22 Ottobre 2019 - Aggiornato alle 01:33
SPORT
Napoli: Così Lozano non va
26 Settembre 2019 17:31 —

È possibile perdere una gara dominata per 90’? Evidentemente sì, perché al Napoli è capitato proprio ieri contro il Cagliari. Un gol incassato sull’unico tiro in porta degli avversari dopo aver fissato le tende nella metà campo d’attacco per un tempo. Ancelotti ci ha provato in tutti modi; cambiando modulo e spedendo in campo tutti gli attaccanti di cui disponeva ma, alla fine, è arrivata pure la beffa finale del gol incassato, con espulsione a corredo di Koulibaly (non è chiaro ancora il motivo) per il più classico dei “cornuti e mazziati”. Il Napoli, nuovamente rivoluzionato rispetto a Lecce, è partito in campo con il 4-4-2; Meret tra i pali al posto di Ospina, poi difesa tutta nuova ad eccezione di Maksimovic (Koulibaly inizialmente in panchina e Manolas dal 1’). Anche a centrocampo rotazioni con Callejon, Allan e Zielinski titolari ed attacco leggero formato da Lozano e Mertens in attacco. Modo differente di approcciare alla gara, quindi rispetto a quanto visto con i pugliesi; gioco verticale palla a terra ad innescare la velocità delle punte per superare la difesa sarda nell’uno contro uno. Strategia che, però, non ha pagato; nel primo tempo, infatti, si è visto un Napoli lento ed una manovra farraginosa. Il perché? Presto detto. La regia era affidata a Zielinski, ma il polacco non è certo un costruttore di gioco ed ha inanellato l’ennesima prova insufficiente in un inizio di stagione da dimenticare e nemmeno dalle retrovie c’è stato aiuto in quanto l’unico portatore di palla – Koulibaly – era seduto in panchina. Il cambio di passo doveva essere garantito da Insigne ma anche il capitano non ha garantito quella mole di gioco e quella qualità che si aspettava Re Carlo. Nella ripresa, poi, il cambio; dentro Llorente, poi Milik e, prim’ancora, Koulibaly (cambio obbligato visto l’infortunio di Maksimovic). La squadra ha cambiato volto; i terzini hanno attaccato fino a fondo campo arrivando anche al cross. L’inserimento del polacco, poi, ha permesso anche il passaggio ad un 4-2-3-1 offensivo e spregiudicato che ha dato più propulsione alla squadra. È stato un Napoli diverso, dal cambio modulo in poi; la palla ha iniziato a girare molto più velocemente, con Callejon a fare il taglio verso l’interno campo per lasciare libera la corsia a Di Lorenzo; analogo lavoro sull’out opposto con Mertens e Mario Rui. E proprio il belga, lasciato il centro dell’area a Llorente, ha avuto le occasioni più nitide, con due pali scheggiati. A dare continuità alla manovra offensiva ci ha pensato Koulibaly più di Zielinski, con il senegalese abile ad arrivare fino al centrocampo con il pallone tra i piedi per poi effettuare lo scarico direttamente per i calciatori offensivi; ne è nata una squadra più aggressiva, capace anche di fare a meno di un calciatore di governo nel cuore del campo come Fabian Ruiz, che regista puro non è tra l’altro. Ancora una volta, oltre a Zielinski ed Insigne, non ha convinto la prova di Lozano; il messicano, agendo davanti alla porta avversaria, ha poco spazio per sprigionare la sua velocità e capacità di saltare l’uomo, le sue migliori caratteristiche. È un calciatore depotenziato, in questo modo, che va in difficoltà, non riuscendo ad esprimere sé stesso. Sarebbe opportuna una nuova posizione per lui, proprio per sfruttare le sue caratteristiche.  

Giovanni Spinazzola 

26 Settembre 2019 17:31 - Ultimo aggiornamento: 26 Settembre 2019 17:31
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