande patrimonio delle risorse attoriali che ha Napoli. Credo sia la capitale del teatro: c’è un potenziale stradoridianario, ho visto quasi 1300 attori, tutti di grandissimo livello. Credo che portare il livello attoriale dei ruoli di puntata allo stesso livello del cast primario sia stata una mission molto importante. Aggiungo anche che c’era la voglia di raccontare la città da un punto di vista non solo pittorico e folcloristico, ma di farla trasudare, ossia respirare. Napoli si ama. Basta soltanto fare una passeggiata per la città. Fare la fiction rispetto al cinema, significa correre molto di più e questo mi ha messo in condizione di poter utilizzare tutta la mia esperienza che ti permette di correre meglio, e sentire meno la fatica e c’è sicuramente più godimento a prendere il meglio da ciascuno”.

Alessandro Gassmann, attore: 

“Girare Bastardi mi ha fatto scoprire e imparare ad amare Napoli. Ci ho vissuto diversi mesi e ci sto ancora adesso per preparare il mio nuovo spettacolo teatrale da regista. Ci vivo veramente molto volentieri, di fatto mi ha adottato. Le sorprese di questa seconda stagione saranno grandissime, ci sono nuovi personaggi e spostamenti abbastanza evidenti nei rapporti interpersonali del mio personaggio, sia nel rapporto con la Piras che con mia figlia. Questi nuovi episodi, a mio avviso, sono ancora più vicini alla scrittura originale di Maurizio e credo che sapranno coinvolgere ancora di più il pubblico. Del mio personaggio ormai conosco un po’ tutto, gli voglio molto bene e comincio anche un po’ ad assomigliargli. Lojacono inizia ad apprezzare la città in cui vive ed è la città a dargli la possibilità di una seconda partenza. E anche per me, artisticamente parlando, questa serie è stata una nuova partenza, molto importante. Il risultato ottenuto con Bastardi è stato veramente eccezionale e ci auguriamo di bissarlo. Ringrazio Alessandro D’Alatri per averci messo in condizione di lavorare benissimo e con un gruppo fantastico di attori, che sono persone belle da conoscere e frequentare anche fuori dal set”.
 

Carolina Crescentini, attrice: “La seconda serie è cresciuta, tanto. D’Alatri è favoloso ed erano dieci anni che sognavo di lavorare con lui. Alessandro studia l’umanità di un personaggio e analizza il processo psicologico di ogni singola scena. In più è persona estremamente divertente che ha portato sul set un clima bellissimo. Il mio personaggio, Laura, è ora più operativa, lo è sempre stata in realtà, ma oggi si affida maggiormente alle sue intuizioni, non si censura e non si nasconde dietro a ipotetiche scartoffie. La sua relazione con Lojacono è difficile da gestire e in più lui non è bravissimo a conciliare la loro situazione sentimentale così come la sua paternità. Questo crea in Laura una certa insicurezza... Ma non posso raccontare di più. Quel che posso dire, invece, è che i nuovi casi sono molto interessanti e abbiamo lavorato con grandissimi attori, a cominciare dalla prima puntata in cui la nostra compagna di set è stata un’attrice straordinaria come Monica Nappo. In scena sono stata travolta dall’onda emotiva della sua recitazione".

 

26 Settembre 2018 17:39 - Ultimo aggiornamento: 26 Settembre 2018 17:39
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